lunedì 25.09.2017
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Il Festival Aperto di Reggio Emilia è un “Pianeta Pensante”

Dal 17 settembre al 13 novembre, un programma di musica, danza, teatro musicale, videoarte e installazioni

L’ottava edizione di Festival Apertoa Reggio Emilia dal 17 settembre al 13 novembre – presenta un ricco programma di musica, danza, teatro musicale, maratona pianistica e arti performative e installative, con un filo tematico esplicitato nel sottotitolo: Pianeta Pensante. Con artisti di altissimo livello provenienti da tutto il mondo e con diversi concerti, coreografie e performance in scena a Reggio in prima assoluta o prima nazionale, le serate si svolgeranno nei tre teatri della città – Valli, Ariosto e Cavallerizza – ma anche nel Palazzo dei Musei e nella Chiesa di San Carlo

Il festival si snoda in quattro sezioni; la prima, “Musica per il teatro e per lo spazio”, fa “conversare” la musica con altre forme di espressione contemporanea.

Con il teatro e la narrativa contemporanea dialoga l’opera “L’arte e la maniera di affrontare il proprio capo per chiedergli un aumento” di Vittorio Montalti  tratta dal’omonimo romanzo di Georges Perec, in scena a Cavallerizza venerdì 23 e domenica 25 settembre, in prima assoluta della versione definitiva. Da una situazione comunissima, quella indicata nel titolo, scaturiscono mille interrogativi e altrettante possibilità; Perec decideva di rappresentarle tutte, esaltando lo stato di incertezza permanente dell’impiegato risucchiato in una giostra che gira a vuoto, inconcludente e grottesca. Montalti preleva questo pensiero teatrale e lo sviluppa su diversi piani e con diverse modalità artistiche, facendolo diventare un’opera da camera per un performer, due voci, ensemble ed elettronica.

Con la video arte e le tradizioni millenarie del mondo conversa invece il crowd music “Reka” di Yuval Avital, in prima assoluta al Teatro Valli sabato 1 ottobre. “Reka”, che in ebraico vuol dire “sfondo”, è una creazione sperimentale di grandi dimensioni. Ai due percussionisti e sei solisti, maestri di antiche tecniche vocali provenienti da altrettante tradizioni musicali –  sciamanesimo islandese e canto tibetano, canto a tenores sardo e quello zulu del Sudafrica, canto epico degli Ebrei e quello della tradizione nomade mongola – , il compositore israeliano aggiunge una folla di 120 voci “reclutate” in loco, oltre a decine di percussionisti locali, creando una massa sonora potente quanto emozionante e piena di nuove possibilità da esplorare.

La seconda  area tematica del festival deve il nome a Edgard Varèse, uno dei compositori novecenteschi più in anticipo sui tempi, interessato alla scienza come alle suggestioni del mito, ai processi fisici come alle rifrazioni dell’umano osservare; il titolo di questa sezione, “Il suono organizzato”, rappresenta il concetto centrale della sua musica.

Fra tanti modi nuovi e antichi di “organizzare il suono” vi sono quelli della civiltà musicale dell’Iran e di questa, lunedì 17 ottobre al Teatro Cavallerizza, il festival propone un concerto che mette a confronto Iran contemporaneo e antica tradizione persiana. Così, sotto la direzione di Sandro Gorli,  il Divertimento Ensemble e il Mehraein Ensemble esplorano “La musica iraniana fra presente e passato”, con tre giovani compositori dell’Iran contemporaneo e altrettante prime esecuzioni assolute, e una seconda parte del concerto dedicata alla straordinaria tradizione musicale persiana di repertorio e liuteria.

La terza sezione, dal titolo “Reggioemiliadanza”, offre diverse eccellenze della coreografia italiana ed europea e la quarta, “Danza italiana”, uno sguardo critico su autori e tendenze in atto.

Strade da seguire per cercare se stessi, gli altri e la vita stessa, strade dedalee che si intersecano, incontrandosi o scontrandosi, che indicano la direzione o confondono, che creano relazioni casuali o legami voluti: è questo lo spunto di “Lego” di Giuseppe Spota, allestito su musiche di Ezio Bosso. Accanto, la prima assoluta di Parole e Spazio, “Words and Space” di Jiři Pokorny, metafora di un dialogo interiore e di fluttuanti esperienze personali accompagnate sulla scena dalle musiche del repertorio barocco. Le due coreografie compongono la serata della Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto, in programma al Teatro Valli giovedì 6 ottobre.

Il Cantico dei Cantici è la fonte di ispirazione per due coreografie prodotte dal Festival Aperto sotto la direzione artistica di Virgilio Sieni; entrambe sono nuove produzioni in prima assoluta. Domenica 2 e lunedì 3 ottobre va in scena - con la partecipazione di Michele Rabbia alle percussioni - la coreografia “Canti”, l’esito di un progetto di formazione sui linguaggi della danza contemporanea ideato per giovani danzatori tra i 10 e i 19 anni e finalizzato alla creazione di una coreografia inedita. La seconda coreografia, dal titolo “Cantico dei Cantici” - con Daniele Roccato al contrabbasso - è  in programma al Teatro Cavallerizza venerdì 7 ottobre.

La presenza di Peeping Tom con “Moeder”, Madre, coproduzione europea in prima italiana, è un proseguimento della partecipazione della Compagnia al Festival 2014 con “Vader”/Padre. In scena sabato 15 ottobre e domenica 16 ottobre al Teatro Ariosto, “Moeder” è dunque la seconda tappa di una trilogia che si chiuderà in futuro con “Kinderen”/Figli e che ora esplora la figura materna assieme ai quesiti identitari e al tema della memoria, intesa come una combinazione e progressione di eventi che definiscono chi siamo, come un laboratorio i cui tecnici sono archeologi che scavano nel passato e al contempo testimoni interrogati in un’indagine in corso. 

Un’emozione esplosiva come la rabbia, con la sua duplice valenza di forza vitale fonte di energia creativa oppure di strumento di distruzione, è il tema di partenza per la creazione della nuova produzione di Cristiana Morganti, ideatrice, coreografa e regista dello spettacolo che va in scena in prima assoluta al Teatro Cavallerizza martedì 25 e mercoledì 26 ottobre e che vede sul palco Breanna O’Mara e Anna Fingerhuht a dare corpo e movenze alle libere associazioni mentali, a danzare, scontrarsi e raccontarsi al ritmo di sonorità che vanno dal rock punk fino a Bach.

Nella sezione “Danza italiana”, venerdì 28 ottobre nella Chiesa di San Carlo, Nicola Galli presenta in prima assoluta il terzo episodio della sua ricerca dedicata al sistema planetario,“Mars”. Il giorno successivo, sabato 29 ottobre al Palazzo dei Musei, sempre in prima assoluta, Annamaria Ajmone presenta invece “Antala”, la quinta tappa delle sue “Pratiche di abitazione temporanea”, progetto itinerante che attinge alla fascinazione per il mondo vegetale e animale e indaga la relazione tra pensiero e spazio e tra spazio e movimento.

Il programma di questo Pianeta Pensante è davvero ricco di appuntamenti, di suggestioni e stimoli. Come recita il progetto del festival: “orbita fra paesi e civiltà artistiche, occidenti e orienti, luoghi terracquei e icone dell’immaginario. Così come corre nelle orbite più piccole delle relazioni umane: il quotidiano, i rapporti di sangue, gli stati d’animo, il senso di sé, i piccoli poteri. Di simili correnti fra grande e piccolo, fra qui e altrove è fatto il pianeta: che il pianeta sappia farsi ‘pensante’ è l’auspicio necessario proprio nel tempo che sembra portare al suo impazzimento.”

http://www.iteatri.re.it/

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Pubblicato il 09/09/2016 — ultima modifica 09/09/2016
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