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“Casa Ghizzardi. Mi richordo anchora”

Pièce-omaggio al pittore contadino Pietro Ghizzardi. Al Teatro Sociale di Gualtieri, dal 28 settembre al 1° ottobre
“Casa Ghizzardi. Mi richordo anchora”

Casa Ghizzardi - foto Nicolò Cecchella

Dal 28 settembre al 1° ottobre al Teatro Sociale di Gualtieri va in scena “Casa Ghizzardi - Mi richordo anchora”, pièce dedicata alla vita e all’opera di Pietro Ghizzardi, pittore/scrittore scoperto da Cesare Zavattini, esaltato da Vittorio Sgarbi e oggi considerato uno dei massimi esponenti dell’Art Brut europea. La pièce ha debuttato nel novembre scorso alla Triennale di Milano, accolta con favore dalla critica nazionale e inserita da “Icon”, il magazine di life-style di Panorama, tra i migliori spettacoli del 2016. L'approdo a Gualtieri, nel cuore della Bassa emiliana in cui Ghizzardi visse e creò, s’inserisce nelle celebrazioni dei primi 25 anni di apertura della Casa Museo Al Belvedere, dove Ghizzardi visse gli ultimi vent’anni della propria esistenza e che oggi ospita la più ampia collezione delle sue opere (da quelle pittoriche ai murales, dalle sculture alle incisioni e ai manoscritti delle opere letterarie).

Lo spettacolo, che fa incontrare sul palco teatro, pittura e letteratura, è interpretato da Silvio Castiglioni “un po’ guida e un po’ io narrante”, con la drammaturgia di Giulia Morelli, la regia di Giovanni Guerieri e le scene di Nicolò Cecchella. Evocativo e intenso, delicato e al contempo potente, è un viaggio teatrale per piccoli gruppi (massimo 30 spettatori) sulle tracce della vocazione artistica di Ghizzardi, morto nel 1986, e sull’enigma dell’ispirazione impersonata in questo straordinario contadino autodidatta della Bassa Padana, che non sapeva perché dipingeva ma non poteva farne a meno.

Il progetto abbraccia sia la pittura che la scrittura di Ghizzardi: le sue ardite sperimentazioni impastate con colori ricavati da materiali naturali (la performance è accompagnata dalla contestuale esposizione di una decina di opere originali) e il suo libro di memorie, sgrammatico e lunare, scritto da un artista quasi analfabeta, ma con una espressività sorgiva tale da fargli vincere il premio Viareggio (la pièce, per documentare la parabola umana e creativa di Ghizzardi, attinge anche alle pagine di quel libro, al suo emozionante flusso di pensieri, visioni e racconti legati alla vita della campagna raccolti sotto il titolo “Mi richordo anchora, romanzo popolare in forma di autobiografia”). Sul palcoscenico ne scaturisce il racconto poetico e quasi epico di una necessità: quella di esprimersi, di affermare la propria esistenza attraverso l’arte e, dopo una vita di esclusioni, di trovare un veicolo di comunicazione con l’umanità.

La performance installativa è stata prodotta dal CRT Teatro Dell'Arte di Milano in collaborazione con la Casa Museo “Pietro Ghizzardi” di Boretto e Celesterosa e con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

 

Informazioni:

www.teatrosocialegualtieri.it

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Pubblicato il 28/09/2017 — ultima modifica 28/09/2017
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