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La nuova stagione del Teatro Comunale di Bologna

Dieci titoli, di cui sette sono nuove produzioni. Mariotti inaugura con Bohème
La nuova stagione del Teatro Comunale di Bologna

Michele Mariotti, Graham Vick - foto Amati-Bacciardi

Come accade nei grandi teatri europei, è stata presentata in anteprima estiva la nuova stagione di opera e danza del Teatro Comunale di Bologna. Alternando opere e coreografie di tradizione ormai consolidata a titoli meno frequentati, ma non per questo meno importanti, il cartellone rivela una netta propensione alla novità, sono infatti produzioni nuove sette spettacoli su dieci.

L’apertura della stagione, il 19 gennaio, attinge al grande repertorio: sarà “La Bohème” il titolo inaugurale del suggestivo cartellone, nel nuovo allestimento firmato da Graham Vick, considerato il regista più esperto e rivelatore degli ultimi decenni. Sul podio Michele Mariotti, direttore musicale del Tcbo, per il quale questa Bohème rappresenta il debutto pucciniano. Sul palco invece un cast di interpreti giovani come i protagonisti della vicenda narrata nell’opera, tra i quali Mariangela Sicilia, Francesco Demuro, Hasmik Torosyan e Nicola Alaimo. “La Bohème” sarà replicata fino al 28 gennaio.

Al direttore musicale Michele Mariotti toccheranno  nel corso della stagione altri due debutti: “Don Carlo”, il titolo verdiano presentato nel nuovo allestimento di Henning Brockhaus (6-14 giugno) e, in chiusura della stagione, un titolo mozartiano, uno dei vertici assoluti del repertorio operistico, “Don Giovanni”, nel nuovo allestimento del Tcbo (15-23 dicembre) realizzato in coproduzione con il Festival di Aix-en-Provence, con l’Opéra National de Lorraine e con il Théâtres de la Ville de Luxembourg, per la regia di Jean-François Sivadier, uno dei più noti registi francesi di oggi, e con la presenza sul palco di una star del belcanto, Olga Peretyatko.

Una nuova produzione del Tcbo aprirà anche “le danze”: si tratta del balletto “Petruška” di Stravinskij, in scena dal 15 al 21 febbraio con la coreografia di Virgilio Sieni e la sua compagnia di ballo. Sul podio sarà impegnato Fabrizio Ventura.

Il secondo titolo di danza si inserisce in un progetto più ampio dedicato al cinquantenario del Sessantotto, ideato e coordinato dal Teatro Comunale di Bologna. Si tratta di “Kraanerg” del compositore-architetto Iannis Xenakis (una lucida interpretazione degli eterni conflitti generazionali, che però negli anni Sessanta assunsero una rilevanza epocale) che verrà eseguito in Italia in forma scenica per la prima volta, dal 27 al 29 settembre. La coreografia porta la firma di Luca Veggetti, che ne cura anche la regia. La direzione invece è di Yoichi Sugiyama.

Anche “La fille du régiment” di Donizetti, in scena dal 9 al 15 novembre, può essere letta, oltre che come “opéra comique” di brillante satira, come allusione allo scontro tra genitori e figli, che qui si risolve con la sconfitta del conformismo e il trionfo delle ragioni del cuore. Per questo virtuosistico capolavoro belcantistico diretto da Yves Abel, tornerà in scena l’apprezzato allestimento del Tcbo per la regia di Emilio Sagi.

Il Novecento sarà rappresentato da due titoli. Il primo, “Dialogues des Carmélites” di Francis Poulenc, proviene dal Théâtre des Champs-Élysées di Parigi e si inserisce nel processo di scoperta del teatro musicale novecentesco francese. Con la regia di Olivier Py, scrittore, regista e direttore del Festival d’Avignon, e la direzione di Jérémie Rhorer, sarà in scena dall’11 al 16 marzo. Il secondo titolo, la storia di Romeo e Giulietta calata in un modernissimo mondo multietnico e riletta in chiave musical, porta il titolo “West Side Story” ed è il capolavoro di Leonard Bernstein. Lo spettacolo infatti, in questo nuovo allestimento del Tcbo diretto da Timothy Brock e con la regia di Gianni Marras, in scena dall’11 al 17 luglio, vuole essere un omaggio per il centenario della nascita di Bernstein.

Ancora ispirato al dramma shakespeariano, al tempo stesso politico e sentimentale, è il titolo belliniano “I Capuleti e i Montecchi”, in scena dal 6 al 12 maggio. Il compositore catanese ha saputo esaltare Shakespeare contribuendo a renderlo un'autentica icona della generazione romantica, della quale anche Bellini stesso è espressione. La sua struggente partitura  verrà interpretata a Bologna da Matteo Pagliari, sul podio, e da Silvia Paoli, al tavolo di regia. Questo nuovo allestimento del Tcbo, realizzato in coproduzione con l’Auditorio de Tenerife, rientra nel progetto Opera Next, che per il quarto anno dà spazio ai talentuosi interpreti provenienti dalla Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna.

Il cartellone segnala un altro titolo verdiano: si tratta di “Simon Boccanegra”, un allestimento del Comunale di una decina di anni fa coprodotto con il Massimo di Palermo, che andrà in scena dal 13 al 19 aprile con la regia di Giorgio Gallione e la direzione affidata ad Andriy Yurkevych.

 

Informazioni:

www.tcbo.it

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Pubblicato il 19/07/2017 — ultima modifica 19/07/2017
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