mercoledì 23.08.2017
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“Fedra”, premio miglior spettacolo Anct 2016, è in tournèe

Con la regia di De Rosa, a Piacenza, Correggio, Ferrara, Imola, Rimini e Vignola. Dal 28 febbraio al 1 aprile
“Fedra”, premio miglior spettacolo Anct 2016, è in tournèe

Fedra

“Fedra” di Seneca nell’adattamento di Andrea De Rosa, che ne cura anche la regia, è in  tournèe nazionale da metà febbraio. La produzione - Emilia Romagna Teatro e Teatro Stabile di Torino -  ha vinto il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro per il miglior spettacolo 2016.

Nelle prossime settimane Fedra sarà in scena in diversi teatri dell’Emilia-Romagna: il 28 febbraio e il 1 marzo al Teatro Municipale di Piacenza; il 7 e l’8 marzo al Teatro Asioli di Correggio; dal 10 al 12 marzo al Teatro Comunale di Ferrara, dal 15 al 19 marzo al Teatro Stignani di Imola; dal 28 al 30 marzo al Teatro Ermete Novelli di Rimini; il 1 aprile al Teatro Ermanno Fabbri di Vignola.

De Rosa, che nel testo della sua Fedra ha inserito anche alcuni brani estratti da ”Ippolito” di Euripide e da “Lettere” dello stesso Seneca, mescolando dunque il teatro latino con i rimandi greci, approfondisce questa tragedia di opposti inconciliabili intrecciando la visione di Seneca, per il quale il conflitto tra la passione e la razionalità è tutto interiore, e quella di Euripide, per il quale trionfa la menzogna e l’amore è questione di interpretazioni, oggetto di lanci e rilanci, ritrattabile, malleabile. In sintesi: in Euripide lo scontro è psicopatologico, in Seneca morale. Resta comune la trama: la vicenda di Fedra (interpretata da Laura Marinoni) e di suo figliastro Ippolito (impersonato da Fabrizio Falco), due figure in fuga ognuna dalla propria gabbia, - resa esplicita anche dalla scenografia, in cui predomina una sorta di gabbia trasparente: un enorme cubo di vetro - gabbia che per la sposa di Teseo è rappresentata da un matrimonio nel quale la passione amorosa non trova asilo e per il giovane figlio del re dal vincolo con la città opposto all'atavica attrazione per la natura. Nel ruolo di Teseo troviamo Luca Lazzareschi.

Modificando leggermente il sistema dei personaggi dal punto di vista degli scambi dialogici, De Rosa elimina alcune figure (la nutrice, il messo, il coro) e inserisce nel dramma due nuovi personaggi: una ragazza (interpretata da Tamara Balducci) che fa da spettatrice della vicenda e da anello di congiunzione tra “palazzo” e “natura”, e la Dea dell’amore Venere/Afrodite (impersonata da Anna Coppola) che guida e commenta i movimenti degli altri attori.

De Rosa, riconosciuto oggi come un esponente di spicco di quel teatro di regia che offre alla contemporaneità sempre nuove prospettive poetiche per la scena, con questo spettacolo estrae dalla tradizione greco/latina sorprendenti prospettive e rilancia gli interrogativi senza tempo sull’amore, sull’eros, sulla follia, sulla morte, sul binomio natura/cultura. Le scene e i costumi di questo intenso e ricco allestimento sono di Simone Mannino, mentre le luci sono disegnate da Pasquale Mari.

 

Informazioni:

www.ert.it

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Pubblicato il 21/02/2017 — ultima modifica 21/02/2017
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