mercoledì 26.04.2017
caricamento meteo
Sections

“Thyssen” di e con Carolina Balucani a Modena

Per la regia di Marco Plini, al Teatro delle Passioni il 26 e il 27 aprile
“Thyssen” di e con Carolina Balucani  a Modena

Thyssen

Mercoledì 26 e giovedì 27 aprile (alle 21.00) al Teatro delle Passioni di Modena va in scena “Thyssen”, pièce teatrale prodotta dal Teatro Stabile dell’Umbria che scava nelle dinamiche datore di lavoro/operaio e indaga lo sbandamento e la deriva di chi, rimasto senza lavoro, si sente privato della propria storia di individuo fino alla perdita del senso della realtà.

A prendere di petto questo tema forte di un’esistenza sospesa è la giovane attrice e autrice del testo Carolina Balucani, coadiuvata dalla regia di Marco Plini. Balucani sviscera l’aspetto (quasi) privato di una vicenda pubblica e tristemente nota come una delle più aspre vertenze del lavoro nell’Italia al tempo della crisi, che portò alla fuoriuscita dalle acciaierie Thyssen di Terni di ben 290 esuberi “volontari”. La crisi ternana è preceduta dal tragico incidente alla Thyssen di Torino che costò la vita a sette lavoratori (investiti dall’olio bollente in pressione che prese fuoco e quindi bruciati vivi) e innescò un procedimento penale che avrebbe accertato come in quella fabbrica la sicurezza degli operai fosse subordinata al costo economico, in una corsa al risparmio della multinazionale tedesca Thyssenkrupp.

Le due vicende - la crisi ternana e l’incendio torinese - non cessano mai di essere presenti nella pièce, non tanto come vicende di grande impatto sociale quanto nei loro risvolti esistenziali, quelli di un lavoratore che ha dovuto accettare una liquidazione monetaria per lasciare definitivamente la fabbrica e vive una quotidianità sospesa, schizofrenica: soldi in tasca e tempo libero, mentre dal di dentro incalzano gli effetti spietati della perdita di identità sociale, assieme al ricordo dei compagni di lavoro e al pensiero dell’incidente mortale.

Questa apparente e desolata vacanza, con la sua surreale atmosfera di estraniazione, viene sottolineata anche dalla messinscena - una piscina circondata da pareti di luce - con cui il regista integra la drammaturgia e la performance di Carolina Balucani che sul palco dà corpo e voce alla dramatis persona che lei stessa ha creato, al di là delle insignificanti differenze di genere. Parla da sola Carolina, ovvero parla da solo l’operaio in esubero della Thyssen che passa le sue giornate in quella piscina, intrappolato nella sua ricreazione forzata, e conta uno per uno i compagni di lavoro a spasso come lui, in esubero e liquidati, che in un solo colpo hanno perso il lavoro e se stessi, e si lascia attraversare dalle parole dei morti, quelli uccisi dal lavoro, quelli che hanno perso la vita come gli operai arsi nel rogo torinese. Non ha che la parola per farsi una ragione della propria condizione, la metafora e la fabula, ma non basta per salvarlo dal naufragio della sua vita, che poi sono tanti, troppi naufragi di vite come la sua, rappresentati e gridati in quello spazio scenico occupato tutto da uno specchio di acqua: acqua che gli operai torinesi non hanno avuto per spegnere il loro rogo.

Le luci portano la firma di Fabio Bozzetta, il suono è di Franco Visioli.

 

Informazioni:

www.emiliaromagnateatro.com

Azioni sul documento
Pubblicato il 12/04/2017 — ultima modifica 12/04/2017
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it