sabato 16.12.2017
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Billy Cowie e la sua poesia del movimento a Forlì

Alla Fabbrica delle Candele, venerdì 21 aprile
Billy Cowie e la sua poesia del movimento a Forlì

Art of Movement

Nell’ambito del cartellone che il Teatro Diego Fabbri dedica alla scena contemporanea, a Forlì arriva il nuovo progetto realizzato per il giapponese Museo d’arte Kochi da Billy Cowie. Di origini scozzesi, docente presso l’università di Brighton, impegnato nell’area delle performance e delle installazioni di teatro e danza, Cowie è un artista poliedrico: musicista, scrittore, videomaker e coreografo, autore di coreografie raffinate e surreali, rappresentate sia dal vivo che in 3D (tecnica quest’ultima diventata ormai la cifra stilistica di Cowie, una costante dei suoi lavori che gli ha fatto guadagnare fama in tutto il mondo).

A Forlì Cowie e i suoi danzatori saranno ospitati venerdì 21 aprile alla Fabbrica delle Candele, il centro polifunzionale in piazzetta Corbizzi, e sarà un doppio appuntamento: alle 21.00 Cowie presenterà “Under flat sky” e alle 22.00 “Art of movement”. Sono due gioielli di danza, due spazi emozionali e mentali che accolgono e avvolgono il pubblico, coinvolgendolo completamente. Entrambi i lavori sono realizzati con la collaborazione dell’artista tedesca Silke Mansholt, figura di riferimento per Cowie: con le sue opere grafiche crea paesaggi visivi e atmosfere di grande fascino, completando così quella che viene chiamata “poesia del movimento” del videomaker scozzese.

Nella prima performance della serata, lirica e struggente, l’immaginario elaborato da Cowie - autore in questo caso anche dei testi e delle musiche, oltre che della coreografia - rinuncia alla classica visione in 3D per affidarsi alla danza minimalista, eseguita dal vivo, che dialoga con le splendide immagini della Mansholt proiettate sia su chi danza sia sul fondale.

La seconda performance, ironica e gioconda, punta sull’interazione tra reale e virtuale. È un insieme di frammenti didattici che esplorano alcuni dei 122 movimenti codificati da Cowie come il suo linguaggio della danza. Introdotti da un lettore, il presentatore virtuale Kazuko Hohki, e accompagnati dal violoncello di Wei Tsen Lin, le interpretazioni dal vivo della coreografia sono affidate a due danzatrici, Simone Schmidt e Aneta Majcher, che si muovono in uno spazio ridottissimo, circa mezzo metro quadrato, immerse nell’universo visivo della Mansholt, ovvero mimetizzate abilmente nella realtà virtuale, trasformate in tele viventi su cui si proietta un mondo fantastico che si muove con loro e con le loro ombre.

“Art of Movement” - spiega lo stesso Cowie - mi è stato commissionato dal Giappone per il Festival di Kyoto…. Lo spettacolo è composto da diverse parti. Quello che mi interessa è il pensiero che sta dietro il movimento. ‘Art’ è molto ironico: da una parte si legge la teoria su un libro che riporta enormi falsità… dall’altra, invece, ci sono i movimenti reali eseguiti dalle danzatrici, dal vivo e nel filmato in 3D”.

 

Informazioni:

www. teatrodiegofabbri.it

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Pubblicato il 19/04/2017 — ultima modifica 19/04/2017
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