martedì 23.05.2017
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Reggionarra 2017 mette “sottosopra” la città

Chiara Guidi, Monica Morini, Alessandro D’Avenia, Mimmo Cuticchio e tanti altri. A Reggio Emilia, dal 12 al 21 maggio
Reggionarra 2017 mette “sottosopra” la città

La terra dei lombrichi

Quest’anno la rassegna Reggionarra porta il titolo “sottosopra” e ha l’ambizione di mettere sottosopra la città e gli spettatori, di creare una prospettiva rovesciata, come quella dei bambini (“Là dove giocano i bambini è sepolto un segreto”, diceva Walter Benjamin), come quella delle storie più autentiche, nate come esperienza di sguardi inattesi sull’umanità, sulle relazioni e sulle emozioni. Dal 12 al 21 maggio - mettendo dunque sottosopra persino i numeri della data dell’inizio e quella della fine di questa iniziativa - Reggionarra vuole tessere una nuova rete, non virtuale, fatta di corpi veri, abitati da parole e silenzi, da memoria e immaginazione, ma lontano dal flusso ininterrotto di immagini, racconti e informazioni che ci accompagnano ogni giorno e ci chiedono di dare il nostro contributo a questo brusìo costante ma subito, senza filtri e senza pause per pensare e elaborare sensi. Reggionarra viceversa propone una narrazione consapevole, che tiene per mano la fiaba e le radici della nostra naturale attitudine a raccontarci e ad ascoltare i racconti di altri, e smentire così il vecchio proverbio che dice che “il pesce sarà l’ultimo a scoprire l’acqua”.

In quest’ambito denso di significati s’inserisce perfettamente lo spettacolo itinerante di Chiara Guidi “La terra dei lombrichi, tragedia per bambini”, che sfugge al canone abituale degli spettacoli offrendo ai bambini dai sette anni un’esperienza profonda che i bambini (spettatori e assieme attori, autori, protagonisti) vivono all’interno di un percorso di formazione che, divertendoli, li interroga sulle principali domande della vita. Messo in scena da una ventina di attori, scelti dopo un apposito laboratorio condotto precedentemente, “La terra dei lombrichi” sarà al Teatro Valli di Reggio Emilia per un’intera settimana, tra repliche in matinée (alle 9.00 e alle 10.30) lunedì 8, martedì 9 e mercoledì 10 maggio e poi repliche pomeridiane e serali, ospiti di Reggionarra: alle 18.30 e 20.30 venerdì 12 e sabato 13 maggio e alle 16.30 e 18.30 domenica 14 maggio.

Come Alcesti nella tragedia di Euripide, che scende nelle viscere della terra e poi risale in superficie, lo spettacolo di Chiara Guidi - con le tecniche di Eugenio Resta e Giovanni Marocco - scende sotto, inseguendo i segreti dei lombrichi, e poi torna sopra, facendo diventare questo “sotto-sopra” un movimento inestinguibile che illumina di speranza anche la tragedia. Siamo all’interno di un teatro infantile chiamato “metodo errante”, una pratica che crea una relazione tra attori, educatori e bambini sul terreno delle arti performative per invertire la dinamica didattica, coinvolgendo cioè i bambini in quello che sanno per arrivare a perlustrare ciò che è loro sconosciuto. Così “La terra dei lombrichi” diventa un viaggio, tra azioni ed emozioni, che può toccare anche il tema della morte ma, come spiega Chiara Guidi, “non in modo diretto, univoco com’è l’immagine che ci restituisce la tv, ma come esperienza, mettendo in moto l’attenzione sensoriale, per cui su una barca che si lacera si trova pian piano un pensiero sulla morte proprio.”

Chi sta “sottosopra”, chi accoglie l’inspiegabile, chi nella trama vede il filo segreto, chi ragiona a rovescio, nella fiaba vince. Perché è disposto ad attraversare il confine dell’invisibile, entrare nel mistero, fare finta sul serio. Ci prova anche “Prezzemolina sulla torre”, produzione del Teatro dell’Orsa ideata e interpretata da Monica Morini, con l’accompagnamento delle musiche di Gaetano Nenna. Dedicata ai bambini dai cinque anni, la pièce sarà in scena alla Biblioteca Panizzi (con il ritrovo in reception alle 18.00) venerdì 12 e sabato 13 maggio.

La sera di venerdì, 12 maggio alle 21.00, al Teatro Ariosto andrà in scena “L’arte di essere fragili” di e con Alessandro D’Avenia, che prova a trasformare il teatro in una classe senza muri, perché chiunque e a qualsiasi età possa parteciparvi. Diretto da Gabriele Vacis, con scenofonie di Roberto Tarasco, lo spettacolo è una miscela di parole, musica e immagini e, soprattutto, come suggerisce il sottotitolo, “Come Leopardi può salvarti la vita”, di letture dei capolavori leopardiani. Parafrasando il dostojevskiano “la bellezza salverà il mondo”, la rappresentazione suggerisce ai ragazzi che anche la letteratura salva la vita, a patto però di essere disposti ad ascoltarla davvero.

Dal ricchissimo cartellone 2017 di Reggionarra, di “storie sottosopra” raccontate da artisti, compagnie teatrali e genitori disposti ad indossare panni di affabulatori in pubblico, segnaliamo ancora “Il Cunto” di Mimmo Cuticchio che andrà in scena all’Auditorium di Credem giovedì 18 maggio, alle 21.00. Realizzato in collaborazione con il Corso di perfezionamento sul teatro di animazione in ambito educativo sociale e di ausilio alla cura, anche questo spettacolo è dedicato ai ragazzi più grandi (dai 15 anni) e racconta, in modo obliquo, allusivo, attraverso “le audaci imprese di cavalieri e principi, gli amori e l’arme, l’eroismo e la viltà”, gli eventi del nostro tempo. L’arte del cunto, sottolinea Mimmo Cuticchio, “è questione di memoria, ritmo e invenzione… il cunto si fa con la spada. È cosa diversa dal cantastorie di cronache con chitarra e cartelli. Serve fendenti in aria e batte il ritmo”. Con questo modo orale di percussione, respiro e mimica del viso, Cuticchio scandisce il suo racconto in imprevedibili successioni di peripezie.

 

Informazioni:

www.reggionarra.it

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Pubblicato il 15/05/2017 — ultima modifica 16/05/2017
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