domenica 22.01.2017
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“Un ballo in maschera” di Leo Nucci

L’opera di Verdi a Ravenna l’8 e il 10 gennaio, a Ferrara il 20 e il 22 gennaio
“Un ballo in maschera” di Leo Nucci

Un ballo in maschera

La Stagione lirica del Teatro Dante Alighieri di Ravenna apre il 2017 all'insegna di Giuseppe Verdi con "Un ballo in maschera", in scena domenica 8 gennaio (alle 15.30) e martedì 10 gennaio (alle 20.30). Coprodotta dal Teatro Alighieri con i Teatri di Piacenza e di Ferrara, sul palcoscenico del Teatro Comunale di Ferrara l’opera approda poco dopo, venerdì 20 gennaio (alle 20.00) e domenica 22 gennaio (alle 16.00).

“Un ballo in maschera” - titolo verdiano fra i più amati - torna in Emilia-Romagna nel nuovo allestimento firmato da Leo Nucci nell'ambito del progetto “Opera Laboratorio 2016” (mirato alla selezione e formazione di giovani cantanti) di cui Nucci è stato direttore artistico. La  regia è molto classica e al contempo originale, intensa, ricca di sfumature velate all’interno del libretto. Al lavoro di regista ha indubbiamente giovato il fatto che Nucci è un celebre baritono che negli ultimi vent’anni è stato uno dei protagonisti delle più importanti messe in scena di quest’opera a livello mondiale, ma in più il regista ha cercato esplicitamente di ricreare l’ambientazione voluta da Giuseppe Verdi e dal librettista Antonio Somma. Racconta lui stesso di essere andato alla ricerca delle intenzioni del compositore, indagando quello che avrebbe veramente voluto Verdi, all’epoca costretto ad un’estenuante disputa con la censura borbonica che gli impose di mascherare diversi “messaggi” del melodramma considerati potenzialmente antimonarchici (sicché la maschera più grande del dramma è quella dell’ambientazione: il Settecento americano al tempo della rivolta di Boston che diede il via all’indipendenza degli Stati Uniti). L’ambientazione americana tuttavia, secondo Nucci, non è solo una conseguenza delle imposizioni censorie, ma anche un modo per Verdi di riappropriarsi delle proprie idee e di alludere alle lotte per l’indipendenza italiana. “Voglio dire - sottolinea il regista - che per Verdi, a 46 anni, la vicenda che voleva mettere in musica era quasi attuale e sapendo come la pensava a riguardo del Risorgimento non credo sia peccato immaginare che egli fosse interessato all’argomento anche con una sottolineatura politica…”. Così quello che emerge oggi è “un Verdi moderno - come specifica ancora Nucci - un patriota che sogna l’Italia indipendente, non razzista e priva di pregiudizi sociali o morali”.

La vicenda, sospesa fra storia e finzione, repressione e rivoluzione, vede al centro un triangolo amoroso: Riccardo, conte di Warwick e governatore di Boston; Renato, suo segretario e ricco creolo; e Amelia, moglie di Renato (la scoperta dell’amore tra Amelia e Riccardo spinge Renato a collaborare con i cospiratori di una congiura ordita per uccidere il conte). Il cast, costituito da giovani ma già collaudati interpreti, si compone dei tenori Vincenzo Costanzo e Ivan Defabiani che danno voce a Riccardo, dai baritoni Mansoo Kim ed Ernesto Petti nei panni di Renato, la cui moglie Amelia è rappresentata dai soprani Susanna Branchini e Clarissa Costanzo.
Tra gli altri protagonisti, la maga Ulrica interpretata dai mezzosoprani Agostina Smimmero e Ekaterina Chekmareva. Nel ruolo del paggio di Riccardo, Oscar, si alternano Paola Leoci e Natalia Labourdette. I due congiurati, Samuel e Tom, sono rispettivamente Mariano Buccino e Cristian Saitta. Infine, il marinaio Silvano è Giovanni Tiralongo e Raffaele Feo veste i panni di un giudice e del servo di Amelia.

Il team creativo che affianca Nucci comprende il regista collaboratore Salvo Piro, lo scenografo Carlo Centolavigna, il costumista Artemio Cabassi e il light designer Claudio Schmid.
In buca troviamo l'Orchestra giovanile “Luigi Cherubini” diretta da Donato Renzetti.

 

Informazioni:

www.teatroalighieri.org
www.teatrocomunaleferrara.it

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Pubblicato il 05/01/2017 — ultima modifica 05/01/2017
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