"Sancta Susanna" a Ravenna: un rapimento mistico e sensuale
Le serate del 6 e del 7 luglio offrono al pubblico del Ravenna Festival una preziosa avventura su uno dei momenti più interessanti dell’incontro fra espressionismo musicale e tematiche religiose. Le due serate, al Teatro Alighieri, prevedono la rappresentazione di un balletto e di un’opera in un atto di Paul Hindemith. Il balletto è “Nobilissima visione”, con coreografia di Micha van Hoecke (il titolo è stato assunto dal Ravenna Festival come tema generale del programma di quest’anno) e l’opera è la “Sancta Susanna”, ardita e scandalosa invenzione con cui il compositore tedesco ingaggiò un travagliato rapporto, fino al suo rinnegamento e alla conseguente cancellazione dal catalogo.
Si comincia col balletto, quindi. E la sua origine, in questo caso, risale al 1938, anno nel quale Hindemith, profondamente toccato dal ciclo di affreschi dipinti da Giotto nella Basilica di Assisi, scelse la vita di San Francesco come soggetto di un balletto, che andò poi in scena con le coreografie di Léonide Massine. La creazione venne definita una “leggenda danzata” e le venne dato il titolo di “Nobilissima visione”. Il brano che Micha van Hoecke ha creato in questa occasione è stato costruito sulla suite per orchestra di quel balletto, e viene presentato dal Corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, di cui van Hoecke è attualmente direttore, con l’allestimento scenico di Carlo Savi, i costumi di Anna Biagiotti e le luci di Vincent Longuemare.
L’opera in un atto “Sancta Susanna” era stata composta da Hindemith molti anni prima, nel 1921, su un testo del 1913 del poeta espressionista tedesco August Stramm, nel quale veniva narrata la traumatica vicenda di una suora che dalle profondità del misticismo approda alle sfrenatezze della lussuria, in un intreccio di sacro e di peccaminoso che produsse, inevitabilmente, scandalo e accuse di oscenità, soprattutto quando venne presentata al pubblico nella versione musicale di Hindemith. Infatti, i problemi non gli mancarono. Lo stesso direttore d’orchestra che era stato prescelto, Fritz Busch, già suo collaboratore e aperto alle novità, si rifiutò di dirigere l’opera per motivi morali. Il critico Karl Grunsky scrisse che il lavoro profanava le istituzioni culturali tedesche e, per tentare di arginare le rumorose proteste degli spettatori, in occasione di una esibizione ad Amburgo il pubblico dovette sottoscrivere una dichiarazione di impegno a non arrecare disturbo nel corso dell’esecuzione. Ma anche in tempi recenti, nel 1995, organizzazioni cristiane hanno criticato l’opera.

- Micha van Hoecke
Riccardo Muti non è nuovo a quest’opera, già da lui presentata al Ravenna Festival nel 2005 in forma di concerto, sempre con l’Orchestra Cherubini e coi Melodi Cantores, presenti anche questa volta. La vera novità è il debutto nella regia lirica di Chiara Muti, che ha preannunciato di non voler concedere nulla al facile scandalismo, lasciando alla fortissima carica musicale di Hindemith il compito di trasmettere agli spettatori l’atmosfera violenta e drammatica dell’opera.
Informazioni
Ravenna Festival
telefono 0544 249211 – email: info@ravennafestival.org – web: www.ravennafestival.org
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