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“NDT 2” arriva con quattro coreografie, tre in prima italiana

La compagnia olandese al Valli di Reggio Emilia, mercoledì 22 febbraio
“NDT 2” arriva con quattro coreografie, tre in prima italiana

NDT - II

Il Nederlands Dans Theater 2, la seconda delle tre compagnie olandesi di danza contemporanea e una delle più attraenti della scena internazionale, nei primi anni della sua fondazione (alla fine degli anni Settanta) si chiamava “Il trampolino di lancio”. E nella sostanza tale è rimasta, con i suoi sedici danzatori giovanissimi (fra i 17 e i 22 anni di età), provenienti da tutto il mondo e definiti “ballerini magnifici, affascinanti, eccezionalmente dotati” da “The New York Times”. In più, con il suo dichiarato intento di avvicinare e di appassionare alla danza i giovani di oggi, negli ultimi anni la compagnia si è fatta attenta ai movimenti artistici più attuali; così il suo repertorio è costituito da balletti nati dalla collaborazione non solo con famosi coreografi - come Hans van Manen, Paul Lightfoot, Sol Léon o Johan Inger - ma anche con giovani coreografi emergenti come Sharon Eyal e Gai Behar.

Mercoledì 22 febbraio, alle 20.30, il NDT 2 si esibirà sul palcoscenico del Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia proponendo un programma particolarmente eclettico che - con le sue quattro coreografie, di cui tre presentate a Reggio in prima italiana - mette a confronto diversi stili e nuove tecniche di danza.

“Some Other Time” (in italiano “Un'altra volta”) è uno straordinario esercizio del linguaggio emozionale della danza, marchio distintivo di due coreografi e della loro lunga collaborazione: Sol Léon e Paul Lightfoot. Le musiche, che accompagnano questa vasta gamma di “pas de deux” e di “solo”, sono di Max Richter, compositore e musicista britannico nato in Germania e conosciuto anche per le sue numerose colonne sonore (il suo brano “Sarajevo” è stato inserito anche nel film “Venuto al mondo” di Sergio Castellito).

I coreografi Sharon Eyal e Gai Behar sono da anni riconosciuti come un duo innovativo della danza contemporanea. Linea guida delle loro creazioni è l’approccio multidisciplinare, che affianca movimento, musica e luci uscendo dai binari tradizionali della danza. A Reggio arriva la loro ultima coreografia - “Feelings” (“Sentimenti”) - in cui la fisicità assume forme rituali, ipnotiche e intensamente espressive, accompagnate dalla musica di Ori Lichtik.

“Solo” è una coreografia gioiosa e dinamica, creata da Hans van Manen - e riallestita da Mea Venema - per tre danzatori, che però rappresentano un solo uomo (alla ricerca del suo posto nel mondo). Il ritmo, gli scatti e i giri fulminei dei tre ballerini - che affidano alla velocità e al virtuosismo i loro interscambi - sono scanditi dalla partita per violino di Johann Sebastian Bach.

Di Johan Inger (recente vincitore come miglior coreografo del Benois de la Dance) è l’ultima coreografia del programma reggiano, “Out of Breath”. Creata in un periodo difficilissimo della vita di Inger (uno di quei momenti in cui, per l’appunto, si resta “Senza fiato”), la coreografia racconta la morte, la sua presenza costante, i tentativi di dimenticarla, ma anche il pulsare della vita che trionfa, cancellando spontaneamente quel pensiero oppressivo. La scena, di Mylla Ek, evoca una barca che affonda, ma il “naufragio” è controbilanciato dalla musica vivace e appassionata composta da Jacob ter Veldhuis e dal violinista Lajko Felix.

 

Informazioni:

www.iteatri.re.it

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Pubblicato il 17/02/2017 — ultima modifica 17/02/2017
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