martedì 25.04.2017
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Simone Cristicchi è in scena con “Il secondo figlio di Dio”

Al Teatro Duse di Bologna dal 31 marzo al 2 aprile
Simone Cristicchi è in scena con “Il secondo figlio di Dio”

Simone Cristicchi - foto Tommaso Le Pera

Nel suo percorso artistico di cantautore/attore Simone Cristicchi continua ad utilizzare la sua già sperimentata formula di “teatro memoria”, portando in scena frammenti della storia italiana sconosciuti ai più. In questo caso il suo progetto teatrale ha per protagonista la figura del toscano Davide Lazzaretti, un personaggio scomodo e controcorrente vissuto a cavallo dell’unificazione italiana.

Lazzaretti, umile carrettiere dotato di grande carisma e conosciuto come “Messia dell’Amiata” o “profeta di Arcidosso”, nella zona montuosa della provincia senese del XIX secolo fondò una comunità religiosa che amalgamava spiritualità e utopia sociale, misticismo e socialismo, comunità di uguali e solidali basata sui precetti del Vangelo. L’alto numero di adepti e il crescente riconoscimento anche a livello internazionale preoccuparono i poteri forti del tempo - Lazzaretti fu percepito come pericoloso per il nuovo ordine costituito -  che fecero di tutto per annientarlo, prima moralmente, con il discredito, poi fisicamente: fu ucciso a fucilate da una pattuglia inviata sul posto per impedire lo svolgimento di una processione.

La pièce “Il secondo figlio di Dio” ha il merito di far conoscere al grande pubblico questo “predicatore eretico”, ormai dimenticato ma ai suoi tempi venerato come un santo laico e dopo la tragica morte diventato, assieme alla sua nuova chiesa “giurisdavidica”, oggetto di culto fino agli anni Settanta del Novecento. Del resto il visionario Lazzaretti, mentre cercava di mettere in pratica le sue idee utopiche, immaginava anche gli “Stati Uniti d’Europa” - e siamo nella seconda metà dell’Ottocento - il che fa sorgere il legittimo dubbio che fosse troppo avanti per i suoi tempi (e forse anche per i nostri).

Questo spettacolo - che racconta “la forza di un sogno, di un uomo che sacrificando se stesso ci ha lasciato un messaggio di spiritualità di cui mai come ora abbiamo bisogno” (la definizione è di Cristicchi) – dal 31 marzo al 2 aprile arriva al Teatro Duse di Bologna.

Il testo della pièce è stato scritto a quattro mani con Manfredi Rutelli ed è un lungo monologo, sempre in equilibrio tra gravità e leggerezza, che dà voce ai vari personaggi della storia (da Lazzaretti stesso alla moglie e al carabiniere che gli sparerà). La recitazione è intervallata dalle canzoni, dalle musiche che richiamano sonorità popolari grazie a strumenti come fisarmonica, dalle percussioni e dalla partecipazione del Coro di Caravaggio che nel suo canto evoca le melodie del gregoriano. La regia è di Antonio Calenda, mentre lo spazio scenico è concepito da Domenico Franchi e dominato da un enorme carretto che diventa via via altare, seggio papale, chiesa in costruzione, suggerendo con le sue metamorfosi sfondi diversi a un récit ovunque ugualmente applaudito.

 

Informazioni:

http://www.teatrodusebologna.it

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Pubblicato il 31/03/2017 — ultima modifica 31/03/2017
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