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Grandi Interpreti, András Schiff dirige la Chamber Orchestra of Europe a Bologna

Musiche di Bach, Bartók e Brahms
Grandi Interpreti, András Schiff dirige la Chamber Orchestra of Europe a Bologna

András Schiff - foto Peter Fischli

Con un programma originale e carico di suggestione András Schiff dirige giovedì 6 aprile ore 20.30, al Teatro Manzoni di Bologna, la Chamber Orchestra of Europe nell’ambito della rassegna Grandi Interpreti del Bologna Festival. In questo concerto, che vede András Schiff impegnato anche al piano come solista, si passa senza soluzione di continuità dall’Offerta musicale di Bach con i suoi Ricercari, a 3 voci e a 6 voci, (forme antiche di fuga con note del tema più lunghe e di carattere serio), alla Musica per archi, percussione e celesta di Bartók, per concludere con il grandioso Concerto n.2 per pianoforte e orchestra di Brahms: Quest’ultimo è considerato tra i più impegnativi di tutto il repertorio concertistico, sia dal punto di vista tecnico che per la sua scrittura non ortodossa, dove il solista e l'orchestra dialogano in un crescendo profondamente romantico, e di grande difficoltà interpretativa.

Del resto András Schiff è un virtuoso del pianoforte, nel corso della sua brillante carriera ha approfondito la conoscenza del repertorio barocco e della prassi esecutiva antica ed è attualmente  tra i più accreditati interpreti bachiani, in grado di passare dalle astratte geometrie contrappuntistiche dei Ricercari di Bach alla dirompente concretezza della musica di Bartók. Eseguita per la prima volta nel 1937, Musica per archi, percussione e celesta di Bela Bartók è tra i capolavori della musica del Novecento. In particolare prevede la disposizione degli strumenti a semicerchio attorno ad un nucleo centrale, proponendo all’epoca un universo timbrico assolutamente innovativo, determinato dall’intreccio di celesta, xilofono, arpa, pianoforte, timpani, tamburi, cembali, tam-tam, gran cassa e archi. Ma fin dalla sua prima esecuzione l’opera ebbe un’accoglienza entusiastica.

Il Concerto n.2 di Johannes Brahms , fu seguito con lo stesso Brahms al pianoforte per la prima volta a Budapest nel 1881.  Il pianoforte è protagonista e assume un ruolo di eroica grandiosità, esaltato dallo spessore del tessuto sinfonico in cui il solista si inserisce, con soluzioni pianistiche ardite, talvolta di diabolica difficoltà esecutiva.

Lo affianca in questo suo fine lavoro interpretativo la Chamber Orchestra of Europe, di cui è membro onorario. Fondata nel 198, la Chamber Orchestra of Europe è oggi tra i più qualificati complessi sinfonici di livello internazionale, ospite delle più prestigiose istituzioni concertistiche europee e con collaborazioni importanti con direttori quali Claudio Abbado, Bernard Haitink, Nikolaus Harnoncourt, Vladimir Jurowski, Yannick Nézet-Séguin. Vanta più di 250 incisioni realizzate con diverse etichette discografiche. Tra quelle premiate si distinguono "Il viaggio a Reims" di Rossini, le "Sinfonie" di Schubert.

 

Informazioni:

www.bolognafestival.it

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Pubblicato il 05/04/2017 — ultima modifica 05/04/2017
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