venerdì 17.11.2017
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Il nullafacente a Bologna

Lo spettacolo, da un testo di Michele Santeramo, sarà all’Arena del Sole dal 14 al 19 novembre
Il nullafacente a Bologna

Il nullafacente - foto Guido Mencari

“Il nullafacente”,  testo teatrale di Michele Santeramo con la regia di Roberto Bacci, prodotto da Fondazione Teatro della Toscana, sarà in scena all’Arena del Sole di Bologna dal 14 al 19 novembre.

Il testo è sostanzialmente una riflessione sul tempo, incastonata in un intreccio di situazioni comuni e minimali che si susseguono nella trama tratteggiata da Santeramo e che vedono sul palco una coppia non più giovane, il fratello di lei, un medico e il proprietario dell’appartamento in cui vive la coppia, in un’ordinarietà plasmata da acquisti al mercato, compleanni, bollette da pagare. A conferire eccezionalità alla vicenda subentra un tema delicato, quello della malattia terminale, e di più ancora le implicazioni che questo genera, ovvero il modo in cui il protagonista affronta  l’imminente e inevitabile morte della moglie: con una totale e radicale inazione, scelta come unica risposta sensata alla irrimediabile caducità della vita e la conseguente futilità di ogni azione umana.

Oltre che autore Michele Santeramo, Premio Hystrio per la drammaturgia nel 2014, è anche interprete della pièce, incarnazione scenica dell’uomo nullafacente, emblema della negazione di regole e comportamenti stabiliti, economici e sociali ma soprattutto psicologici. Flemmatico ma risoluto, come fosse calato in una sorta di dimensione zen, questo personaggio/maschera decide di andare controcorrente rispetto a tutto ciò che del mondo ci condiziona, a cominciare dal tempo, motore della nostra epoca che ci richiede una perenne efficienza, che crea dipendenze, che ci distoglie dal pensare alle cose davvero importanti, le uniche che contano davvero. La sua inazione risulta quindi non tanto un’improbabile resistenza alle follie del vivere contemporaneo, in primis il consumo sfrenato, quanto piuttosto l’unica possibile reazione di fronte allo scandalo della morte (e all’orrore delle cronologie con cui codifichiamo il reale).

La regia di Bacci, che cura anche lo spazio scenico, si mette al servizio della parola e della densità concettuale del testo e costruisce, tra pochi oggetti di scena, una sapiente geometria di movimenti, in equilibrio tra lo scavo nel quotidiano dell’esistenza e nelle sue questioni ultime e il sorriso strappato allo spettatore, il tono improntato alla leggerezza. Sul palcoscenico oltre a Santeramo troviamo Silvia Pasello, nei panni della moglie malata, e altri tre attori: Francesco Puleo nei panni del cognato del nullafacente, Michele Cipriani in quelli del padrone di casa e Tazio Torrini nel ruolo del medico. Anche loro maschere, paradigmi, simulacri di necessità trascurabili, tre intrusi che irrompono nella casa della strana coppia ciascuno con le proprie ossessioni e il proprio punto di vista, divisi dai diversi comportamenti ma uniti dalla stessa comune morale (che la coppia invece rifiuta).

Le musiche, avvolgenti e incalzanti, sono di Ares Tavolazzi. Altrettanto importanti sono le luci, curate da Valeria Foti e Stefano Franzoni, che aiutano a definire il contrasto tra il fuori (nel quale domina la menzogna relazionale e il sapere emotivamente anestetizzato e vi si muovono, sparlano e agiscono il Fratello, il Medico e il Proprietario) e il dentro abitato dal Nullafacente e da sua moglie “al limite estremo della consapevolezza di esistere” (per dirla con Roberto Bacci), insieme “fino all’ultima porta da attraversare, mano nella mano”, profondamente consapevoli.

 

Informazioni:

www.emiliaromagnateatro.com

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Pubblicato il 08/11/2017 — ultima modifica 08/11/2017
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