venerdì 17.11.2017
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“Totò e Vicè” di Vetrano e Randisi a Modena

I due surreali clochard di Scaldati sono al Teatro delle Passioni dal 26 al 29 ottobre
“Totò e Vicè” di Vetrano e Randisi a Modena

Totò e Vicè - foto Tommaso Le Pera

Dopo tre repliche estive a Pechino e in altre città cinesi, Enzo Vetrano e Stefano Randisi arrivano al Teatro delle Passioni con il loro Totò e Vicè”. Cavallo di battaglia nel repertorio di questa coppia artistica, a Modena in scena dal 26 al 29 ottobre, lo spettacolo è dedicato ai due poetici e surreali clochard nati dalla penna di Franco Scaldati, poeta, attore e drammaturgo palermitano (scomparso quattro anni fa) definito da Franco Quadri “il Beckett siciliano”.

Paragonati spesso ai protagonisti di “Aspettando Godot”, una delle opere teatrali più famose di Samuel Beckett, Totò e Vicé sono personaggi complessi e drammatici e al contempo leggeri e teneri, commoventi. Legati da un’amicizia reciproca assoluta, vivono in bilico “tra la terra e il cielo”, tra la vita e la morte, tra il passato e il futuro, tra i sogni e la realtà, tra i quesiti esistenziali e gli eccentrici nonsense, in una dimensione rarefatta e indefinita dove l’unica certezza pare essere quella della “necessità di essere in due, per essere”.

Enzo Vetrano e Stefano Randisi hanno all’attivo una collaborazione artistica che dura da quasi quarant’anni, nel corso dei quali per esprimere la loro poetica hanno scelto la forma della complementarietà, della dialettica, del confronto che vive in una doppia e sovrapponibile identità; dunque specchiarsi nel rapporto, nelle parole e nei gesti di questi due novelli e umanissimi Vladimir e Estragon, ergo Totò e Vicé, per Vetrano e Randisi non poteva che equivalere alla decisione di portarli sul palco, dar loro corpo e voce.

”Il teatro, il vero teatro, il teatro che ti toglie il fiato con un nulla - ha scritto di questo spettacolo Rodolfo di Giammarco, sulle pagine de “la Repubblica” - il teatro che non distingue tra vivi e morti, il teatro che ti sfugge di mano e intanto però ti insegna il mistero dell’amore, il teatro che mette in scena due poveri cristi in una penombra di lumini e modeste luminarie e di fatto ti fa sentire l’insopportabile luce della felicità, il teatro che ti sembra logoro ed effimero e che al contrario ti riempie l’anima fino alla commozione più grata. Questo teatro l’abbiamo conosciuto come un miraggio in una notte in cui sono spuntati Enzo Vetrano e Stefano Randisi, valigia di cartone in pugno, a dire e ridire attorno a una panchina con disorientata bellezza le battute umanissime di Totò e Vicé”.

Lo spettacolo, prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione assieme alla Compagnia Vetrano/Randisi della Cooperativa Le Tre Corde, sarà anche al Teatro Dadà di Castelfranco Emilia, il 10 novembre, e all’Arena del Sole di Bologna, dal 2 al 7 dicembre.

 

Informazioni:

www.ert.it

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Pubblicato il 24/10/2017 — ultima modifica 24/10/2017
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