giovedì 29.06.2017
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Al debutto “Consegnaci, bambina, i tuoi occhi”, rilettura visionaria da García Lorca

Negli spazi industriali di Lenz Teatro di Parma, dal 25 febbraio al 5 marzo
Al debutto “Consegnaci, bambina, i tuoi occhi”, rilettura visionaria da García Lorca

Lenz Fondazione - Consegnaci bambina i tuoi occhi - foto di Francesco Pititto

“Consegnaci, bambina, i tuoi occhi” è il titolo, suggestivo quanto inquietante, della prima trasposizione teatrale de “La ballata di Cappuccetto Rosso” di Federico García Lorca, la vedremo nel nuovo visionario allestimento di Lenz Fondazione che debutterà, nell’ambito della Stagione “Industriae 017”, venerdì 25 febbraio, alle 21.00, negli spazi industriali di Lenz Teatro di Parma.

Scritta nel 1919 ma rimasta inedita fino al 1994, “La ballata di Cappuccetto Rosso” rappresenta in realtà uno dei progetti più ambiziosi del poeta e drammaturgo spagnolo, in cui riunisce e sviluppa già i temi prioritari della sua produzione poetica. Come suggerisce il titolo, la Ballata offre una nuova lettura della celebre fiaba di Perrault. Il bosco in cui si smarrisce Cappuccetto Rosso è ora una selva oscura, che apre l’allegoria della Divina Commedia: seguendo il percorso dantesco, la bambina della favola, accompagnata non da Virgilio ma da San Francesco d’Assisi, compie un viaggio nel Paradiso Terrestre. Tuttavia, il primo rimando letterario di questo componimento poetico rimane il mondo delle fiabe, ovvero il mondo dell’infanzia, dove il potenziale immaginoso e il reale oggettivo non sono ancora disuniti e dove il poeta ventenne vorrebbe rifugiarsi per “fuggire dal tragico regno degli uomini”. Il mondo delle fiabe dunque, dal quale Cappuccetto proviene e al quale deve far ritorno se vuole continuare a vivere. Anche se il bosco non è un bosco magico ma la selva oscura dove ci si smarrisce e si rischia di perdere la capacità di guardare il mondo con l’incanto dei bambini. “Volevano i miei occhi”, - dice Cappuccetto, tremante, a San Francesco che l’ha riaccompagnata sulla Terra e deposta tra le edere del bosco - non andartene, perché si sta facendo buio e ho tanta paura dei fiori”.

Suggerisce Maria Federica Maestri, che firma installazione scenica e regia: “La fiaba istituisce un proprio mondo autonomo di creazione materica e installativa: gli spettatori si muoveranno in un labirinto spaziale tra videoproiezioni, oggetti contemporanei, corpi veri e corpi finti in un museo generativo di linguaggi artistici che sorreggono un percorso filologico di illuminazione del sostrato filosofico ed estetico della ballata lorchiana”.

In scena troveremo Barbara Voghera (storica attrice sensibile già protagonista di “Hamlet” e del fortunato progetto di dedicato alle fiabe dei Fratelli Grimm), insieme a Valentina Barbarini (interprete-icona delle più recenti opere di Lenz) e Giuseppe Barigazzi (protagonista di diverse drammaturgie indagate da Lenz, tra cui Faust, Grimm, Calderón, Ovidio, Virgilio, Verdi). Le musiche, originali, sono di Robin Rimbaud / Scanner, compositore elettronico londinese (che ha recentemente realizzato, insieme a Lenz Fondazione, il “Verdi Re Lear”).

Francesco Pititto, che ha curato la traduzione, la drammaturgia e l’imagoturgia di “Consegnaci, bambina, i tuoi occhi”, conclude: “Il poema è stato ritradotto e adattato per la rappresentazione teatrale grazie alla particolare scrittura poetica e alla struttura narrativa, caratteristiche particolarmente stimolanti per la ricostruzione di un paesaggio poetico i cui confini, territoriali e culturali, si spingono alle origini dell’immaginazione e della memoria infantili dell’intera Europa. La rivisitazione della favola dei Grimm, il rimando alla Divina Commedia di Dante, la passione poetica di Lorca costituiscono una potente metafora per una visione contemporanea del mondo reale.”

Il mondo reale dove forse in tanti vorrebbero supplicare la bambina della fiaba di portarli via con lei, come fa Lorca nell’unico intervento in prima persona dell’intera ballata, (peraltro lunghissima, con i suoi 568 versi): “Portami via con l’acqua, dolce Cappuccetto Rosso,/ strappami dal cuore il fiore delle mie passioni,/ fammi vivere la fiaba della tua vecchia casetta./ Fin da bambino mi seduce la tua avventura nel bosco,/ cerca per me gli smarriti stivali delle sette leghe/ perché possa fuggire dal tragico regno degli uomini…”

Le repliche sono previste per sabato 25 e domenica 26 febbraio e poi dal 2 al 5 marzo (sempre alle 21.00, tranne domenica 26 febbraio e domenica 5 marzo, quando la performance avrà inizio alle 18.00).

www.lenzfondazione.it

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Pubblicato il 10/02/2017 — ultima modifica 13/02/2017
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