domenica 20.08.2017
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“Cantiere 2 agosto”. 85 racconti per le vittime della strage di Bologna

Per il 37° anniversario il progetto del regista Matteo Belli promosso dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
“Cantiere 2 agosto”. 85 racconti per le vittime della strage di Bologna

Stazione di Bologna, il giorno della strage

Sulla scia di “Una vita, una storia”, il motto delle celebrazioni dell’anno scorso, quando vennero distribuite cartoline con le biografie delle 85 vittime della strage alla stazione di Bologna, anche quest’anno, nel 37° anniversario della strage, “Cantiere 2 agosto” porta avanti il suo impegno di scavare e portare alla luce le storie che compongono la memoria collettiva di quel terribile giorno del 1980.
Quest’anno il ricordo diventa racconto, con una maratona teatrale di dodici ore, dalle 11:00 alle 23:00.

Anche i percorsi, che porteranno il pubblico in diversi luoghi della città, saranno dodici e dodici volte verrà ripetuto il racconto che ognuno degli 85 narratori comincerà allo stesso minuto di ogni ora nel luogo di Bologna che gli è stato affidato. Un ponte tra ieri e oggi, dunque, composto da cinquanta donne e trentacinque uomini, dai 17 agli 84 anni, venuti volontariamente da tutta Italia.

Matteo BelliQuesta polifonia della memoria, questo grande intreccio di voci e di storie disseminate in una dozzina di palcoscenici urbani chiamata “narratoridiunastrage”, è stata ideata e coordinata dal regista teatrale Matteo Belli, con la consulenza storica di Cinzia Venturoli, e promossa dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, con la collaborazione dell’Associazione familiari delle vittime che ha messo a disposizione dei narratori il materiale del proprio archivio.

"Tramandiamo la memoria di una città che ha saputo reagire – ha detto la presidente dell’Assemblea legislativa Simonetta Saliera - ma ci sono ferite ancora aperte e noi saremo lì a darne testimonianza".
Perché, come precisa ancora la Saliera, "ogni amnesia nasconde una sommaria amnistia".

"Ѐ un impegno di memoria attiva – ha specificato il regista Belli - non un atto di nostalgia".

Lo stesso concetto viene sottolineato dalla storica Venturoli, che parla di “pubblic history”, un modo cioè di raccontare la storia con la S maiuscola attraverso le microvicende dei singoli.

Ogni narratore diventa dunque testimone di una staffetta delicatissima e perciò interiorizzata, in un incontro tra narratore e vittima forse affatto casuale. Come nel caso di Antonella Colombi, bambina nel 1980, che oggi racconta la vita spezzata - "una favola senza un finale" - di un’altra bambina di allora che però, vittima della strage, non è potuta diventare donna. Si chiamava Angela Fresu.

La maratona teatrale sarà preceduta da un discorso pubblico la notte dell’1 agosto e raccontata in una produzione televisiva e da una diretta Facebook, alimentata anche dai video postati dal pubblico sulla pagina ufficiale dell’Assemblea legislativa (a settembre poi i video postati saranno premiati).
Sarà inoltre attivato anche un infopoint, in piazza Maggiore, con mappe cartacee per raggiungere i narratori lungo i 12 percorsi prescelti.

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Pubblicato il 01/08/2017 — ultima modifica 01/08/2017
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