martedì 19.06.2018
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“Una bestia sulla luna”. Tragedia e rinascita in scena con Elisabetta Pozzi

Il genocidio degli armeni nel dramma di Kalinoski al Teatro Due di Parma. Dal 16 al 24 gennaio
“Una bestia sulla luna”. Tragedia e rinascita in scena con Elisabetta Pozzi

Una bestia sulla luna

La memoria storica di una comunità, lo sterminio e la migrazione di un popolo, l’esilio e l’integrazione, le universali fragilità umane e la capacità di resilienza e di rinascita, da sopravvissuti di un’immane tragedia: sono questi i temi di Una bestia sulla luna, il toccante dramma di Richard Kalinoski, che dopo il debutto bresciano ritroveremo allo Spazio Bignardi del Teatro Due di Parma, dal 16 al 24 gennaio (alle 20.30; domenica 21 alle 16.00).

La regia dell’allestimento è di Andrea Chiodi, che porta in scena questa “follia della Storia che sprofonda gli esseri umani nella tragedia” convintissimo della necessità di rappresentare anche nei teatri italiani questo testo plurirappresentato e pluripremiato all’estero.

“Una bestia sulla luna” infatti è uno dei testi drammaturgici più tradotti al mondo (in ben venti lingue). Vincitore di cinque premi Molière in Francia e di tanti altri prestigiosi riconoscimenti, il testo indaga, attraverso la storia di una complessa e delicata relazione matrimoniale, le conseguenze di un atroce fatto storico di cui troppo poco si parla: il genocidio, nel 1915, del popolo armeno. Scritto nel 1995, debuttato come lavoro teatrale nel 2005 a Manhattan (dove è stato subito nominato come una delle cinque opere da non perdere dal New York Daily News) e poi messo in scena in tutto il mondo, in Italia arriva grazie agli sforzi condivisi di due tra le più attive realtà teatrali nazionali, la Fondazione Teatro Due di Parma e il CTB Centro Teatrale Bresciano.

Il risultato della coproduzione, una pièce di indiscussa eccellenza, vede sul piano performativo Elisabetta Pozzi, Alberto Mancioppi, Fulvio Pepe e Luigi Bignone e sul piano tecnico-compositivo, oltre alla regia di Chiodi, le scene di Matteo Patrucco, l’impianto luci e video di Cesare Agoni, il disegno musicale di Daniele D’Angelo e i costumi di Ilaria Ariemme.

La piéce è ambientata nell’America degli anni Venti e narra la storia di un immigrato armeno e di sua moglie adolescente, sposata per procura. Lui, Aram Tomasian, è fuggito dall’Armenia dopo che tutti i membri della sua famiglia sono stati sterminati e vuole ricostruirsi una vita negli Stati Uniti sfruttando il proprio talento di fotografo. Lei, Seta, una giovane armena sopravvissuta come lui, arriva in America da “sposa procurata”. Ne nascerà una storia d’amore difficile, in bilico tra conflitti e silenzi, con Seta che si spalanca con tenacia alla speranza e al futuro e Aram che resta ancorato al passato, consumandosi nel dolore dei ricordi e negli sforzi di recuperare l’irrecuperabile. Ma le difficoltà relazionali tra i due non spengono l’affetto nato da una terribile storia comune e alla fine anche Aram ritroverà lo slancio vitale e la capacità di donarsi, e accadrà anche grazie all’adozione di un orfano italiano, Vincenzo. E sarà proprio l’ex trovatello a conservare per tutta una vita la memoria dei genitori adottivi e a raccontare, settantenne, la loro storia.

Questo straordinario testo/testimonianza sul dramma del popolo armeno è stato tradotto in italiano, su richiesta dell’autore, da Beppe Chierici, che sarà presente alla prima rappresentazione di Parma assieme a Richard Kalinoski, arrivato apposta dall’America (dove insegna la scrittura teatrale nelle università). Il drammaturgo americano dunque sarà ospite a Teatro Due martedì 16 gennaio e alle 17.30 incontrerà il pubblico al quale, da profondo conoscitore della cultura armena, racconterà la genesi del suo testo, fondato molto sui racconti orali di chi, direttamente o indirettamente, ha vissuto quel terribile momento storico. All’incontro sarà presente anche il regista e la compagnia degli attori che saranno in scena.

 

Informazioni:

www.teatrodue.org

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Pubblicato il 16/01/2018 — ultima modifica 16/01/2018
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