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“Anna Bolena”, la regina decapitata è al Teatro Regio di Parma

Con la direzione di Carminati e la regia di Antoniozzi. Dal 12 al 22 gennaio

Dopo quarant’anni di assenza “Anna Bolena”, l’opera di Gaetano Donizetti, torna sul palcoscenico del Teatro Regio di Parma aprendo - giovedì 12 gennaio alle 20:00 - la nuova stagione lirica. Proseguirà poi con le repliche di martedì 17, venerdì 20 e domenica 22 gennaio.

In questo nuovo allestimento del capolavoro donizettiano, che vanta la coproduzione del Teatro Regio di Parma e del Teatro Carlo Felice di Genova, l’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna è diretta da Fabrizio Maria Carminati.
La regia invece è affidata ad Alfonso Antoniozzi, baritono di fama mondiale e dal 2008 anche regista, mentre i movimenti coreografici portano la firma di Sergio Paladino e le scene quella di Monica Manganelli. Il Coro del Teatro Regio è diretto dal maestro Martino Faggiani.

Nel ruolo di Anna Bolena, la regina ripudiata da Enrico VIII d’Inghilterra e condannata a morte con le accuse di stregoneria, adulterio e cospirazioni per attentare alla vita del sovrano, c’è Yolanda Auyanet.
Tra gli altri interpreti, Marco Spotti nel ruolo del re e Sonia Ganassi nel ruolo di Giovanna Seymour, la damigella di Anna e futura regina (da tempo molti storici ritengono che le accuse rivolte ad Anna fossero del tutto false e che la sua unica “colpa” fosse quella di non avere dato ad Enrico il figlio maschio, che dopo la sua decapitazione il re avrebbe cercato e ottenuto dall’unione con Giovanna).

Non solo gli storici s’interessarono a questa enigmatica quanto controversa e tragica figura di donna: il destino di Anna ha affascinato anche scrittori e sceneggiatori, oltre che musicisti. Anche il librettista Felice Romani scrisse questa imponente “Anna Bolena” recuperando, amalgamando e rielaborando diverse fonti letterarie (Alessandro Pepoli,  Ippolito Pindemonte, Marie-Joseph Chénier). E alla fine la tragedia di Anna giocò un ruolo importante nella carriera musicale di Donizetti, diventandone il punto di svolta, segnandone la definitiva maturità compositiva.

Sabato 7 gennaio, alle 17:00, al Ridotto del Teatro Regio, nell’ambito di “Prima che si alzi il sipario”, l’opera verrà presentata al pubblico da Giuseppe Martini. 

Lo spettacolo porta i sopratitoli e la durata complessiva dell’opera è di tre ore, compreso un intervallo di 20 minuti tra il primo e il secondo atto.

www.teatroregioparma.it

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Pubblicato il 30/12/2016 — ultima modifica 30/12/2016
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