martedì 02.09.2014
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Al Ravenna Festival si apre "Nobilissima visione"

Dal 9 giugno al 15 luglio la sezione più ricca della kermesse, ispirata al millenario dell'Eremo di Camaldoli, fondato da Romualdo di Ravenna
Al Ravenna Festival si apre "Nobilissima visione"

Riccardo Muti

Si apre il 9 giugno, per prolungarsi fino al 15 luglio, la parte centrale del Ravenna Festival, tradizionalmente la più ricca ed intensa.

L’ispirazione di fondo dell’edizione 2012 della grande kermesse musicale è legata al millenario della fondazione del Sacro Eremo di Camaldoli ad opera di Romualdo di Ravenna.

La riflessione va quindi naturalmente al significato storico del monachesimo, con la sua “apparente inattuale attualità”.

Ma l’indagine si orienta anche verso le storie e le voci di una Ravenna poco conosciuta: quella appunto di Romualdo e dei suoi monaci, di Sant’Adalberto o di Gerberto di Aurillac (papa Silvestro II), in cui la “dolce ansietà d’oriente” (Montale) diventa vero e proprio straordinario progetto culturale e laboratorio dell’Europa.

Questa storia viene rievocata anche attraverso la possibilità di ascoltare musiche di varia provenienza. Si va dal medioevo dell’ensemble Eloqventia ai millenari canti baltici dell’estone Ensemble Heinavanker, dalle voci norvegesi del Trio Mediæval ai canti della Chiesa Ortodossa Russa del Coro Ortodosso Maschile di Mosca, diretto da Georgij Smirnov. Da sottolineare un confronto tra le musiche sacre barocche del camaldolese Orazio Tarditi (ordinato monaco proprio a Ravenna), proposte dalla Stagione Armonica diretta da Sergio Balestracci e quelle, sempre barocche, dell’Est europeo, interpretate dall’ensemble strumentale Il Suonar parlante di Vittorio Ghielmi. La raffinatissima tradizione del canto spirituale sufi ‘Ghazal’ sarà invece proposta dalla cantante uzbeka Monâjât Yulchieva.

tibet.jpgMa, seguendo i sentieri spirituali del monachesimo, non si poteva non giungere in Tibet, paese cui viene dedicata a Ravenna una settimana di incontri, riti, cerimonie ed eventi. E’ stretto infatti il legame con la celebrazione del monachesimo camaldolese, e in Tibet perfino la vita quotidiana appare – con sorprendenti analogie con la regola benedettina - fortemente ritualizzata.

Saranno presenti a Ravenna un gruppo di monaci tibetani residenti a Darhamsala (la sede indiana del Dalai Lama Tenzin Gyatso), la suora tibetana Ani Choying Drolma ed alcuni musicisti che interagiranno con i mantra, come Markus Stockhausen, Amelia Cuni e Maria Jonas, Stephan Micus, il Coro gregoriano femminile Mediae Aetatis Sodalicium ed altri.

Nel corollario tematico del festival non potevano mancare percorsi paralleli come quello della ‘montagna’ e del ‘bosco’, che saranno interpretati dal Coro della SAT (l’indiscussa eccellenza in questo ambito) e da un progetto speciale elaborato dalla musicista e cantante Luisa Cottifogli - “Come alberi d’inverno” - ospitato nell’antica Pineta di Classe (che è giunta fino ad oggi anche grazie alle secolari cure dei monaci camaldolesi, pii anticipatori della green economy) riproponendo quella formula del Concerto Trekking che tanto successo ha riscosso nelle ultime edizioni del festival.

Il tema del misticismo è presente anche nella Sancta Susanna, opera in un atto di Paul Hindemith, di ambientazione claustrale, su testo del poeta August Stramm. L’opera, coprodotta con il Teatro dell’Opera di Roma e presentata il 6 luglio, ha la regia di Chiara Muti. Sarà una nuova creazione di Micha van Hoecke, su musiche dello stesso Hindemith, ispirate agli affreschi di Giotto in Santa Croce a Firenze, ad aprire questa intensa serata all’insegna di uno dei più grandi e meno conosciuti tra i musicisti del ’900, conducendoci nel nucleo tematico più profondo del festival.

L’americano Dennis Russell Davies dirige l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in un concerto che propone musiche del grande compositore estone contemporaneo Arvo Pärt, assieme a The Planets di Gustav Holst. Pietro Borgonovo dirigerà poi la Cherubini assieme al Chicago Children’s Choir, mentre il grande direttore russo Yuri Temirkanov tornerà al festival con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. Il Concerto delle Fraternità vedrà Riccardo Muti sul podio della Cherubini unitamente – com’è ormai tradizione – all’Orchestra Giovanile Italiana.

La musica contemporanea è rappresentata al Ravenna Festival da uno dei suoi massimi protagonisti: lo statunitense Steve Reich, tra i “padri” riconosciuti del “minimalismo”. Di Reich, presente a Ravenna, verranno eseguiti - dal PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble, diretto da Tonino Battista - due dei capolavori, ovvero "Tehillim", per voci e ensemble (1981) e "City Life", per ensemble amplificato (1995). Forme ancora più avanzate e sperimentali troveranno poi espressione nella rassegna “Weird Tales”, organizzata in collaborazione con Bronson Produzioni.

Shen Wei Dance ArtsLa danza è presente al festival con artisti provenienti da Stati Uniti, Brasile e Francia. Shen Wei, col suo Shen Wei Dance Arts, è famoso per l’originale visione interculturale e interdisciplinare delle sue invenzioni coreografiche, e a Ravenna propone due delle sue migliori creazioni: “Near The Terrace” (ispirato a René Magritte) e la sua personalissima ‘lettura’ del capolavoro stravinskiano “The Rite Of Spring”.

Cedar Lake Contemporary Dance, compagnia americana fondata nel 2003 da Nancy Laurie, propone due lavori in prima italiana: "Violet Kid", del nuovo astro nascente israeliano Ofesh Shechter, e "Hubbub" dello svedese Alexander Ekman.

Il francese Mourad Merzouki dirige dal 2009 il Centre Chorégraphique National de Créteil ed ha fondato nel 2006 la compagnia Käfig, che coniuga l’hip hop con altri linguaggi della danza contemporanea, in collaborazione con 11 danzatori di Rio de Janeiro. A Ravenna viene presentato il loro “Käfig Brasil”.

Non manca la danza classica, con un Gran Gala affidato al corpo di ballo dell’Opéra National de Paris.

Il jazz viene riportato alla Rocca Brancaleone con “Brasil in jazz”, che vuole rendere omaggio, innanzitutto, ad una figura leggendaria della musica brasiliana: Egberto Gismonti. A lui è dedicato un “focus” che mostra la varietà delle tradizioni musicali della cultura brasiliana, che riesce a unire la tradizione musicale degli indiani dell'Amazzonia con la musica classica. Il focus ripropone il sodalizio “storico” con il percussionista Nana Vasconcelos, colui che ha fatto conoscere al mondo il berimbau, di cui è straordinario virtuoso. La sua carriera è costellata di collaborazioni prestigiose che vanno da Don Cherry a Gato Barbieri.

Nella seconda serata, a Gismonti si aggiungono Hamilton de Holanda col suo approccio jazzistico alla musica brasiliana, e il Trio Madeira, tre virtuosi uniti dalla volontà di suonare il Choro in maniera sofisticata e calorosa.

Ancora una volta la città di Russi offrirà la cornice a un weekend dedicato alle espressioni della musica popolare di diverse aree del mondo.

Nel progetto “Vola vola vola” saranno alcune canzoni di Francesco De Gregori (assieme a ‘classici’ della tradizione popolare italiana), con la complicità di Ambrogio Sparagna, a venire reinterpretate dall’Orchestra di Musica Popolare dell’Auditorium di Roma. La seconda serata è all’insegna della Taranta Nera ed ha come protagonisti Officina Zoé ed alcuni musicisti africani.

 

RadioEmiliaRomagna Intervista a Franco Masotti, uno dei direttori artistici del Festival, in onda su RadioEmiliaRomagna

 

Info:

Ravenna Festival
tel.0544 249211
info@ravennafestival.org

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Pubblicato il 29/05/2012 — ultima modifica 21/06/2012
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