giovedì 29.06.2017
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“Lucia di Lammermoor”, la nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna

Michele Mariotti è sul podio, la regia è di Lorenzo Mariani. Dal 16 al 25 giugno
“Lucia di Lammermoor”, la nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna

Michele Mariotti

“Lucia di Lammermoor” è l’opera segnata dal successo più duraturo di tutta la produzione donizettiana: dal suo debutto trionfale (nel 1835) in poi non ha mai conosciuto appannamenti, la sua romantica storia d’amore ambientata tra le brume e i castelli della Scozia medioevale ha continuato senza sosta a commuovere le platee di tutto il mondo. Ora questo dramma tragico di Gaetano Donizetti - definito “il Romanticismo vestito di rosso: sentimento, sangue e follia mossi dai ritmi serrati del grande compositore bergamasco” - torna sulle scene del Teatro Comunale di Bologna in una nuova produzione del Comunale che debutta venerdì 16 giugno (alle 20.00) e verrà replicata fino a domenica 25 giugno (sempre alle 20.00 martedì 20, mercoledì 21 e giovedì 22, alle 18.00 sabato 17 e venerdì 23 e alle 15.30 nelle domeniche di 18 e 25 giugno).

Composta da Donizetti su libretto di Salvatore Cammarano, tratto da “The Bride of Lammermoor” (La promessa sposa di Lammermoor) di Walter Scott, in questo nuovo allestimento del Comunale di Bologna l’opera è guidata da Michele Mariotti, che sul podio dirigerà l’Orchestra e il Coro - preparato da Andrea Faidutti - del Comunale di Bologna e da Lorenzo Mariani, la cui regia sarà affiancata dalle scene di Maurizio Balò, i costumi di Silvia Aymonino e le luci di Linus Fellbom.

La trama si svolge nel castello di Ravensswood, usurpato alla famiglia omonima dalla famiglia dei nobili Asthon alla quale appartengono i fratelli Enrico e Lucia, protagonisti del romanzo e dell’opera assieme a Edgardo, l’unico erede dei Ravenswood. Lucia ed Edgardo sono due adolescenti e si amano segretamente. Il conflitto tra le loro famiglie e la loro tenera e ostacolata storia d’amore - che fa pensare al shakespeariano dramma di Romeo e Giulietta - consente a Donizetti di delineare musicalmente un intenso ritratto femminile (in cui a tutt’oggi si possono rispecchiare le vicende di tante adolescenti condannate all’infelicità, vittime di colpe non loro). E lo fa con una tale maestria da creare una sorta di “libretto musicale” complementare, rafforzativo e anticipatorio del testo di Cammarano: le entrate degli strumenti, le scelte timbriche, gli andamenti melodici, i giochi tonali e ritmici, ogni cosa in quest’opera diventa una parabola sonora, un simbolo, una metafora (degli eventi, come la guerra, o dei caratteri e degli stati d’animo dei protagonisti, come la sofferenza di Lucia, gli slanci di Edgardo, il furore di Enrico).

“Il capolavoro di Donizetti mi ha sempre emozionato per le sue tinte peculiari che conducono il dramma tra allucinazione e realtà - racconta il direttore d’orchestra Michele Mariotti - per la sua atmosfera un po’ speciale (brunita, nebbiosa, liquida, indefinita, magica) che cercherò di restituire. Lucia di Lammermoor ha un suo colore, è un’opera che ha una sua dimensione molto personale e un carattere forte e ben definito. Ci sono momenti musicali bellissimi, anche tra i meno evidenti, come la pastorale iniziale dei cacciatori: la prima volta che l’ho sentita ne sono rimasto subito affascinato”.

Il regista Lorenzo Mariani invece racconta la sua visione dell’opera donizettiana attraverso le impressioni che gli ha suscitato il celebre quadro di Sir John Everett Millais ispirato al romanzo di Walter Scott. “È un quadro che parla. Capisco quanto questi due amanti sono “legati” (letteralmente legati, avvinti) finché vivono. Non potranno, in vita, essere mai separati. Si vede, è chiaro… Avverto una tragedia incombente. Leggo un amore così intenso e totale da escludere ogni possibile separazione. Leggo anche un amore che vive di una profonda - forse troppo profonda - unione di sentimenti. I due protagonisti sembrano quasi simbiotici. Ma leggo ancora, nei loro sguardi e atteggiamenti, qualcosa di terribile, come di un destino nero e irreversibile… Capisco infine - conclude il regista - che in questa sensazione che trasmette, il ritratto è dolorosamente vero. E che la storia di Edgardo e Lucia andrà così, come le loro espressioni raccontano”.

Protagonista femminile di questo nuovo allestimento di “Lucia di Lammermoor” il celebre soprano moldavo Irina Lungu, che si alterna con Ruth Iniesta, insieme ai tenori Celso Albelo e Stefan Pop in alternanza nel ruolo dell’innamorato Edgardo, Markus Werba e Simone Alberghini in quello del fratello Enrico, e ancora con Alessandro Luciano (Lord Arturo Bucklaw), Evgeny Stavinsky (Raimondo Bidebend), Elena Traversi (Alisa) e Gianluca Floris (Normanno).

Martedì 20 giugno lo spettacolo sarà trasmesso in diretta su Rai Radio3.

 

Informazioni:

www.tcbo.it/

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Pubblicato il 30/05/2017 — ultima modifica 31/05/2017
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