domenica 22.01.2017
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“The Pride”. Pregiudizi e quesiti identitari nella pièce di e con Luca Zingaretti

In tournée fino a febbraio, a Correggio, Modena, Bologna, Cesena, Ferrara e Rimini

“The Pride”, un brillante testo di Alexi Kaye Campbell, da gennaio ai primi giorni di febbraio sarà ospite di diversi teatri dell’Emilia-Romagna.
Si comincia a Correggio, al Teatro comunale Bonifazio Asioli, martedì 10 e mercoledì 11 gennaio. Si prosegue al Teatro Storchi di Modena martedì 17 e mercoledì 18 gennaio, all’Arena del Sole di Bologna da giovedì 19 a domenica 22 gennaio, al Teatro Alessandro Bonci di Cesena martedì 24 e mercoledì 25 gennaio, al Teatro comunale Claudio Abbado di Ferrara da giovedì 26 a domenica 29 gennaio e, infine, al Teatro comunale Ermete Novelli di Rimini da martedì 31 gennaio a giovedì 2 febbraio.

“The Pride” è l’opera prima dell’autore/attore inglese di origine greca.
Il testo, tradotto in italiano da Monica Capuani, parla di omosessualità e di coraggio attraverso i pregiudizi altrui e i vissuti di quattro protagonisti collocati in due epoche diverse (1958 e 2015). Le loro storie d’amore si dipanano alternate e sovrapposte (e piene di gag): tormentata e drammatica quella del secolo scorso, liberamente vissuta ai limiti della banalità quella contemporanea. Nella versione italiana, prodotto da Zocotoco, lo spettacolo è diretto e interpretato da Luca Zingaretti affiancato da Valeria Milillo, Maurizio Lombardi e Alex Cendron.

La cifra stilistica dunque è tutta incentrata sulla doppia azione in cui si snoda la trama: siamo sempre nella stessa città, Londra, ma in due periodi lontani tra loro.
Le due storie, interpretate dagli stessi attori, procedono a scene alterne e a prima vista sembrano non avere nulla in comune, a parte i nomi dei personaggi. Ma via via che ci si inoltra nelle due vicende si scoprono echi, rimandi, problematiche che invece hanno molto in comune, perché “The Pride” esplora temi come il destino, l’amore (omo ed eterosessuale), la fedeltà e il perdono. E solleva interrogativi sul mondo contemporaneo ponendo la grande questione della nostra identità, della sua ricerca e relative scelte che determinano il nostro io più profondo. Girando il mondo “The Pride”, come racconta Campbell, “è stato accolto in maniere diverse in ogni paese dove è stato rappresentato, a seconda delle caratteristiche locali. Ma poi – prosegue Campbell – ho notato che ci sono degli elementi comuni, perché evidentemente i temi che ho trattato hanno qualcosa di universale: il testo riguarda anche la sfera umana e sentimentale dei gay, ma non è un testo per i gay”.

“In entrambe le storie si parla d’amore, sia pure declinato in modi differenti – interviene Zingaretti – e parlare d’amore oggi, nell’orrore delle guerre in corso, mi pare un tema caldo: l’amore sembra scomparso dai nostri orizzonti. Affrontare poi la tematica del legame omosessuale, in questa nostra Italia che ancora fatica a stare al passo con la legislazione in materia con gli altri paesi dell’Unione europea, mi pare significativo. Ma c’è un altro tema altrettanto importante – continua il Montalbano televisivo – che mi ha profondamente interessato in questo testo. Qui si parla dell’identità dell’individuo, del suo sapersi riconoscere per quello che è veramente e, di conseguenza, agire in funzione di tale riconoscimento.”
Le scene sono di Andrè Benaim, le musiche di Arturo Annecchino.

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Pubblicato il 29/12/2016 — ultima modifica 29/12/2016
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