domenica 23.07.2017
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“Les nuits barbares” di Hervé Koubi

Le origini culturali del Mediterraneo in scena all’Arena Shakespeare di Parma, il 17 luglio

Sarà la danza a chiudere la Stagione Estiva di Fondazione Teatro Due di Parma, la prima collocata nella grande Arena Shakespeare: lunedì 17 luglio andrà in scena “Les nuits barbares”, l’ultima carismatica creazione di Hervé Koubi, coreografo franco-algerino nominato nel 2000, a seguito del folgorante successo dei suoi spettacoli in tutto il mondo, “Chevalier des Arts et des Lettres”.

Prodotta da Cie Hervé Koubi e definita dalla stampa internazionale “spettacolare, sublime, superlativo”, la coreografia “Les nuits barbares”, per la prima volta in Italia e presentata a Parma in esclusiva italiana, è dedicata alle origini culturali dell’intero bacino mediterraneo. Con una compagnia di dodici straordinari danzatori algerini - Lazhar Berrouag, Abdelghani Ferradji, Bendehiba Maamar, Mohammed Elhilali, Zakaria Ghezal, Giovanni Martinat, Nadjib Meherhera, Riad Mendjel, Mourad Messaoud, Ismail Oubbajaddi, Issa Sanou, El Houssaini Zahid - Hervé Koubi affronta la paura ancestrale dello straniero e porta sul palco le culture “barbare” - persiana, celtica, greca, vandala e babilonese - che hanno influenzato quel grande crocevia culturale che è il Mediterraneo.

Kuobi non lavora sulla narrazione ma sugli ambienti, sull’energia potente dei danzatori e sulla potenza delle immagini (utilizzando anche le maschere, realizzate con il supporto di Swarovski, i costumi e gli oggetti di scena a firma di Guillaume Gabriel e Claudine G-Delattre e le lame di Esteban Cedres). Così, al suono delle musiche di Mozart, Fauré e Wagner, miscelate con le musiche tradizionali algerine (le creazioni musicali e gli arrangiamenti portano le firme di Maxime Bodson e Guillaume Gabriel), i dodici danzatori uniscono le movenze ipnotiche di una parata di guerra con la precisione di un balletto classico, si mostrano come un esercito di guerrieri, quasi apparizioni di tempi remoti e oscuri, e al contempo come interpreti di una raffinata umanità di barbari, portando agli occhi del pubblico ciò che di più affascinante c’è nell’incontro fra culture e religioni e svelando come “le notti barbare” in realtà rappresentano l’alba di una cultura condivisa (come suggerisce anche il sottotitolo della coreografia: “les premiers matins du monde”).

 

Informazioni:

www.teatrodue.org

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Pubblicato il 12/07/2017 — ultima modifica 12/07/2017
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