venerdì 17.11.2017
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La musica audace e inaspettata del sassofonista Steve Lehman & Sélébéyone

Il concerto nell’ambito del Bologna Jazz Festival all’Unipol Auditorium il 30 ottobre
La musica audace e inaspettata del sassofonista Steve Lehman & Sélébéyone

Steve Lehman e Selebeyone

Un incontro tra il jazz contemporaneo newyorkese e i suoni ‘nuovi’ dell’elettronica e del rap africano.  E’ la proposta musicale del gruppo “Sélébéyone”, e del leader e sassofonista Steve Lehman, lunedì 30 ottobre (alle 21,15) all’Unipol Auditorium per l’edizione 2017 del Bologna Jazz Festival. In organico anche HPrizm e Gaston Bandimic (voci), Maciek Lasserre (sax alto e soprano), Carlos Homs (tastiere), Drew Gress (contrabbasso) e Damion Reid (batteria).

Poco conosciuto forse dal pubblico italiano, ma grande protagonista della scena neyorkese, Steve Lehman si è collocato al primo posto in ben tre delle quattro graduatorie del jazz internazionale proposte dal mensile Musica Jazz per la migliore formazione, il miglior disco (Mise en Abîme) e anche come migliore musicista dell’anno. Il giovane sassofonista, nato a New York nel 1978, è acclamato da diversi anni dalla stampa statunitense per le sue doti di strumentista e compositore. Il New York Times nel 2009 lo ha definito “Un sassofonista semplicemente abbagliante”, scegliendo il suo Travail, Transformation & Flow come miglior disco jazz dell’anno.

Lehman è allievo di Anthony Braxton e Jackie McLean, si esibisce frequentemente con Vijay Iyer, Jason Moran e lo stesso Braxton, e ha collaborato anche con Dave Burrell, Dave Douglas, Mark Dresser, Oliver Lake. E’ anche leader di diversi gruppi, con i quali realizza dischi capaci ogni volta di stupire.

Il disco con Sélébéyone è del 2016, anche se la band è attiva dal 2015, e conferma il suo modo innovativo di combinare i suoni: rap senegalese, musica spettrale francese, jazz contemporaneo, hip hop underground, elettronica interattiva. Un’incredibile ‘ miscellanea ’ musicale che diventa magica,  grazie alla trama delle voci (in inglese e nella lingua wolof senegalese).

Quello di Lehman è il primo di due concerti del BJF 2017 realizzati in collaborazione col Gruppo Unipol: l’altro avrà per protagonista Lee Konitz, atteso a Bologna  il 2 novembre per celebrarne l’inesauribile forza creativa alla soglia dei novant’anni.

Il Bologna Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Bologna in Musica con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo, Gruppo Unipol, Città Metropolitana di Bologna, Bologna City of Music Unesco e del main partner Gruppo Hera.

 

Informazioni:

www.bolognajazzfestival.com

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Pubblicato il 30/10/2017 — ultima modifica 30/10/2017
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