domenica 19.11.2017
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"Lucia di Lammermoor" dal 19 febbraio sui palcoscenici emiliano-romagnoli

Il capolavoro di Donizetti con le scenografie di Svoboda a Modena, Piacenza, Reggio Emilia e Parma

Torna sui palcoscenici emiliano-romagnoli, a cominciare dal Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena, dal 19 febbraio, “Lucia di Lammermoor”, il più celebre fra i titoli operistici di Gaetano Donizetti, considerata una delle opere più rappresentative del melodramma romantico e una delle prove vocali più appassionanti del repertorio lirico. La tragica vicenda è ambientata nella Scozia del Seicento, e narra dell’amore negato fra Lucia ed Edgardo, i quali, ingannati, si credono l'un l'altro traditori. La protagonista uccide il marito Arturo, sposato per ripicca, ed entra nel vortice della follia, mentre Edgardo si uccide. Momento culminante dell’opera è la famosa scena della follia, uno stato d’animo al quale Donizetti ha dato veste musicale interrompendo la linearità melodica del soprano con il libero affiorare di reminiscenze drammatico musicali.

La produzione che viene presentata ora nei teatri di Modena, Piacenza, Reggio Emilia e Parma riprende un allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi dedicato al lavoro del geniale scenografo Josef Svoboda a dieci anni dalla morte. Svoboda, autore di oltre settecento spettacoli per teatri quali il Metropolitan di New York e il Covent Garden di Londra, è considerato uno dei massimi maestri delle luci e delle illusioni sceniche. Si ricorda anche per essere stato fra i primi ad utilizzare la proiezione video in campo operistico. Questo suo allestimento di “Lucia di Lammermoor”, uno dei suoi lavori più celebri in Italia, è stato ricostruito e messo in scena con la regia di Henning Brockhaus, ora ripresa da Valentina Escobar..

Svoboda aveva immaginato, per l’opera di Donizetti, scene di notevole suggestione poetica, che sono state fedelmente ricostruite a Jesi da Benito Leonori, già suo allievo e collaboratore. In scena, una grande pergamena stropicciata scorre lungo il muro del palcoscenico, rivelando, nascondendo e riflettendo personaggi ed azioni. Il tessuto ‘psicoplastico’ (termine coniato da Svoboda per identificare la tela con la doppia proprietà di riflettere le immagini proiettate e far trasparire i personaggi) si dispiega rivelandosi come montagna, nuvole, mare e sudario immaginario che avvolge la follia della protagonista.

Rispetto all’edizione originale, il nuovo allestimento dell’opera prevede nuovi costumi e nuove luci, e, inoltre, una regia – ha spiegato Henning Brockhaus – “meno realistica e più onirica, per rendere appieno il complesso mondo di Lucia. La protagonista ama e vive le sue emozioni con pienezza in un mondo di uomini che vivono in maniera unilaterale, pensando solo alla vendetta e alla brama di potere; Lucia viene condotta alla follia da inganni e giochi politici, ed è una figura ancora attuale e contemporanea”.

Le recite in programma si svolgeranno, oltre che a Modena (il 19 e il 21), al Municipale di Piacenza (26 e 28), al Valli di Reggio Emilia (4 e 6 marzo) e al Teatro Regio di Parma (11,13,30 marzo e 1 aprile). In tutte le recite l’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna è diretta da Stefano Ranzani, mentre il Coro è quello del Teatro Comunale di Modena, tranne che al Regio di Parma, dove è impegnato il Coro locale. I costumi sono di Patricia Toffolutti.

Alla coproduzione ha partecipato il Teatro dell'Opera Giocosa di Savona.

 

Informazioni

Teatro Comunale "Luciano Pavarotti" - Modena
Tel. 059 2033020 - info@teatrocomunalemodena.it

 

Link

Teatro Municipale - Piacenza
Teatro Valli - Reggio Emilia
Teatro Regio - Parma
Orchestra Regionale dell'Emilia Romagna
Henning Brokhaus

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Pubblicato il 09/02/2016 — ultima modifica 11/02/2016
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