lunedì 23.10.2017
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Maurizio Pollini al Teatro Regio di Parma

Concerto straordinario del celebre pianista, sabato 28 gennaio
Maurizio Pollini al Teatro Regio di Parma

Maurizio Pollini

Il celebre pianista Maurizio Pollini torna al Teatro Regio di Parma dopo 23 anni in un concerto straordinario in programma sabato 28 gennaio, alle ore 20.30. “Siamo davvero felici di poter annunciare questo importante ritorno, che ci regala l’occasione per incontrare un virtuoso della tastiera considerato tra i più grandi pianisti della nostra epoca e lasciarci così emozionare dalla sua immensa bravura”, ha dichiarato Anna Maria Meo, direttrice generale del Regio.

Il nome di Maurizio Pollini evoca una carriera inestimabile, una storia di uomo e di artista riconosciuta in tutto il mondo, applaudita dal pubblico e dalla critica di ogni latitudine e di più generazioni. Nella sua attività concertistica, al grande repertorio classico Pollini affianca la musica contemporanea, come in questo recital, e l’accostamento, con il duplice rispecchiamento di opere di diverse epoche storiche, produce il risultato di una reciproca illuminazione, un reciproco arricchimento. Il programma di Parma unirà una sonata di Ludwig van Beethoven, due notturni e una sonata di Fryderick Chopin. e due lavori di Arnold Schoenberg.

Nell’immenso corpus di una delle forme pianistiche più amate qual è la sonata, la beethoveniana Sonata n. 8 in do minore op. 13 nota con il titolo “Patetica” - composizione veemente e al contempo sublime che Pollini suonerà all’inizio del concerto - è amatissima.

Pollini le affiancherà poi i Drei Klavierstücke op. 11 e i Sechs Kleine Klavierstücke op. 19 di Schoenberg: miniature pianistiche che rappresentano le prime, affascinanti sperimentazioni del compositore sull’atonalità. Audaci, eppure intime nella loro tensione verso l’astrazione, oggi sono considerate delle vere e proprie pietre miliari del linguaggio musicale del Novecento.

Dei 19 notturni chopiniani, per il pubblico del Regio Pollini ha scelto l’Op. 27, composta da due Notturni: il primo, Notturno in do diesis minore, è misterioso, a tratti drammatico, evoca sentimenti di angoscia e tormento; il secondo, Notturno in re bemolle maggiore, è invece luminoso, quieto, melodico, infonde in chi ascolta un senso di calma e serenità (e questa sorta di dittico sembra racchiudere tutti gli stilemi, l’anima, la musicalità e la poetica del polacco Chopin, che durante la composizione dell’Op. 27 si trovava in Austria, malato di nostalgia per la patria).

Il concerto parmense terminerà con la Sonata n.3 in si minore op.58, sempre di Chopin, del quale Pollini dice: “Sono sue le più belle sonorità che si possono ottenere dal pianoforte”.

Arthur Rubinstein, polacco come Chopin e pianista “chopiniano” di prima grandezza, nei suoi concerti faceva dei Notturni il suo cavallo di battaglia. Con le sue esecuzioni stellari Maurizio Pollini è considerato il continuatore di Rubinstein e commuove quasi a ricordare che, in occasione del Concorso “Chopin” di Varsavia del 1960 che lanciò Pollini nel firmamento concertistico, del giovane pianista parlò Rubenstein/giurista affermando convinto: “Pollini suona già meglio di tutti noi!”

 

Informazioni:

www.teatroregioparma.org/

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Pubblicato il 10/01/2017 — ultima modifica 10/01/2017
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