martedì 22.07.2014
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Al Festival "VIE" attenzione alla danza contemporanea internazionale

Jonathan Burrows e Matteo Fargion, Nabih Amaraoui e Matthieu Burner, Francesca Proia: prime nazionali tra ricerca artistica e occasioni di riflessione
Al Festival "VIE" attenzione alla danza contemporanea internazionale

Them - foto di Elisabeth Carecchio

A VIE attenzione anche alla danza contemporanea: tornano a Modena Jonathan Burrows e Matteo Fargion con due lavori: "Speaking dance”, già presentato a "VIE" negli anni scorsi, e "Counting to the One Hundred". Quest’ultimo, capitolo finale della trilogia di lavori composta da “Cheap Lecture” e “The Cow Piece” visti a "VIE" nell’ottobre del 2010, esplorando il solco che divide la danza dalla musica, in un gioco ironico e lieve tra spartito e parole, conferma la ricerca artistica del due artistico, arrivando a costituire un’inarrestabile cascata di pensieri tanto comici quanto assurdi che si susseguono ad un ritmo eccitante e forsennato. Burrows, Fargion - foto di Herman SorgeloosDal 2002 lavorano insieme Jonathan Burrows, già primo ballerino del londinese Royal Ballet, e Matteo Fargion, musicista che ha composto musiche anche per coreografi come Lynda Gaudreau, Russell Maliphant e Siobhan Davies. I duetti del coreografo inglese e del musicista italiano catturano il dispiegarsi narrativo del ritmo nelle loro performance che, pur costruite sulla base di elementi estremamente semplici, esprimono momenti di raro virtuosismo riuscendo ad indurre nel pubblico occasioni di riflessione.

Al Teatro delle Passioni Francesca Proia presenta in prima assoluta il suo lavoro “The breathing us” interpretato insieme a Danilo Conti. In scena una coppia, un uomo e una donna, che si confrontano nel tentativo di rendere visibile il campo di energia che si crea fra maschile e femminile usando il respiro come sottile via di comunicazione. Dalla disciplina dello yoga, praticata da tempo dalla Proia, deriva la riflessione su respiro e corpo: ”il respiro può essere duttile altrettanto quanto il corpo, multiforme come il pensiero” afferma la stessa artista. The breathing us - foto di Emiliano BondelliSe si ripensa al corpo come un nucleo fatto di materia eterea e sottile come il respiro, per ciascuno di noi si apre la possibilità di rifondare e dilatare le nozioni di percezione e relazione del nostro stesso corpo, usufruendo solo del linguaggio del respiro. Sul palco, in uno spazio e in un tempo indefiniti, un uomo e una donna si ridisegnano come un corpo solo e mantengono una diretta connessione, un legame magnetico attraverso il respiro che li porta a fondare un comune terreno energetico e percettivo assolutamente inedito fatto di onde in tensione emotiva.

Altro ritorno a Modena quello di Nabih Amaraoui e Matthieu Burner con la prima nazionale di “Them”. I due coreografi e ballerini, interrogandosi sul concetto di potere, continuano la loro esplorazione della natura umana, la loro ricerca artistica sul dualismo tra uomo e animale. “Them” è una finestra aperta su un microcosmo in cui i quattro interpreti sono sottoposti alle loro stesse leggi di gruppo, sia durante il processo creativo che sulla scena, per far percepire chiaramente al pubblico il filtro uomo/animale. Amaraoui e Burner cercano di far emergere il più primitivo istinto animale che esiste in ognuno di noi e di trovare una risposta alle regole sociali, alla repressione e alla frustrazione.
I due artisti, che nel 2004 hanno fondato l'Amaraoui-Burner Project, utilizzano come colonna sonora di “Them” alcune sonate di Johan Sebastian Bach opere complesse e potenti capaci di parlare agli animi di chi le ascolta. Una performance che oltrepassa i confini della danza tradizionale in cui la gestualità del movimento scenico riesce a farsi ‘messaggio’.

 

Info
Counting to One Hundred - Speaking dance
25 maggio ore 18,30 e 26 maggio ore 16,30
TeTe Teatro Tempio – Modena

The breathing us
29 maggio ore 21,00 e 30 maggio ore 18,00
Teatro delle Passioni, Modena

Them
30-31 maggio ore 21,00
Teatro delle Passioni, Modena

 

Link
Altri appuntamenti del festival

VIE – Scena Contemporanea Festival

Jonathan Burrows

Francesca Proia

Amaroui Burner Project

Approfondimento sul Festival VIE

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Pubblicato il 22/05/2012 — ultima modifica 22/05/2012
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