martedì 17.10.2017
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“Visioni di futuro, visioni di teatro”, festival dedicato alla prima infanzia

Al Teatro Testoni Ragazzi di Bologna, dal 24 febbraio al 5 marzo
“Visioni di futuro, visioni di teatro”, festival dedicato alla prima infanzia

Una storia sottosopra

Dal 24 febbraio al 5 marzo torna al Teatro Testoni Ragazzi di Bologna “Visioni di futuro, visioni di teatro…”, festival internazionale di teatro e cultura per la prima infanzia arrivato quest’anno alla sua tredicesima edizione.

In questi dieci giorni dedicati agli spettacoli per bambini da zero a sei anni, a Bologna arriveranno undici compagnie straniere e nove italiane, per offrire 26 spettacoli e uno sguardo sulla produzione teatrale internazionale rivolta ai più piccoli. Ma il festival è anche luogo e occasione per uno scambio di esperienze e di riflessioni sui bambini da parte di adulti, artisti e operatori culturali provenienti da quattro continenti.

Novità di quest’anno, rivolta direttamente ai bambini, è la presentazione dei primi cinque spettacoli – produzioni di Belgio, Danimarca, Italia, Polonia e Romania - di un progetto di coproduzione, “Wide Eyes”, finanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea e basato sulla condivisione della ricerca artistica e della produzione e diffusione teatrale dedicate alla prima infanzia. Il fulcro del progetto, che coinvolge operatori di tutto il continente, è l’esigenza comune di ritrovare e stimolare la capacità di stupore dei bambini nella pratica artistica.

La Romania arriva con Teatrul Ion Creanga e il suo spettacolo “Pernuta Somnoroasa” (“Piccolo cuscino”) per raccontare il mondo dei bambini prima del sonno, quando le luci si spengono e si accende l’immaginazione. Questa produzione sulle percezioni e sulla fantasia (26 e 27 febbraio) è scritta e diretta da Carmen Palcu Adam e Voicu Hetel.

Lo spettacolo belga (27 febbraio e 1 marzo) è della compagnia Théatre de la Guimbarde e vede alla regia Yutaka Takei. Con il titolo “Cache-cache” (“Nascondino”)  gli autori e attori Pierre Viatour e Sara Olmo esplorano il rituale del gioco del nascondino e le relative sensazioni di divertimento, frenesia, paura, sorpresa.

Dalla Danimarca, con la compagnia Theatre Madam Bach, arriva una performance teatrale (1 e 2 marzo) che parla del “sentirsi a casa”, nel mondo e dentro se stessi. Il titolo dello spettacolo infatti è “Hjem” (“Casa”), e vede sul palco Pernille Bach (che ne cura anche la regia) e Christian Schroder, impegnati a proporre il concetto di “casa” come qualcosa di più di un tetto sopra la nostra testa.

Dal 3 al 4 marzo è la volta della compagnia polacca Children Art Centre con il “Blisko” (“Vicino”). In scena Alicja Morawska-Rubczak (che cura anche la regia dello spettacolo), assieme ad un musicista e una matrioska, oggetto pieno di sorprese e di storie posto al centro della scena, dell’azione e dell’interpretazione.

Il capofila del progetto, l’italiana La Baracca-Testoni Ragazzi, porta in scena una storia surreale in continua trasformazione visiva, scritta e interpretata da Andrea Buzzetti e Carlotta Zini, con le scenografie/disegni di Enrico Montalbani (che è anche il terzo autore del testo). Lo spettacolo, con il titolo “Una storia sottosopra”, verrà rappresentato il 26 febbraio e poi il 2 e il 4 marzo, per raccontare ai piccoli spettatori l’incontro tra due personaggi “sottosopra”, con gli spazi che si capovolgono e i punti di vista che si incrociano in uno spazio rovesciato, nuovo, condiviso.

Bologna è il primo luogo in assoluto - una specie di palco di prova - in cui alcuni degli spettacoli realizzati nell’ambito del progetto “Wide Eyes” si confrontano, ma non si esaurisce qui il ricco cartellone del festival.

La Baracca-Testoni Ragazzi porterà in scena altri due spettacoli: “Viaggio di una nuvola” (24 e 28 febbraio, 5 marzo) con la regia di Valeria Frabetti e “L’arpa magica” (dal 23 al 25 febbraio e 1 marzo) con la regia di Bruno Cappagli e Daniela Micioni. Dal Belgio arriva anche la compagnia Theater De Spiegel (dal 2 al 3 marzo) con un concerto visivo, “Niet Drummen” (“Suona il tamburo”), accompagnato dai giochi di luce e diretto da Karel Van Ransbeeck. Dall’Austria invece arriva un elaborato collage di suoni, danza, immagini e immaginazione, che vuole essere una dichiarazione d’amore al mondo e alle sue infinite piccole cose: si tratta di “Du, ein sandkorn un ich” (“Tu, un granello di sabbia e io”) del Toihaus Theatre diretto da Myrto Dimitriadu, in scena dal 3 al 5 marzo. La Norvegia si presenta (28 febbraio) con un omaggio al gioco e all’interazione sociale: è “Spurv” (“Passero”), uno spettacolo del Teater Fot, diretto e interpretato da Lise Hovik, che vede protagonisti la luce, la danza e la musica. La messicana Compania Teatro al Vacìo porta in scena “Cerca” (“Vicino”) - con la regia di José Aguero e Adran Hernandez - una storia che, attraverso il linguaggio corporeo e una drammaturgia di azioni, immagini e musiche, esplora lo spazio come luogo in cui sperimentare diversi tipi di relazione socio-affettiva (1, 3 e 5 marzo).

Tra le compagnie straniere spicca poi la forte presenza di ospiti dal continente africano, con i sudafricani Magnet Theatre (con lo spettacolo “Ekhaya”/”Casa”, che esplora la relazione che i bambini hanno con la casa e porta in scena anche canti e vari stili musicali sudafricani, il 24, 26 e 28 febbraio) e Pillow Fort Production (con “Just Here”/”Proprio qui”, uno spettacolo di burattini, il 25 e 28 febbraio), assieme alla Compagnia Shazama dal Camerun (con “Mekaih”/”Le strade del legno”, che apre un mondo di suoni e ritmi, di motivi e disegni legati alle molteplici vite del legno, dal 25 al 27 febbraio). “Visioni di futuro, visioni di teatro…” porta così a Bologna una vetrina sul teatro per l’infanzia africano a pochi mesi dal prossimo congresso di ASSITEJ International, associazione internazionale dedicata al teatro per l’infanzia e la gioventù, che proprio quest’anno realizzerà per la prima volta il suo più importante evento in Africa, a Città del Capo.

Ѐ ricco anche il calendario degli appuntamenti con la formazione e l’aggiornamento per gli adulti, con i suoi 17 laboratori d’arte per educatori e insegnanti, 2 conferenze, 3 incontri e 2 focus su esperienze internazionali.

Le conferenze propongono riflessioni sul rapporto fra arte ed educazione con “Bambini in scena: è sempre un’esperienza formativa?” (sabato 25 febbraio) e sui doveri verso l’infanzia con “Il diritto bambino”, (sabato 4 marzo), realizzate in collaborazione con il Comune di Bologna e il Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia.

Gli incontri propongono riflessioni esplicitate nei titoli: “Liberare i bambini dalla povertà educativa”, realizzato in collaborazione con Save the Children Italia e programmato per martedì 28 febbraio, “Il bambino spettatore” con Gerd Taube, direttore del Kinder-und-Jugendtheaterzentrum di Francoforte (giovedì 2 marzo) e “Un Manifesto per l’inclusione” con Daryl Beeton, artista, performer e attivista che lavora sul tema della disabilità (venerdì 3 marzo).

I due focus su esperienze internazionali mettono a confronto latitudini e continenti diversi e aprono le finestre sul rapporto arte-educazione in Norvegia (lunedì 27 febbraio) e a Cuba (mercoledì 1 marzo).

I laboratori per insegnanti ed educatori, programmati nei fine settimana, sono pensati per offrire opportunità pratiche di sperimentazione di diversi linguaggi, sotto la guida di artisti provenienti da tutto il mondo. Ѐ un’offerta ampia che spazia dalla danza con Shazama (Camerun) e Yutaka Takei (Giappone), alla semiotica teatrale di Guido Castiglia, passando per le arti visive. Molto spazio è riservato alla formazione musicale, con il laboratorio sulla circle song e la body percussion (realizzato in collaborazione con il Museo Internazionale e biblioteca della musica di Bologna), con la manipolazione dei rumori del compositore Bruno Franceschini e l’utilizzo musicale di oggetti del pedagogista musicale Stefano Bertolo. Daryl Beeton indagherà invece, assieme ai partecipanti al laboratorio, approcci teatrali inclusivi per le bambine e i bambini, a partire dalla disabilità. Grazie a Chiara Carminati, inoltre, anche la poesia per l’infanzia trova quest’anno un suo spazio.

In occasione del festival, sei giovani artisti provenienti dall’estero e da diversi ambiti disciplinari incontreranno bambini italiani dei nidi e delle scuole d’infanzia. Ѐ un progetto speciale di ospitalità, chiamato “Artist meet early years” (bando annuale realizzato in collaborazione con IES - Istituzione Educazione Scuola del Comune di Bologna), per offrire ai giovani artisti l’opportunità di “testare” il proprio lavoro, raccogliere reazioni e incrementare la propria personale ricerca artistica stando a diretto contatto con i più piccoli.

Il secondo progetto si chiama “Open Window” e offre a un gruppo di artisti di Assitej Cuba l’opportunità di seguire le nuove esperienze di teatro per i piccolissimi, per incamerare e rilanciare impressioni, idee e pratiche sul teatro da zero a sei anni. Ѐ un’ospitalità per operatori, ideata con l’obiettivo di far dialogare diverse competenze sull’infanzia, per un arricchimento reciproco che coinvolge paesi in cui il teatro per i più piccoli muove i suoi primi passi.

 

Informazioni:

www.testoniragazzi.it

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Pubblicato il 23/02/2017 — ultima modifica 23/02/2017
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