domenica 23.07.2017
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Plautus Festival. Nel nome dello “straniero”

La 57° edizione diretta da Cristiano Roccamo, a Sarsina, dall’8 luglio al 20 agosto

Ogni anno, per ricordare Tito Maccio Plauto, uno dei più celebri commediografi di lingua latina e nato proprio qui, a Sarsina viene allestito un ciclo di rappresentazioni teatrali estive, Plautus Festival.
Si tratta di un evento di grande rilievo artistico e culturale che quest’anno, arrivato alla sua 57° edizione, propone un poliedrico cartellone con dodici appuntamenti che spaziano dalle tragedie alla commedie e dai titoli della drammaturgia antica agli autori moderni e contemporanei.

Il “fil rouge” delle tragedie sarà la riflessione sul concetto di “straniero”, attraverserà la “xenia” degli antichi greci, ovvero la loro visione dell’ospitalità, e poi la concezione latina dei diritti, per approdare al Seicento inglese che getta una sorprendente luce sul dramma contemporaneo legato ai flussi migratori ed evidenzia come le difficoltà di oggi non sono assolutamente una novità nel grande libro della Storia.

Il festival, con la direzione artistica di Cristiano Roccamo, partirà sabato 8 luglio, con uno spettacolo del Teatro Europeo Plautino allestito in occasione della XVI Festa Romana e offerto al pubblico ad ingresso gratuito. L’appuntamento è alle 21:30 al Foro Romano e lo spettacolo, che andrà in scena in prima nazionale, è “Odissea” di e con Fabio Faccini. Il regista/attore segue fedelmente la struttura dell’opera omerica ma la esplora in modo radicale e mira a recuperare la dimensione del racconto ad alta voce, come suggerisce anche il sottotitolo del suo spettacolo, “dall’Epica al Racconto”.

Domenica 30 luglio, nell’Arena Plautina, sarà la volta di “Iliade” nella versione dell’Associazione Sicilia Teatro. Lo spettacolo, ricapitolando la storia della spedizione achea, cuce in una nuova rapsodia i brani degli antichi racconti e fa supportare la voce del cantore da un tessuto musicale. Gli eroi come Achille, Ettore, Ulisse - che insieme compongono la variegata costellazione su cui si fonda, nel bene e nel male, la civiltà occidentale (come amicizia, coraggio, lealtà, carattere, astuzia, passione, ragione) - avranno un interprete versatile, Sebastiano Lo Monaco, e “dialogheranno” con l’ensemble musicale Quartetto Aretuseo e le musiche elettroniche live di Dario Arcidiacono. Il montaggio testuale porta la firma della grecista Monica Cerami.

I migranti moderni con le loro difficoltà a rivendicare il diritto d’asilo, specialmente quelli africani che si presentano alle porte dell’Europa “supplicando”, li ritroviamo in “Supplici a Portopalo” del Collegio Musici e Cerimonieri e Nidodiragno Produzioni, che andrà in scena al Museo Archeolgico venerdì 21 luglio. È un coinvolgente racconto teatrale di Vincenzo Pirrotta e Gabriele Vacis, basato su “Supplici” di Eschilo, che mette in scena la difficile decisione della città di fronte alla richiesta d’asilo di chi fugge dalla guerra o dalla fame. Intrecciando i versi di Eschilo con i racconti dei migranti, ponendo la spietata logica del respingimento di fronte alle leggi non scritte del codice etico, lo spettacolo dimostra come un’opera ideata 2500 anni fa possa raccontare il nostro presente, inserendosi tra i temi più importanti del dibattito politico attuale e recuperando così la funzione fondante del teatro.

Domenica 6 agosto all’Arena Plautina andrà in scena un dramma di William Shakespeare mai rappresentato ai suoi tempi e dedicato alla figura di Thomas More, uno dei più complessi personaggi dell’Umanesimo (politico, filosofo e primo ministro, fu decapitato per la sua opposizione al potere assoluto dello Stato). Prodotto da Made Officinacreativa per la regia di Otello Cenci (che ha lavorato anche all’adattamento del testo, assieme a Giampiero Pizzoi), lo spettacolo segue le orme shakespeariane per trovare in “Thomas More” agganci alla contemporaneità (che certo non mancano: basti pensare alla difesa di More degli immigrati che premevano alle coste dell’Inghilterra come oggi premono a quelle dell’Europa o al suo discorso contro la pena di morte o alle sue ironiche risposte al processo che lo vide imputato per il reato d’opinione). Insomma, si parte dal ricordo di un grande uomo per porsi e porre al pubblico grandi domande, attuali ieri come oggi: è possibile rischiare la vita per un ideale? una società giusta è nient’altro che un’utopia?

La concezione dei diritti dello straniero, da Seneca agli odierni centri di accoglienza, la troveremo in “Medea” dell’Associazione Teatro dei due Mari che andrà in scena giovedì 17 agosto, all’Arena Plautina, per la regia di Walter Pagliaro. Sul palcoscenico l’attrice Micaela Esdra, con la sua stupenda voce, ed altri nove attori, ad aggirarsi tra le pagine di Seneca e gli smarrimenti della contemporaneità, tra memorie fantastiche di una cultura perduta e visioni inquietanti delle regioni più misteriose e ignote, quelle della mente umana. La traduzione e l’adattamento della Medea di Lucio Anneo Seneca è di Filippo Amoroso, le musiche sono di Germano Mazzocchetti.

Delle sei commedie in cartellone, ben quattro portano la firma del genio sarsinate Plauto - L'Avaro, Il Miles Gloriosus, i Menecmi e Anfitrione - e sono caratterizzate tutte da complicati intrecci, fraintendimenti, scambi di persona e intrighi amorosi.

Il “Milles Gloriosuis”, la commedia di Plauto dalla ricca e articolata trama che ruota intorno al tema del doppio, andrà in scena, in prima mondiale e per la regia di Ivan Bacciocchi, all’Arena Plautina domenica 23 luglio. La messa in scena di Bacciocchi lascia ampi spazi al teatro visuale, stuzzicando l’immaginario dello spettatore e miscelando teatro classico e mimo, coreografia e gioco mascherato. A confrontarsi con Plauto e la visione di Bacciocchi sul palco troveremo un gruppo di attori italiani e un gruppo di dieci mimi, di diversa nazionalità, formati all’arte del mimo alla Scuola internazionale di mimo corporeo drammatico di Parigi.

“Anfitrione” è l’unica tragicommedia di Plauto a soggetto mitologico, basata anche questa sul tema del doppio e dei conseguenti equivoci. Adattato da Cristiano Roccamo e prodotto dal Teatro Europeo Plautino, andrà in scena, in prima nazionale, domenica 16 luglio all’Arena Plautina, dove Anfitrione avrà la presenza scenica di Ettore Bassi.

In prima nazionale debutterà anche “Menecmi”, sempre per la regia di Cristiano Roccamo, che andrà in scena giovedì 20 luglio all’Arena Plautina. Questa commedia di Plauto (che ha ispirato, tra altri, anche Shakespeare e Goldoni), è l’esito di un laboratorio teatrale del Plautus Festival.

Di Plauto è anche “L’avaro” (preso a modello, tra tanti altri, anche da Moliere). Nella traduzione e adattamento di Michele Di Martino e con la regia di Nando Sessa, andrà in scena all’Arena Plautina mercoledì 9 agosto. È la commedia della pentola d’oro (Aulularia) e la figura dell’avaro, uno dei personaggi più riusciti di Plauto, è interpretata da Edoardo Siravo. Lo spettacolo è prodotto dalla Cooperativa Teatro Ghione di Roma e accompagnato dalle musiche originali di Francesco Verdinelli.

Le antiche questioni d’amore e di eredità sono sempre attuali e presenti anche nelle due restanti commedie di autori contemporanei: "Non mi hai più detto ti amo" di Gabriele Pignotta (Milleluci Entertainment, all'Arena Plautina il 2 agosto) e Alla faccia vostra di Pierre Chesnot (Compagnia Molière e Il Teatro di Tato Russo, all'Arena Plautina il 12 agosto).
Particolarmente indicata per riassumerle è la citazione di Victor Hugo, assunta a motto del festival “Il teatro non è il paese della realtà, ma il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco”.

Il repertorio del commediografo sarsinate è famoso anche per l’alternanza di “deverbia” e “cantica”, parti recitate dialogate e quelle dialogate con il supporto della musica. Quindi, un discorso a sé merita lo spettacolo Cantica e Deverbia, all’Arena Plautina mercoledì 12 luglio. Alla messa in scena di alcuni dei più famosi prologhi plautini farà da cornice un repertorio musicale che spazierà dal classico al contemporaneo passando per il jazz e mettendo insieme l’Orchestra dei Giovanissimi del Conservatorio di Musica G.B. Martini di Bologna e i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Valle del Savio di Sarsina.

Anche per questa edizione 2017, il Plautus Festival aderisce al progetto Un invito al teatro. No Limits, promosso dal Comune di Forlì in collaborazione con il Centro Diego Fabbri di Forlì, il Dipartimento Interpretazione e Traduzione – DIT – Università di Bologna sede Forlì, con il coinvolgimento del Teatro Diego Fabbri di Forlì, del Teatro Bonci di Cesena e del Teatro Regina di Cattolica.
L’iniziativa, grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna, porta l’audiodescrizione a teatro e consente anche alle persone non vedenti e ipo vedenti di apprezzare questa antica e nobile arte.
L’audiodescrizione rende visibili tutti quei particolari, quali dettagli scenografici, aspetto fisico e costumi dei personaggi, movimenti degli attori ed espressioni del volto, che costituiscono componenti fondamentali e significative del lavoro teatrale e che altrimenti non potrebbero essere colti. Gli spettacoli con audiodescrizione, gratuiti per gli ipovedenti sono: Miles Gloriosus - domenica 23 luglio; Non mi hai più detto ti amo - mercoledì 2 agosto; Thomas More - domenica 6 agosto; L'avaro - mercoledì 9 agosto; Alla faccia vostra - sabato 12 agosto.

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Pubblicato il 04/07/2017 — ultima modifica 04/07/2017
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