domenica 17.12.2017
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Tra pantano e speranza “Va pensiero”, nuovo spettacolo delle Albe

In prima assoluta al Teatro Storchi di Modena, dal 23 al 26 novembre
Tra pantano e speranza “Va pensiero”, nuovo spettacolo delle Albe

Marco Martinelli e Ermanna Montanari - foto di Cesare Fabbri

Giovedì 23 novembre, alle 21.00, al Teatro Storchi di Modena debutta in prima assolutaVa pensiero”, il nuovo spettacolo ideato e diretto da Marco Martinelli e Ermanna Montanari (freschi vincitori del premio “Lauro dantesco ad honorem”). Prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro delle Albe / Ravenna Teatro, “Va pensiero” è un affondo drammaturgico sulla “patria sì bella e perduta” - e comunque amata, e proprio perché amata raccontata anche nei suoi inferni, che in questo caso prendono forma di una diffusa corruzione - per salvare l’integrità dei cuori (la parola corruzione deriva dal latino “cor ruptum”, cuore rotto), per tenere viva la speranza e ritrovare il senso di parole come “democrazia” e “giustizia”.

Il testo di Martinelli è ispirato alla cronaca, ad un fatto accaduto in quella stessa terra dove hanno presa vita ed arte gli ideali risorgimentali verdiani e che si è ritrovata oggi,  dolorosamente, a fare i conti con infiltrazioni mafiose come il processo Aemilia ci ha insegnato: Donato Ungaro, vigile urbano di Brescello, preferisce farsi licenziare piuttosto che perdere la propria integrità morale di fronte agli intrecci di mafia, politica e imprenditoria collusa, capaci di avvelenare il tessuto sociale della regione che ha visto nascere il socialismo e le prime cooperative.

“Il testo è frutto di un’incubazione di mesi, di un’ideazione comune ispirata alla vicenda di Ungaro” – ci dice  Martinelli  – “Nella nostra scrittura, Donato si chiama Vincenzo e combatte contro una sindaca, la Zarina interpretata da Ermanna Montanari, e non contro un sindaco. Abbiamo attinto ad altre storie di ‘ndrangheta e corruzione. Siamo partiti dalla cronaca per inventare altre storie. Volevamo ambientare la vicenda tra Emilia e Romagna: è una storia che riguarda tutti e giova pe questo non menzionare il paese. Quello emiliano romagnolo è un popolo che amiamo e per questo vogliamo urlare una storia d'allarme. Dickens, il suo raccontare la cupezza della Londra ottocentesca riuscendo sempre a trovare il modo di far passare la luce attraverso un passaggio, è il modello narrativo che ci ha guidato. La necessita del racconto è nella natura umana e il teatro può continuare a tirare le sue frecce avvelenate contro la società”.

Questa nuova creazione corale di Martinelli e Montanari è dunque un affresco tutto contemporaneo, che racconta il “pantano” dell’Italia di oggi, ma mettendolo in relazione con la “speranza” risorgimentale inscritta nella musica di Giuseppe Verdi. “La prima fiammella per costruire va pensiero è il titolo che ci è arrivato subito” - racconta Ermanna Montanari - “Era Verdi, era quella musica e quella speranza. Poi siamo partiti dalla possibilità di essere corrotti. Possiamo essere da un momento all'altro corrotti? Può caderci la fede in qualsiasi momento. Siamo partiti da questo. Da cosa può succedere a noi? Poi Ungaro è stato un fiammiferino che non aveva una possibilità estetica. Tante volte un buono non ha la possibilità estetica”.

In scena, accanto all’ensemble del Teatro delle Albe ci sono attori ospiti che danno corpo a una drammaturgia originale con una moltiplicazione dal taglio cinematografico. Il cast degli attori è composto da Ermanna Montanari, Alessandro Argnani, Salvatore Caruso, Tonia Garante, Roberto Magnani, Mirella Mastronardi, Ernesto Orrico, Gianni Parmiani, Laura Redaelli e Alessandro Renda, con incursione scenica di Fagio e Luca Pagliano - la musica ha una parte altrettanto fondamentale, fa da controcanto alle figure del Male - definite da Martinelli “specchio della nostra coscienza più buia, perché siamo tutti ad un passo dall’abisso”. Così, a testimoniare il fatto che la rinascita è sempre possibile ci saranno gli ideali ottocenteschi dei brani verdiani riportati nella tessitura contemporanea da Marco Olivieri, con la consulenza musicale di Gerardo Guccini, e lo spettacolo vedrà in scena anche venti coristi del Coro lirico Alessandro Bonci di Cesena, diretto da Stefano Nanni (autore anche dell’arrangiamento e degli adattamenti musicali), che eseguirà arie e corali dalle opere verdiane.

Le scene portano la firma di Edoardo Sanchi, i costumi sono di Giada Masi, il disegno luci di Fabio Sajiz.

Prima del debutto di giovedì 23 novembre, alle 20.30, nell’ambito di WikiStorchi, ci sarà un breve incontro di introduzione allo spettacolo - a cura di Altre Velocità - per fornire spunti, consigli di lettura e indicazioni per avvicinarsi alla rappresentazione (il tutto in un tempo massimo di 15 minuti).

Invece sabato 25 novembre, alle 17.00 presso il Ridotto del Teatro Storchi, nell’ambito del ciclo Conversando di teatro, la compagnia delle Albe incontrerà il pubblico. L’incontro sarà condotto da Miriam Accardo e vedrà la partecipazione di Franco Nasi, docente di Lingua e Letteratura Anglo-Americane presso UniMoRe, e di Donato Ungaro, ex vigile urbano di Brescello, protagonista reale della vicenda da cui trae ispirazione la drammaturgia di “Va pensiero”.

Lo spettacolo resterà in scena allo Storchi fino a domenica 26 novembre (venerdì 24 alle 21.00; sabato 25 alle 20.00 e domenica 26 alle 15.30) e poi, nella tournée che seguirà al debutto modenese, si fermerà anche a Ravenna (dal 7 al 14 dicembre, al Teatro Alighieri), a Bologna (dal 22 al 25 febbraio, all’Arena del Sole), a Cesena (dal 1 al 4 marzo, al Teatro Bonci) e a Ferrara (dal 23 al 25 marzo, al Teatro Comunale).

Informazioni: www.emiliaromagnateatro.com

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Pubblicato il 23/11/2017 — ultima modifica 23/11/2017
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