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“Le nozze di Figaro” di Mozart apre la Stagione Lirica 2016 di Parma

Dal 12 gennaio sul palco del Regio dopo oltre 40 anni. L'opera è realizzata in coproduzione con I Teatri di Reggio Emilia

Vietate le rappresentazioni di balli nei teatri dell’impero asburgico, il ventinovenne Mozart e l’audace Lorenzo Da Ponte invitarono Giuseppe II a vedere una prova, silenziosa, del terzo atto della loro prima opera. E l'imperatore subito ordinò che la musica fosse reinserita.

Nasce così Le Nozze di Figaro, disamina divertente e pungente dell’amore e delle classi sociali e prima opera della cosiddetta trilogia italiana che segna l’inizio della fortunata collaborazione tra Mozart e il librettista Lorenzo Da Ponte, da cui nacquero in seguito anche "Don Giovanni" e "Così fan tutte".

Il libretto, tratto dalla commedia "Le mariage de Figaro", epurato dalle numerose invettive contro la classe aristocratica che gli erano valse non pochi problemi di censura, si concentra sul tema dei sentimenti, rappresentati in tutte le loro possibili e molteplici sfaccettature. Superate dunque le resistenze, il debutto avvenne il 1 maggio 1786 a Vienna. Il successo fu grande e, per i successivi 230 anni, l’ammirazione per l’opera non ha mai conosciuto ombre.

Il titolo inaugura la Stagione Lirica 2016 del Teatro Regio di Parma, dove martedì 12 gennaio alle 20:00 va in scena dopo oltre quarant’anni (repliche il 15, 17, 19 gennaio).

Realizzata in coproduzione con I Teatri di Reggio Emilia, l’opera è presentata nell’allestimento del Teatro di San Carlo di Napoli creato da Mario Martone, di cui Raffaele Di Florio riprende la regia, con le scene di Sergio Tramonti, i costumi di Ursula Patzak e le luci di Pasquale Mari.
Matteo Beltrami, sul podio dell’Orchestra Filarmonica Italiana e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani, guida il cast con protagonisti principali Roberto de Candia (il conte di Almaviva), Eva Mei (La contessa di Almaviva), Laura Giordano (Susanna) e Simon Orfila (Figaro).

“Non c’è nulla di più potente di un concertato di Mozart sui versi di Da Ponte. Diversi personaggi esprimono stati d’animo, compiono azioni, elaborano pensieri tutti diversi tra loro e tutto avviene contemporaneamente, esattamente come nella vita. La differenza è che qui la vita è trasfigurata in musica. Ho immaginato un teatro essenziale, fatto di pochi elementi, ma che consente al palcoscenico di sporgersi in sala e aprirsi praticamente a trecentosessanta gradi intorno all’orchestra: ciò ha significato poter schiudere dall’interno il meccanismo teatrale di questi concertati e manifestarlo allo sguardo dello spettatore, che in opere come questa deve essere vigile quanto il suo ascolto”.
(dalle note di regia di Mario Martone)

Il 29 e il 31 gennaio l'opera andrà in scena al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia.

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Pubblicato il 05/01/2016 — ultima modifica 08/01/2016
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