mercoledì 23.08.2017
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Il mestiere del vivere recitando. “Miseria & Nobiltà” di Sinisi

Al Teatro Comunale di Cervia mercoledì 1 e giovedì 2 marzo
Il mestiere del vivere recitando. “Miseria & Nobiltà” di Sinisi

Miseria & Nobiltà

La commedia è quella scritta da Eduardo Scarpetta nel 1887, rivisitata da Michele Sinisi - attore e regista premio Anct 2016 - dopo 130 anni e uno stratificato percorso temporale che l’ha riempita di facce e maschere dei grandi interpreti del passato (senza mai farle perdere il senso originario ma rimpinguandola via via di forme e dinamiche sociali di numerosi momenti storici). Tra la tradizione e la sua rilettura, mantenendo intatta la sua radice teatrale ma accostandosi al testo di Scarpetta come a un emblema del trasformismo di oggi, con la cifra narrativa sospesa tra vita e finzione e tra commozione e divertimento, la versione di Michele Sinisi, - che definisce “Miseria & Nobiltà” come “uno degli spartiti teatrali più affascinanti che un attore possa incontrare” - nel suo lungo tour per la penisola approda anche sul palco del Teatro Comunale di Cervia e vi si ferma i primi due giorni di marzo: mercoledì 1 e giovedì 2 (con l’inizio dello spettacolo alle 21.00).

Con la complicità della drammaturgia di Francesco Asselta, Sinisi toglie alla commedia la sua patina partenopea, da Napoli risale e ridiscende verso altri territori - rappresentati da diversi dialetti italiani: il marchigiano portato in scena da Giulia Eugeni, l’emiliano di Stefania Medri, il milanese di Stefano Braschi e il pugliese di Diletta Acquaviva - fino a rendere universale il testo in cui le miserie e la nobiltà (d’animo), le meschinità e la generosità, la fragilità e gli slanci, le illusioni e le follie non competono esclusivamente ad un territorio ma diventano una tragicommedia dell’umanità in quanto tale. In questo affresco sociale che risulta molto vicino all’oggi, anche nel suo porsi come un artificio rappresentativo o nel dirci che la miseria è ben diversa dalla povertà, che si può essere poveri senza essere miseri, è la nostra umanità - come dice Sinisi - “la vera protagonista della scena, che ci siano o no maschere, testi, le emozioni e le interpretazioni, in presenza o meno di struttura, il dramma anche nel suo rifiuto finisce per farsi sentire, in forme imprevedibili si spera.”

La storia narrata è quella di un povero, uno squattrinato costretto a vivere di espedienti, ma non è che un pretesto per dare vita a una fitta tessitura di trovate dialogiche e di situazioni che rappresentano la summa dell’arte attoriale italiana, tanto che dalle platee la commedia è poi migrata nel cinema (Totò il suo protagonista più celebre) e poi ancora nella tv, creando dei veri e propri simboli della memoria collettiva italiana. Forse anche per questo l’impianto narrativo di questa rilettura di Miseria & Nobiltà, prodotta da Elsinor, è orizzontale, incentrata cioè sulla recitazione corale, come a voler rappresentare la complessità del contemporaneo che sta fuori dal teatro, per strada. Così, accanto al protagonista Felice Sciosciammocca - rappresentato da Gianni D’Addario - e al suo compagno d’inganni Pasquale - che ha la presenza scenica di Ciro Masella - il contributo di ogni attore diventa essenziale al ritmo e allo svolgimento complessivo: della commedia s’impossessa una squadra di undici attori. Tutti nei costumi sgargianti di Gianluca Delle Fontane e tra pochi oggetti delle scene di Federico Biancalani (tra cui spicca una botola, una sorta di oblò voyerista che illumina i "ricordi" che riaffiorano sulla scena trafugati alla quotidianità); tutti “contemporaneamente dentro e fuori scena - come precisa ancora Sinisi - un po’ come stare dentro e fuori dal personaggio, o da se stessi: è miseria e nobiltà del mestiere del vivere recitando”.

Per giovedì 2 marzo, alle 18.00, presso il Ridotto del Teatro Comunale, è in programma - ad ingresso gratuito - l’incontro con gli artisti della pièce.

 

Informazioni:

www.accademiaperduta.it/

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Pubblicato il 22/02/2017 — ultima modifica 22/02/2017
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