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  <title>E-R Cultura — Lirica</title>
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  <item rdf:about="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/maggio/il-festival-verdi-nell2019edizione-del-bicentenario">
    <title>Il Festival Verdi nell’edizione del bicentenario</title>
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             &lt;img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/maggio/il-festival-verdi-nell2019edizione-del-bicentenario/@@images/2d6e6522-0353-4433-902a-301609cc9c19.jpeg" alt="Il Festival Verdi nell’edizione del bicentenario" title="Il Festival Verdi nell’edizione del bicentenario" height="85" width="128" /&gt;
         
       &lt;p&gt;
         L’11 maggio si è svolta a Parma la conferenza stampa di presentazione del Festival: in programma Simon Boccanegra e I Masnadieri
       &lt;/p&gt;
     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Opere, concerti, eventi collaterali: Parma vince la sfida e celebra il bicentenerio del Maestro <b>dal 30 settembre al 31 ottobre</b>.</p>
<p>Fino a qualche mese fa forti dubbi gravavano sulla possibilità di realizzare il Festival a causa della mancanza di fondi, ma il Teatro Regio di Parma, impegnato a risanare i propri conti, è riuscito ad allestire in tempi record e in una situazione di estrema difficoltà un programma di grande interesse, degno dell'anno delle celebrazioni del bicentenario verdiano.</p>
<p>La copertura economica è arrivata dai fondi della legge speciale per la celebrazione del 2° centenario della nascita di Giuseppe Verdi (Legge n. 206/2012) e dai contributi degli sponsor, per <b>un totale di spesa di 1.900.000 euro</b>.</p>
<p>Obiettivo del Festival, nelle parole del <strong>direttore artistico Paolo Arcà</strong>, è onorare Giuseppe Verdi, offrire una precisa testimonianza della grandezza del suo genio, individuare la ricchezza di spunti, le chiavi di lettura, gli stimoli, l’attualità che la musica di Verdi possiede, di quanto Verdi sia vivo tra di noi e continui a parlarci, ad arricchirci e ad emozionarci a 200 anni di distanza con una forza e una verità che non sono mai venute meno in tutti questi anni.</p>
<p><b>Simon Boccanegra</b> e <b>I Masnadieri</b> sono le due opere che andranno in scena sul palco del Teatro Regio. In programma anche il <b>Falstaff</b>, inserito con un po' di ottimismo <b>nel cartellone del Teatro Verdi di Busseto</b>, anche se la sua realizzazione è tuttora incerta poiché manca ancora la copertura economica per l’allestimento.</p>
<p><b><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/maggio/FilarmonicaChaillyphSilviaLelli.jpg/image_big" alt="Filarmonica diretta da Chailly - foto di Silvia Lelli" class="image-left" title="Filarmonica diretta da Chailly - foto di Silvia Lelli" />Quattro i concerti in programma</b>, di cui due sono un omaggio alle città che Verdi, al di fuori del territorio parmense, ha più amato e che hanno rivestito un ruolo fondamentale nella sua vita personale e nella sua carriera artistica: <b>Milano</b> e <b>Parigi</b>.<br />Il Festival, infatti, si apre il <b>30 settembre</b> col <b>concerto sinfonico della Filarmonica della Scala, diretta dal maestro italiano Riccardo Chailly</b>, e si chiude il <b>31 ottobre</b> con la <b>Messa da Requiem interpretata dall'Orchestre National De France, diretta da Daniele Gatti</b>.</p>
<p><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/maggio/YuriTemirkanovphRicciDSCF2558.jpg/image_mini" alt="Yuri Temirkanov - foto di Ricci" class="image-right" title="Yuri Temirkanov - foto di Ricci" />Tra i nomi di spicco quello del <b>direttore Yuri Temirkanov</b>, chiamato a dirigere la <b>Filarmonica Arturo Toscanini e il Coro del Teatro Regio di Parma</b> che proporranno una selezione di ballabili e sinfonie di opere verdiane, tra cui l'Atto secondo dell'Aida in forma di concerto (10 ottobre).</p>
<p>Sono <b>cinquantuno gli eventi in programma</b> che animeranno Parma durante un mese di Festival: incontri culturali, presentazioni di libri, spettacoli musicali ed anche un'altra importante data concertistica dell'Orchestre National de France dedicata a Richard Wagner, un omaggio nel bicentenario della nascita (30 ottobre).</p>
<p>Tantissime le collaborazioni con i soggetti del territorio che hanno reso possibile la realizzazione di questo ricco ed interessante programma, tra cui: la Fondazione Arturo Toscanini, con cui il Regio ha sottoscritto una lettera di intenti, la Fondazione Teatro Due, il Conservatorio Arrigo Boito, le corali cittadine, le marionette di Eugenio Monti Colla e le tante realtà culturali del territorio come il Club dei 27.</p>
<p> </p>
<p><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/maggio/FESTIVALVERDIlogo.LOW.jpg/image_big" alt="Logo Festival Verdi" class="image-left" title="Logo Festival Verdi" />Il <b>ritratto di Giuseppe Verdi realizzato da Renato Guttuso</b> negli anni ‘60, donato al Teatro Regio di Parma dall’Archivio storico Bocchi, in ricordo di Mario Bocchi, diviene, nell’anno del bicentenario, <b>icona originale, esclusiva, del Festival Verdi</b>.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Consulta il <a class="external-link" href="http://wwwservizi.regione.emilia-romagna.it/cultura/elenco_spettacoli.asp?idRassegna=2271">programma completo del Festival</a></p>
<h3>Informazioni</h3>
<p>Teatro Regio<br />Via Garibaldi, 16/A - Parma<br />telefono 051 203993 - 039399 - email <a href="mailto:biglietteria@teatroregioparma.org">biglietteria@teatroregioparma.org</a> - web <a href="http://www.teatroregioparma.org">www.teatroregioparma.org</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>DiSalvo_L</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>celebrazioni</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Parma</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Teatro Regio</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>festival verdi</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>bicentenario</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>verdi</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-05-13T09:02:38Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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  <item rdf:about="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/maggio/al-comunale-di-bologna-nel-250deg-anniversario-dellapertura-torna-lopera-inaugurale">
    <title>Al Comunale di Bologna, nel 250° dell'apertura, torna l'opera inaugurale</title>
    <link>http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/maggio/al-comunale-di-bologna-nel-250deg-anniversario-dellapertura-torna-lopera-inaugurale</link>
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             &lt;img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/maggio/al-comunale-di-bologna-nel-250deg-anniversario-dellapertura-torna-lopera-inaugurale/@@images/761a58b1-28f0-4649-8e8c-fe8c3664b76c.jpeg" alt="Al Comunale di Bologna, nel 250° dell'apertura, torna l'opera inaugurale" title="Al Comunale di Bologna, nel 250° dell'apertura, torna l'opera inaugurale" height="85" width="128" /&gt;
         
       &lt;p&gt;
         Dal 14 maggio "Il trionfo di Clelia" di Gluck, che nel 1763 inaugurò il "Teatro Pubblico" bolognese, oggi presentata in una nuova edizione critica
       &lt;/p&gt;
     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Fu in occasione dell’inaugurazione del <b>Teatro Comunale di Bologna</b>, allora chiamato “Teatro Pubblico”, nel 1763, che venne commissionata a <b>Christoph Willibald Gluck</b> l’opera <b>“Il trionfo di Clelia”</b>, su libretto di <b>Pietro Metastasio</b>.</p>
<p>E’ quindi per questo che il teatro bolognese la ripropone fra pochi giorni, nell’esatta ricorrenza del <b>250° anniversario</b> della sua apertura, il <b>14 maggio</b>, rappresentandola per alcune repliche fino al 22 dello stesso mese.</p>
<p>Il legame con quella lontana circostanza storica è reso più forte da un dato identitario particolarmente significativo, e cioè dal fatto che le scene e i costumi di allora vennero disegnati dallo stesso architetto che aveva progettato il teatro, <b>Antonio Galli Bibiena</b>.</p>
<p>Da quel lontano 1763, l’opera non è più stata allestita, se non, in una versione ridotta e modificata, al Teatro Rossini di Lugo, nel 2001, quando le parti maschili furono trascritte per baritono e tenore.</p>
<p>Alcune circostanze storiche illuminano in parte la vivacità dell’animo dei cittadini di Bologna in quel tempo. I responsabili del nuovo teatro pensarono infatti di richiedere a Gluck di musicare “Il trionfo di Clelia”, e non, per esempio, “L’Olimpiade”, sempre di Metastasio, e che il compositore avrebbe preferito, per la propensione del pubblico alle <b>scene spettacolari</b>, dato che nella vicenda è presente un combattimento su un ponte, con conseguente tuffo nel Tevere, e addirittura l’attraversamento del fiume a cavallo, da parte della protagonista Clelia.</p>
<p>Un altro elemento di curiosità riguarda la categoria degli architetti bolognesi, i quali, scontenti per la preferenza accordata, nella progettazione e nella costruzione del teatro, al celebratissimo (e parmigiano) Bibiena, conosciuto in tutta Europa per la sua infaticabile attività in campo teatrale, tentarono di boicottare il debutto dell’opera, come si deduce da documenti e da cronache dell’epoca.</p>
<p><dl style="width:157px;" class="image-left captioned">
<dt><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/maggio/Gluck.jpg/image" alt="Christoph Willibald Gluck" title="Christoph Willibald Gluck" height="195" width="157" /></dt>
 <dd class="image-caption" style="width:157px;">Christoph Willibald Gluck</dd>
</dl>Ma poco avrebbero comunque potuto le ripicche di una categoria di invidiosi rispetto ad un’opera che si guadagnò subito ben <b>ventotto repliche</b>, tutte nel teatro nuovo di zecca, e sempre gremito.</p>
<p>Fu lo stesso Gluck a concertare le prove dell’opera e a dirigere le sue tre prime rappresentazioni.</p>
<p>Da allora praticamente abbandonata, <b>“Il trionfo di Clelia”</b> tornò all’attenzione dei musicologi nel 1904, quando in un monastero austriaco ne venne rinvenuta una copia manoscritta, e nel 1963, quando Giampiero Tintori ne fece una trascrizione in occasione del bicentenario del teatro bolognese.</p>
<p>Oggi, la versione che ne viene presentata è quella della recente <b>edizione critica </b>pubblicata da “Et in arcadia ego”, un progetto di valorizzazione del patrimonio culturale mirato soprattutto a produrre arte in edifici storici legati al territorio. Il lavoro nasce da un testo ritrovato nel 2007 a Bologna, ed è proprio il responsabile del progetto editoriale, <b>Giuseppe Sigismondi de Risio</b>, a dirigere l’Orchestra del Teatro Comunale nell’impresa, avendo già diretto la versione discografica realizzata nel 2012. La compagnia di canto è formata da artisti particolarmente versati nel repertorio barocco, a cominciare dal soprano <b>Maria Grazia Schiavo</b>, che interpreta il ruolo di Clelia.</p>
<p>La nuova produzione, che ambienta l’azione in un mondo senza spazio e senza tempo, nell'eterna disputa fra "antichi" e "moderni", fra monarchia conservatrice e ardenti aneliti di libertà e onore, è diretta dal giovane regista inglese <b>Nigel Lowery</b>, autore anche delle scene (i costumi sono di Monica Benini, le luci di George Tellos).</p>
<p class="western">La storia, tutta poggiata sui valori della giustizia, del coraggio e della lealtà, è quella della fanciulla romana Clelia, che è stata presa in ostaggio, in pegno di pace, dal re etrusco Porsenna. Clelia, innamorata di Orazio, nobile romano, respinge le profferte amorose dell’etrusco Tarquinio, fino allo scontro armato coi romani, al Ponte Sublicio, sul quale il valoroso Orazio respinge da solo l’esercito etrusco distruggendo il ponte. La giovane Clelia, pur di sfuggire al rapimento, si getta nel Tevere, salvandosi a nuoto e riportando infine la pace fra i due popoli.</p>
<p class="western"> </p>
<p class="western"><b>Informazioni</b><br />Bologna - <a class="external-link" href="http://www.tcbo.it">Teatro Comunale</a><br />Tel. 051 529019 - email <a class="mail-link" href="mailto:teatro@comunalebologna.it">teatro@comunalebologna.it</a></p>
<p class="western"><b>Link</b><br /><a class="external-link" href="http://www.gsdr.eu">Giuseppe Sigismondi de Risio</a><br /><br /></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Merendi_S</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>et in arcadia ego</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>gluck</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Bologna</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>giuseppe sigismondi de risio</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>nigel lowery</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>bibiena</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-05-03T23:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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  </item>


  <item rdf:about="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/aprile/il-matrimonio-segreto-di-cimarosa-al-comunale-di-ferrara">
    <title>"Il matrimonio segreto" di Cimarosa al Comunale di Ferrara</title>
    <link>http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/aprile/il-matrimonio-segreto-di-cimarosa-al-comunale-di-ferrara</link>
    <description>
         
             &lt;img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/aprile/il-matrimonio-segreto-di-cimarosa-al-comunale-di-ferrara/@@images/bbc64bb2-0dc0-4b8c-bcc3-d43f58734e67.jpeg" alt="&amp;quot;Il matrimonio segreto&amp;quot; di Cimarosa al Comunale di Ferrara" title="&amp;quot;Il matrimonio segreto&amp;quot; di Cimarosa al Comunale di Ferrara" height="85" width="128" /&gt;
         
       &lt;p&gt;
         Il 3 e il 5 maggio il divertente dramma giocoso, capolavoro del compositore napoletano, andato in scena a Vienna nel 1792
       &lt;/p&gt;
     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La stagione lirica del <b>Teatro Comunale di Ferrara</b> prosegue <b>il 3 e il 5 maggio</b> prossimi con <b>"Il matrimonio segreto"</b>, dramma giocoso di <b>Domenico Cimarosa</b> su libretto di Giovanni Bertati, messo in scena la prima volta il 7 febbraio 1792 al Burgtheater di Vienna. Frutto della coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Teatro Sociale di Rovigo e Teatri e Umanesimo Latino S.p.A. di Treviso, l’opera vede in scena un cast di cantanti di cui fanno parte i vincitori del XLII Concorso Internazionale Toti Dal Monte, svoltosi a Treviso nello scorso giugno: Dorela Cela nel ruolo di Carolina, Loriana Castellano in Fidalma, Fabrizio Beggi in Geronimo, Giulia Semenzato interprete di Elisetta e Andrea Zaupa nel ruolo del Conte. Il personaggio di Paolino viene interpretato da Filippo Adami.</p>
<p>Sul podio dell’<b>Orchestra Regionale Filarmonia Veneta</b> vi sarà <b>José Antonio Montaño</b> mentre la regia dell’opera è affidata a <b>Italo Nunziata</b>.</p>
<p><dl style="width:140px;" class="image-left captioned">
<dt><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/aprile/cimarosa.jpg/image" alt="Domenico Cimarosa" title="Domenico Cimarosa" height="180" width="140" /></dt>
 <dd class="image-caption" style="width:140px;">Domenico Cimarosa</dd>
</dl>La vicenda rappresentata narra di Paolino e Carolina, che, in preda a un impulso amoroso, si sono sposati in segreto da due mesi. Fra ansie e sotterfugi, si adorano senza potersi appartenere, il che accresce la loro tenerezza e il loro ardore. Paolino vorrebbe persuadere la sua sposina segreta alla fuga: ella però esita, se pur angustiata da mille pene. Intorno ai due innamorati si muove una piccola folla di personaggi della tipica comicità settecentesca: Geronimo, il padre di Carolina, sordo, avaro e ricco mercante (padrone di Paolino), il conte Robinson, ricco pretendente inglese, Elisetta, la sorella di Carolina, caratterialmente dispettosa, ambiziosa, aspra e maligna (la quale è stata destinata in nozze dal padre al conte Robinson), e la zia Fidalma, matura zitella, presa anch’essa da un’ardente passione per il giovane Paolino. L’intreccio s’aggroviglia ulteriormente e piacevolmente: il conte Robinson, che secondo i progetti di Paolino dovrebbe sposare Elisetta, appena vede Carolina si innamora di questa, e dell’altra non ne vuol più sapere. Geronimo protesta, ma Robinson gli propone di rinunciare a metà della dote se gli concede la mano di Carolina invece della mano di Elisetta. La rabbia di Elisetta e le dichiarazioni amorose di Fidalma a Paolino complicano ancor più la faccenda, quindi i due decidono di fuggire. Però la fuga non riesce, giacché tutto è scoperto, ma per fortuna tutto si sistema nell’immancabile lieto fine.</p>
<p><b>"Il matrimonio segreto"</b> costituisce il capolavoro più celebrato di <b>Domenico Cimarosa</b>, scritto a Vienna alla corte di Lepoldo II, dal quale il musicista italiano era stato da poco nominato, con grandi onori, Maestro di cappella di corte. Il libretto è opera di <b>Giovanni Bertati</b>, anch’egli poeta presso la corte d’Austria.</p>
<p>Il lavoro riscosse immediatamente un tale successo da dover essere ripetuto seduta stante, la sera della prima.</p>
<p>Nel pomeriggio del 2 maggio, nel Ridotto del teatro ferrarese, si terrà la presentazione dell’opera a cura di Annalisa Lo Piccolo, mentre il 4 maggio, alle ore 11, lo scenografo e costumista Lorenzo Cutuli guiderà una visita all’allestimento scenico dell’opera.</p>
<p> </p>
<p><b>Informazioni</b><br /><a class="external-link" href="http://www.teatrocomunaleferrara.it">Teatro Comunale</a> - Ferrara<br />Tel. 0532 218311 - email <a href="mailto:teatro@comune.fe.it">teatro@comune.fe.it</a></p>
<p>Link<br /><br /></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Merendi_S</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>matrimonio segreto</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>cimarosa</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Ferrara</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-04-22T23:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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        <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">"Il matrimonio segreto" di Cimarosa al Comunale di Ferrara</media:title>
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  <item rdf:about="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/aprile/a-bologna-di-nuovo-in-scena-la-storica-norma-coi-fondali-di-mario-schifano">
    <title>A Bologna di nuovo in scena la storica "Norma" coi fondali di Mario Schifano (dal 13 aprile)</title>
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             &lt;img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/aprile/a-bologna-di-nuovo-in-scena-la-storica-norma-coi-fondali-di-mario-schifano/@@images/28ff1477-327d-4cbe-8af5-28ecd083e73e.jpeg" alt="A Bologna di nuovo in scena la storica &amp;quot;Norma&amp;quot; coi fondali di Mario Schifano (dal 13 aprile)" title="A Bologna di nuovo in scena la storica &amp;quot;Norma&amp;quot; coi fondali di Mario Schifano (dal 13 aprile)" height="85" width="128" /&gt;
         
       &lt;p&gt;
         Il capolavoro di Bellini, riallestito nella regia di Federico Tiezzi, vede ora Mariella Devia nel ruolo reso immortale da Maria Callas
       &lt;/p&gt;
     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>E’ un allestimento storico quello della <b>“Norma”</b> di <b>Vincenzo Bellini</b> che va in scena <b>dal 13 al 21 aprile</b> al <b>Teatro Comunale di Bologna</b>. Si tratta, infatti, della produzione che debuttò al Teatro Petruzzelli di Bari nel 1991, quando, dopo poche ore dalla chiusura del sipario dell’ultima recita, il 27 ottobre, il teatro venne distrutto da un furioso incendio.</p>
<p>Per una fatale e drammatica coincidenza, l’opera belliniana termina proprio con un rogo; ma l’incendio, purtroppo reale e devastante, che ne seguì, distrusse ogni cosa: anche le magnifiche scene che erano state realizzare da Pier Paolo Bisleri su disegni di <b>Mario Schifano</b>.</p>
<p>Fu il Teatro Comunale di Bologna che, nel 2008, in collaborazione col Teatro Verdi di Trieste e con lo stesso Petruzzelli, si impegnò nel riallestimento dell’opera, soprattutto grazie al lavoro di ricostruzione delle scene, compiuto dallo stesso Bisleri, che aveva conservato i preziosi bozzetti firmati da Schifano (scomparso nel 1998), e che potè quindi ricostruire con esattezza i fondali.</p>
<p>Con quella messa in scena, aveva esordito nella regia lirica uno dei più importanti nomi del nuovo teatro italiano: <b>Federico Tiezzi</b>.</p>
<p>Era stato lui a sostenere Bisleri nel tentativo di coinvolgere Schifano nell’avventura, ma anche ad affiancarlo nel ricordare al maestro le esigenze sceniche alle quali le sue opere avrebbero dovuto in qualche modo adeguarsi.</p>
<p>Lo scenografo e il regista avevano già collaborato in varie occasioni, ai tempi dei “Magazzini Criminali”, e a Tiezzi sembrò che Bisleri fosse la persona giusta per gestire il rapporto con Schifano, che si rivelò particolarmente impegnativo ed avventuroso, ma anche ricco di indimenticabili episodi.</p>
<p>Il risultato fu comunque entusiasmante. Dai bozzetti si ricavarono <b>fondali </b>di 16 metri per 8, sui quali spiccavano la luna, una quercia verde e blu, e poi, nel riallestimento del 2008, l’albero di luce al neon e due arazzi con sfondi di colline sempre con le impetuose tinte acriliche tanto amate da Schifano.</p>
<p><dl style="width:149px;" class="image-left captioned">
<dt><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/aprile/marielladevia.jpg/image" alt="Mariella Devia" title="Mariella Devia" height="179" width="149" /></dt>
 <dd class="image-caption" style="width:149px;">Mariella Devia</dd>
</dl>Ma la “Norma” rimane soprattutto il capolavoro del lirismo vocale di Bellini, un’opera piena di pagine solenni e memorabili, a cominciare dall’indimenticabile aria della <b>“Casta Diva”</b>, scritta per Giuditta Pasta e resa immortale da <b>Maria Callas</b>.</p>
<p>Nel ruolo di Norma debutta ora il grande soprano <b>Mariella Devia</b>, mentre sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Comunale di Bologna torna il direttore principale del Teatro, <b>Michele Mariotti</b>.</p>
<p><b>Federico Tiezzi</b> ha rievocato il suo ultraventennale rapporto con questo allestimwento, affermando che nel suo approccio registico è intervenuto un sostanziale mutamento di prospettiva.</p>
<p>Se nel ’91 si sentiva calato nell'Adelchi di Manzoni, preso da quell’empito romantico e prerisorgimentale, il punto di riferimento successivo è stato decisamente Leopardi, quello stesso Leopardi che, mentre Bellini componeva <i>Norma</i>, evocava la luna nel suo “Canto notturno di un pastore errante dell'Asia”, e che scriveva “Le ricordanze”, una poesia sulla memoria che al regista è sembrato che raccontasse appunto la storia di Norma, “un personaggio che ha nostalgia del futuro".</p>
<p>L’allestimento è in coproduzione con il Teatro Verdi di Trieste e la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari.</p>
<p> </p>
<p><b>Informazioni</b><br /><a class="external-link" href="http://www.tcbo.it">Teatro Comunale</a> - Bologna<br />Tel. 051 529019 - email <a class="mail-link" href="mailto:teatro@comunalebologna.it">teatro@comunalebologna.it</a></p>
<p> </p>
<p><b>Link</b><br /><a class="external-link" href="http://www.lombarditiezzi.it/bio.php?subj=tiezzi">Federico Tiezzi</a> (dal sito della Compagnia Lombardi-Tiezzi)<br /><a class="external-link" href="http://www.marioschifano.it/">Archivio Mario Schifano</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Merendi_S</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>schifano</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>bellini</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Bologna</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>norma</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>tiezzi</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-04-02T23:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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        <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">A Bologna di nuovo in scena la storica "Norma" coi fondali di Mario Schifano (dal 13 aprile)</media:title>
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  <item rdf:about="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/trilogia-popolare-verdiana-di-ravenna-festival-chiude-stagione-lirica-piacenza">
    <title>La trilogia popolare verdiana di Ravenna Festival chiude la stagione lirica di Piacenza</title>
    <link>http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/trilogia-popolare-verdiana-di-ravenna-festival-chiude-stagione-lirica-piacenza</link>
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             &lt;img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/trilogia-popolare-verdiana-di-ravenna-festival-chiude-stagione-lirica-piacenza/@@images/d6d266ee-6e8d-41e4-8dd8-67d7d2b47876.jpeg" alt="La trilogia popolare verdiana di Ravenna Festival chiude la stagione lirica di Piacenza" title="La trilogia popolare verdiana di Ravenna Festival chiude la stagione lirica di Piacenza" height="85" width="128" /&gt;
         
       &lt;p&gt;
         Dal 6 all’11 aprile, i tre più celebri melodrammi del maestro, “Rigoletto”, “Il Trovatore” e “La Traviata”, in un’imperdibile maratona lirica, con la regia di Cristina Mazzavillani Muti
       &lt;/p&gt;
     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si conclude con la <strong>trilogia popolare di Ravenna Manifestazioni</strong> la stagione lirica del Municipale di Piacenza, nel segno delle celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi. <br /><strong>Dal 6 all’11 aprile</strong> saranno allestiti l’uno dopo l’altro, in serate consecutive, i tre più celebri melodrammi del maestro, che andranno a costituire una sorta di imperdibile “maratona” lirica, con la <strong>regia di Cristina Mazzavillani Muti</strong>, che suggella molti anni di sperimentazioni e di produzioni realizzate secondo dinamiche laboratoriali.</p>
<p>È coinvolgendo soprattutto giovani talenti che è stata affrontata questa nuova sfida: l’allestimento del <b>“Rigoletto”,</b> insieme alle riprese di <b>"Il Trovatore"</b> (Ravenna Festival 2003) e di <b>"La Traviata"</b> (Ravenna Festival 2008), sono accomunati da una visione che esalta l’inconfondibile unicità di ogni singola opera giocando sul filo dell’invenzione e della creatività.</p>
<p>Naturalmente, tutto questo è stato possibile sfruttando le straordinarie potenzialità offerte dalle più moderne tecnologie, capaci di forzare e trasfigurare lo spazio visivo e sonoro della scena: dalle ultime frontiere del light design alla impalpabile forza evocativa della video arte, fino alle tecniche di spazializzazione del suono. Tutto raccolto <strong>sotto la regia di Cristina Muti</strong>, anima del grande laboratorio di cui i veri protagonisti sono i <strong>giovani cantanti</strong>, alcuni al debutto nel ruolo, insieme agli altrettanto <strong>giovani musicisti dell’Orchestra “Luigi Cherubini” diretti da Nicola Paszkowski</strong>.</p>
<p>È proprio l’utilizzo intenso di <b>nuove tecnologi</b>e ciò che caratterizza l’approccio registico alle tre opere, e in particolare la sua applicazione alla visione e all’ascolto. Questa sperimentazione, ormai collaudata da anni, ha portato alla costituzione di un affiatato team, che attorno alla figura di Cristina Muti, vede personaggi come <b>Vincent Longuemare</b>, vero poeta dell’illuminotecnica, un mago della computer music come <b>Alvise Vidolin</b>, un esperto scenografo come <b>Italo Grassi</b> e un abilissimo creatore di costumi come <b>Alessandro Lai</b>. <br />La produzione si avvale inoltre del <b>Coro Lirico Terre Verdiane</b> di Piacenza diretto da <b>Corrado Casati</b>.</p>
<p><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/Rigoletto_Landolfi_e_Feola_.jpg/image_maxi" alt="Rigoletto - Gandolfi e Feola" class="image-left" title="Rigoletto - Gandolfi e Feola" />È il <b>"Rigoletto"</b> (6 e 9 aprile) ad aprire la trilogia. Chiave della lettura che ne dà la regista è la luce: <em>"Ho immaginato un mondo nero, misterioso, una scena scura, in cui non sono le luci a cercare i personaggi, ma questi ad entrare di volta in volta nella luce. Quella luce che irradia dai dipinti di Vermeer. È alla sua pittura che mi sono ispirata, e all’intimità del suo mondo: all’innocenza delle sue donne per Gilda, a quegli interni nascosti ad occhi estranei per il segreto familiare di Rigoletto".</em></p>
<p><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/Trovatore.jpg/image_maxi" alt="Trovatore" class="image-left" title="Trovatore" />Anche per <b>"Il Trovatore" </b>(7 e 10 aprile) viene individuata una chiave di lettura moderna, grazie all’uso strutturale ed intensivo delle tecnologie multimediali d’avanguardia.<br />Gli elementi scenici, di grande potenza visuale, propongono Ravenna come teatro della vicenda, coi suoi luoghi bizantini e le sue valli, che si sovrappongono ad agitate visioni oniriche.</p>
<p><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/Traviata_MonicaTaronespecchi.jpg/image_maxi" alt="Traviata - Tarone" class="image-left" title="Traviata - Tarone" />Con <b>"La Traviata" </b>(8 e 11 aprile) il dramma di Violetta viene invece immerso in una pervasiva atmosfera di valzer da boulevard, senza rinunciare alla voglia di sperimentare che fin dalle prime prove ha caratterizzato l’innovativo gesto registico di Cristina Muti. Ma altro importantissimo elemento chiave dell’ideazione registica è quello del riflesso. “<em>Perché in Violetta si specchiano, si riflettono generazioni di donne, secoli di donne, sfruttate, giudicate, usate, violentate e mai capite. Le donne del passato, di oggi, e anche quelle a venire. È per questo che l’immagine di Violetta si moltiplica, virtualmente e fisicamente.</em>”</p>
<p>La trilogia, presentata al Teatro Alighieri di Ravenna a metà novembre dello scorso anno, nell’ambito dell’edizione 2012 del Ravenna Festival, coprodotta con la Fondazione Teatri di Piacenza, ha riscosso un notevole successo, con il tutto esaurito per tutti i giorni di programmazione.</p>
<h3>Informazioni</h3>
<p><strong>Teatro Municipale<br /></strong>Via Verdi, 41 – Piacenza<br />telefono 0523 492255 – email <a href="mailto:teatro@comune.piacenza.it">teatro@comune.piacenza.it</a> – web <a href="http://www.teatricomunali.piacenza.it/">www.teatricomunali.piacenza.it</a></p>
<p> </p>
<p><a class="external-link" href="http://www.giuseppeverdi.it"><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/homepage-1/200AnniVerdiDEF4ver01.jpg/image_big" alt="Logo Verdi 200" class="image-inline" title="Logo Verdi 200" /></a></p>
<p>La Trilogia popolare verdiana fa parte<b> degli appuntamenti del <a href="http://www.giuseppeverdi.it/page.asp?IDCategoria=3652&amp;IDSezione=24885">Cartellone Verdi 200 digitale</a>.</b> <br /><b>Registrata nel novembre 2012, sarà proposta gratuitamente in differita il 13, il 14 e il 15 maggio 2013 alle 20,00</b></p>
<ul>
<li>sui siti: <a href="http://www.giuseppeverdi.it/"><b>www.giuseppeverdi.it</b></a><b>, </b><a href="http://www.magazzini-sonori.it/"><b>www.magazzini-sonori.it</b></a><b>, </b><a href="http://www.lepida.tv/"></a><a href="http://www.lepida.tv/"><b>www.lepida.tv</b></a></li>
<li>in tv: <b>canale regionale 118 LepidaTV del digitale terrestre</b></li>
<li>in simulcast: <b>Teatro degli Atti di Rimini, Sala Consiliare di Villanova sull'Arda, Teatro Verdi di Busseto, Auditorium Corelli di Fusignano, Teatro Comunale  di Modena </b>(solo La Traviata, il 15 maggio),<b> Sala del Carmine, Massa Lombarda </b>(solo La Traviata, il 15 maggio) ed in altre sedi in via di definizione</li>
<li>negli Istituti Italiani di Cultura all'Estero: <b>Portogallo, Bucarest </b>ed altre sedi in via di definizione.</li>
</ul>
<p>Il Cartellone Verdi 200 digitale fa parte del più ampio <a href="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/verdi200/progetto-verdi-200">Progetto Verdi 200</a>.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Merendi_S</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>lirica</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Cristina Mazzavillani Muti</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Ravenna</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>festival</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>opera</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>verdi</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-03-27T08:00:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
       <media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" type="image/jpeg" url="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/trilogia-popolare-verdiana-di-ravenna-festival-chiude-stagione-lirica-piacenza/image"/>
        <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">La trilogia popolare verdiana di Ravenna Festival chiude la stagione lirica di Piacenza</media:title>
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  </item>


  <item rdf:about="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/fritz-lang-e-il-suo-201cmetropolis201d-protagonisti-de-201cl2019opera-muta-derivazioni-operistiche-nel-cinema-senza-parole201d">
    <title>Fritz Lang e il suo “Metropolis” protagonisti de “L’opera muta: derivazioni operistiche nel cinema senza parole”</title>
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             &lt;img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/fritz-lang-e-il-suo-201cmetropolis201d-protagonisti-de-201cl2019opera-muta-derivazioni-operistiche-nel-cinema-senza-parole201d/@@images/ffb9638f-1725-4a70-91b0-e5d05ff0e14d.jpeg" alt="Fritz Lang e il suo “Metropolis” protagonisti de “L’opera muta: derivazioni operistiche nel cinema senza parole”" title="Fritz Lang e il suo “Metropolis” protagonisti de “L’opera muta: derivazioni operistiche nel cinema senza parole”" height="85" width="128" /&gt;
         
       &lt;p&gt;
         L’appuntamento al Foyer del Teatro Comunale di Bologna il 27 marzo
       &lt;/p&gt;
     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>Metropolis</strong>, capolavoro<strong> </strong>del 1927 di Fritz Lang, al centro della discussione dell’interessante rassegna <b> “L’opera muta: derivazioni operistiche nel cinema senza parole”</b> toccando in modo approfondito la storia della pellicola, le tappe del suo restauro, e la conformazione della partitura alle funzioni drammaturgiche delle musiche originali di <strong>Gottfried Huppertz</strong>.</p>
<p>La conferenze sono<b> </b>organizzate e presentate dal compositore <b>Fabrizio Festa,</b> trattando in maniera approfondita il tema della colonna sonora nel cinema muto, vista la sua strettissima relazione sia con l'opera che con la musica sinfonica. La liaison tra i due generi è inoltre indagata con esplicito riferimento al tema delle celebrazioni di <b>Giuseppe Verdi</b> e <b>Richard Wagner</b>, di cui quest’anno si celebra il duecentesimo anniversario della nascita.</p>
<p>Insieme a Fabrizio Festa, mercoledì 27 marzo alle <strong>alle ore 18.00</strong>,<strong> </strong>nel <b>Foyer Respighi </b>del Teatro Comunale di Bologna, ci sarà<b> Francesco Finocchiaro</b>, addottorato in Musicologia nell’Università di Bologna che si occupa dei rapporti tra composizione, teoria ed estetica con particolare riferimento alla Wiener Schule.</p>
<p>Gli altri appuntamenti del ciclo saranno:</p>
<p><b>venerdì 19 aprile – ore 18.00<br /></b>Il cinema di Charlie Chaplin. Incontro con Timothy Brock</p>
<p><b>mercoledì 8 maggio 2013 – ore 18.00<br /></b>“La Nuova Babilonia” (regia di Kozincev, musica di Šostakovič, 1929)<br />Relatore Graziella Seminara</p>
<p>L’ingresso alle conferenze è gratuito.</p>
<p><b> <br /></b><a class="external-link" href="http://www.tcbo.it/index.php?id=313&amp;tx_eventmgmt_pi2[ev_id]=371&amp;cHash=d7f3a9519981727819a7475b79638a55">Informazioni sull’evento </a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Sbarrai_A</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>teatro comunale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>cinema</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Bologna</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>musica</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>lirica</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>conferenze</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-03-15T13:00:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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        <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">Fritz Lang e il suo “Metropolis” protagonisti de “L’opera muta: derivazioni operistiche nel cinema senza parole”</media:title>
        <media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/fritz-lang-e-il-suo-201cmetropolis201d-protagonisti-de-201cl2019opera-muta-derivazioni-operistiche-nel-cinema-senza-parole201d/image_thumb"/>
      
  </item>


  <item rdf:about="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/the-rape-of-lucretia-di-britten-a-ravenna-e-a-reggio-emilia">
    <title>"The rape of Lucretia" di Britten a Ravenna e a Reggio Emilia</title>
    <link>http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/the-rape-of-lucretia-di-britten-a-ravenna-e-a-reggio-emilia</link>
    <description>
         
             &lt;img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/the-rape-of-lucretia-di-britten-a-ravenna-e-a-reggio-emilia/@@images/11576801-b60b-4410-abf9-3f60a192fb08.jpeg" alt="&amp;quot;The rape of Lucretia&amp;quot; di Britten a Ravenna e a Reggio Emilia" title="&amp;quot;The rape of Lucretia&amp;quot; di Britten a Ravenna e a Reggio Emilia" height="85" width="128" /&gt;
         
       &lt;p&gt;
         Con la regia di Daniele Abbado, è dal 22 marzo in Emilia-Romagna con Jonathan Webb alla guida dell'Orchestra del Maggio Fiorentino
       &lt;/p&gt;
     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Veramente anno di ricorrenze, questo 2013, per il mondo dell’opera. Dopo gli anniversari dei due suoi giganti assoluti, che sono Giuseppe Verdi e Richard Wagner, il <b>Teatro Municipale “Romolo Valli” di Reggio Emilia</b> ci ricorda che si tratta anche del centenario della nascita di <b>Benjamin Britten</b>.</p>
<p>Ed è anche per questo che in due stagioni liriche emiliano-romagnole (quella dell’”Alighieri” di Ravenna e quella dello stesso Municipale di Reggio Emilia) compare (o, meglio “ricompare”) questo <b>“The rape of Lucretia”</b>, di <b>Benjamin Britten</b>, in un raffinato allestimento con la regia di <b>Daniele Abbado </b>che, andato in scena a Genova nel 1999, fu ripreso da "I Teatri" reggiani già nel 2004<b> </b>, e che ora viene riproposto con l’<b>Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino</b> diretta da <b>Jonathan Webb</b>, in una coproduzione che coinvolge anche i Teatri di Firenze e di Ravenna. Essenziale e raffinata, tesa e chiara, la produzione si avvale delle proiezioni video di Luca Scarzella e delle scene, costumi e luci di Giovanni Carluccio. Presentato, nel 2007, anche al Teatro Real di Madrid, dove ha ricevuto ovazioni dal pubblico ed un’entusiastica recensione del quotidiano nazionale El Pais (“…..in quest’opera importa, e molto, la messa in scena. E quella di Daniele Abbado è splendida”), <b>“The rape of Lucretia”</b> è un’opera senza tempo, che racconta l’orrore per l’innocenza tradita e la condanna dell’ingiustizia, perpetrata dalla società a danno degli individui.</p>
<p><dl style="width:146px;" class="image-left captioned">
<dt><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/britten1.jpg/image" alt="Benjamin Britten" title="Benjamin Britten" height="158" width="146" /></dt>
 <dd class="image-caption" style="width:146px;">Benjamin Britten</dd>
</dl>Le prime recite in regione sono programmate a <b>Ravenna</b>, per il 22 e il 24 marzo, mentre a <b>Reggio Emilia</b> l’opera sarà presentata il 5 e il 7 aprile.</p>
<p>Il libretto di <b>“The rape of Lucretia” </b>è stato scritto da Ronald Duncan, che si è ispirato al dramma “Le Viol de Lucrèce” di André Obey, a sua volta tratto dai racconti di Tito Livio e di Shakespeare, che alla vicenda dedicò, nel 1594, un suo poema narrativo.</p>
<p>Benjamin Britten ha molto trattato il tema dell’innocenza violata, ma è solo in questo caso (l’opera debuttò nel 1946) che esso viene accostato in <b>una prospettiva femminile</b>.</p>
<p>La storia è quella di <b>Lucrezia</b>, donna di specchiata virtù dell'antica Roma, all'epoca dei conflitti con gli Etruschi, che viene violentata nel suo letto dall’usurpatore Tarquinio mentre sogna il ritorno del marito Collatino. Non reggendo all’infamia, la donna si uccide davanti allo stesso Collatino, nonostante egli la rassicuri sul suo amore e tenti di convincerla che nessun corpo può essere realmente violato se lo spirito non è consenziente.</p>
<p>Alla guida dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino è <b>Jonathan Webb</b>, direttore inglese di vasta esperienza lirica, avendo diretto ormai più di settanta opere, ma apprezzatissimo in tutto il mondo anche nel campo sinfonico.</p>
<p> </p>
<p><b>Informazioni</b><br /><a class="external-link" href="http://www.iteatri.re.it">Reggio Emilia - Teatro Municipale "Romolo Valli"</a><br />Tel. 0522 458811 - email <a class="mail-link" href="mailto:uffstampa@iteatri.re.it">uffstampa@iteatri.re.it</a><br /><a class="external-link" href="http://www.teatroalighieri.org">Ravenna - Teatro "Alighieri"<br /></a><span class="external-link">Tel. </span>0544 249211<span class="external-link"> - email </span><a class="mail-link" href="mailto:info@teatroalighieri.org">info@teatroalighieri.org</a></p>
<p><b>Link</b><br /><a class="external-link" href="http://www.maggiofiorentino.it">Maggio Musicale Fiorentino</a></p>]]></content:encoded>
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    <dc:creator>Merendi_S</dc:creator>
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      <dc:subject>Ravenna</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>roberto abbado</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Reggio Emilia</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>benjamin britten</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>maggio musicale fiorentino</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>jonathan webb</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-03-12T00:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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        <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">"The rape of Lucretia" di Britten a Ravenna e a Reggio Emilia</media:title>
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  </item>


  <item rdf:about="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/copy_of_Cartellone-Verdi200-digitale-si-parte-il-15-marzo-con-la-diretta-dell-Otello">
    <title>Cartellone Verdi 200: si parte il 15 marzo con la diretta dell'Otello dal Comunale di Modena</title>
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             &lt;img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/copy_of_Cartellone-Verdi200-digitale-si-parte-il-15-marzo-con-la-diretta-dell-Otello/@@images/4248d645-0e1d-4cb5-a9b3-d8f027c0999b.jpeg" alt="Cartellone Verdi 200: si parte il 15 marzo con la diretta dell'Otello dal Comunale di Modena" title="Cartellone Verdi 200: si parte il 15 marzo con la diretta dell'Otello dal Comunale di Modena" height="85" width="128" /&gt;
         
       &lt;p&gt;
         Trasmissione gratuita in simulcast in 4 teatri della regione, in una decina di istituti italiani di cultura all'estero, in televisione e sul web
       &lt;/p&gt;
     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>Il Teatro Comunale di Bologna, l'Auditorium Corelli di Fusignano (RA), l'Auditorium Cavallerizza di Reggio Emilia e la Sala Consiliare di Villanova d'Arda (PC), aprono gratuitamente al pubblico il 15 marzo per trasmettere la diretta dal Teatro Comunale di Modena "Luciano Pavarotti" dell'opera Otello, con le musiche di Giuseppe Verdi.</strong></p>
<p>L'opera, trasmessa a partire dalle ore 19,00, sarà visibile in simulcast sui maxi schermi dei teatri sopracitati. <br />Sarà inoltre trasmessa anche in diversi luoghi del mondo con la collaborazione delle Ambasciate d’Italia e degli Istituti italiani di Cultura, che si collegheranno anche nei giorni successivi in un orario più consono al loro fuso. Tra questi: <strong>Lisbona, Los Angeles, Quito, La Paz, San Paolo, Caracas, Edimburgo, New Delhi, Shanghai, Abu Dhabi, Jerevan</strong> ed altri ancora che stanno aderendo all’iniziativa.</p>
<p><a href="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/verdi200/scheda-artistica-otello" class="internal">Consulta la scheda artistica di Otello</a></p>
<p>L'iniziativa costituisce il <strong>primo appuntamento, </strong>dopo l'anteprima del Macbeth di Robert Wilson avvenuta il 9 febbraio scorso, <strong>del  Cartellone Verdi 200 digitale</strong>,<strong> </strong>che proporrà nel corso dell'anno, con cadenza mensile, una diretta o una differita di opere verdiane in streaming e in simulcasting prodotte dai teatri di tradizione del territorio.</p>
<p>Il Cartellone nasce grazie ad un accordo tra i teatri regionali aderenti al <b>progetto TeatroNet</b>, coordinato da Lepida Spa che ha collegato 16 teatri alla rete regionale a banda larga. <br />Con questo progetto i teatri sperimentano l'utilizzo delle nuove tecnologie per ampliare e avvicinare un nuovo pubblico, con la possibilità di realizzare spettacoli in diretta o differita via internet. <br />Le dirette sono a cura dell’<strong>Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna</strong>, con il coordinamento del <strong>Teatro Comunale di Bologna</strong>, il supporto tecnico di <strong>Lepida Spa</strong> e la collaborazione dell'<strong>Accademia del Cinema di Bologna</strong>.</p>
<p>L'opera sarà visibile anche <strong>sui siti: </strong><a href="http://www.giuseppeverdi.it/" target="_blank"><strong>www.giuseppeverdi.it</strong></a><strong>, </strong><a href="http://www.magazzini-sonori.it/"><strong>www.magazzini-sonori.it</strong></a><strong> e </strong><a href="http://www.lepida.tv/"><strong>www.lepida.tv</strong></a> e sul <strong>canale regionale 118 del digitale terrestre LepidaTV</strong>.</p>
<h3>La diretta</h3>
<p>La trasmissione streaming comincerà alle 17,30 con la presentazione a cura di Angelo Foletto, docente del Conservatorio “G. Verdi” di Milano e critico musicale del quotidiano "La Repubblica", che incontra gli artisti dell’opera (registrazione dell’8 marzo) e il saluto del direttore artistico Aldo Sisillo.</p>
<h3>Tempi della diretta streaming</h3>
<p>dalle 17,30 alle 18,30 conferenza di Angelo Foletto sull’Otello di Verdi<br />alle 19,00 inizio trasmissione Otello<br />alle 22,45 fine trasmissione.<br />L’opera ha una durata di circa 3 h 30’ complessivi, compresi 3 intervalli di 20’ ciascuno.</p>
<p>Consulta il <a class="external-link" href="http://www.giuseppeverdi.it/page.asp?IDCategoria=3652&amp;IDSezione=24885">Cartellone Verdi 200 digitale (marzo-luglio 2013)</a> e scopri quanti spettacoli puoi vedere gratuitamente in teatro, su web o sul tuo televisore di casa!</p>
<p> </p>
<h3>Notizie correlate</h3>
<ul>
<li><a class="external-link" href="http://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/attualita/Verdi-200-online-il-sito-dedicato-a-Giuseppe-Verdi">"Verdi 200", online il sito dedicato a Giuseppe Verdi (dal portale E-R)<br /></a>Per celebrare il bicentenario dal 15 marzo parte anche il Cartellone Verdi 200 digitale con la diretta dell'Otello<br />(pubblicazione: 9 marzo 2013)</li>
<li><a href="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/al-comunale-di-modena-l2019otello-di-giuseppe-verdi-10-12-e-15-marzo" class="internal-link">Al Comunale di Modena "Otello" di Giuseppe Verdi (10, 12 e 15 marzo)<br /></a>Maurizio Barbacini dirige l’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna. Nell’ambito delle Celebrazioni del Bicentenario Verdiano<br />(pubblicazione: 1 marzo 2013)</li>
</ul>
<p> </p>
<h3>Approfondimenti</h3>
<ul>
<li><a href="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/homepage-1/verdi-200-lemilia-romagna-celebra-il-bicentenario-della-nascita-del-maestro" class="internal-link">Progetto Verdi 200</a></li>
<li><a class="external" href="http://salastampa.regione.emilia-romagna.it/comunicato.jsp?codComunicato=40092">Verdi 200: da oggi on line il nuovo sito. Il 15 marzo la diretta dell'Otello</a> (comunicato stampa del 09/03/2013)</li>
<li><a href="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/verdi200/teatronet-teatri-e-conoscenza-in-rete" class="internal-link">TeatroNet - Teatri e conoscenza in rete</a></li>
</ul>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>DiSalvo_L</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>sito</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>terremoto</dc:subject>
    
    
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    <dc:date>2013-03-09T15:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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        <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">Cartellone Verdi 200: si parte il 15 marzo con la diretta dell'Otello dal Comunale di Modena</media:title>
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  </item>


  <item rdf:about="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/presentato-il-programma-del-ravenna-festival">
    <title>Presentato il programma del "Ravenna Festival" (23 maggio-14 luglio)</title>
    <link>http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/presentato-il-programma-del-ravenna-festival</link>
    <description>
         
             &lt;img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/presentato-il-programma-del-ravenna-festival/@@images/c84c6275-9bd7-49a7-aad0-f78b92267085.jpeg" alt="Presentato il programma del &amp;quot;Ravenna Festival&amp;quot; (23 maggio-14 luglio)" title="Presentato il programma del &amp;quot;Ravenna Festival&amp;quot; (23 maggio-14 luglio)" height="85" width="128" /&gt;
         
       &lt;p&gt;
         Grandi incontri musicali e di danza, con uno sguardo sul "popolare", dalle trascrizioni verdiane al liscio romagnolo
       &lt;/p&gt;
     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>E’ stato presentato il programma del <b>Ravenna Festival 2013</b>, che conferma un’estensione tenporale lungo l’intero arco dell’anno.</p>
<p>Dopo l’<b>anteprima </b>con “Alchemy” dei <b>Momix</b>, il corpo centrale del Festival si colloca nei mesi di giugno e di luglio, mentre viene riproposta una <b>“trilogia verdiana”</b> a novembre, questa volta dedicata al rapporto del compositore con le tragedie shakespeariane.</p>
<p>Il tema di quest’anno ha risentito delle suggestioni nate dall’incontro con la “trilogia popolare” verdiana del 2012. E’ il concetto stesso di <b>“popolare”</b>, infatti, ad innervare buona parte della programmazione 2013, e questo ha spinto gli organizzatori ad indagare la diffusione ai di fuori dei teatri d’opera delle <b>musiche di Giuseppe Verdi </b>attraverso le trascrizioni per strumenti diversissimi (dal pianoforte, con le tante parafrasi, ai più “umili” fisarmonica o ocarina), ed anche per le bande.</p>
<p>Un’altra dimensione che verrà scandagliata  è quella della <b>musica da ballo romagnola</b>, ovvero il cosiddetto Liscio. A partire dalle figure di Carlo Brighi, detto <i>Zaclèn</i> e soprattutto di <b>Secondo Casadei</b>, che a questo genere ha conferito la dimensione di leggenda.</p>
<p>Con la presenza di musicisti dei nostri giorni verrà quindi reinterpretato in chiave attuale lo sterminato repertorio del “liscio” romagnolo, anche “contaminandolo” con altre tradizioni musicali quali quella delle brass band balcaniche, il jazz, la musica klezmer ecc.</p>
<p>Tutto ciò in un luogo che sarà dedicato alla musica popolare e al ballo, e quindi con un palco, una pista, una “cassa armonica” per le esibizioni bandistiche: la <b>Balera ai Giardini</b>.</p>
<p>Per quanto riguarda la centrale <b>sezione sinfonica</b> del festival, è più che mai insostituibile la presenza di <b>Riccardo Muti</b>, che dedicherà a Verdi due concerti, con l’<b>Orchestra Cherubini </b>a con l’Orchestra e il Coro del <b>Teatro dell’Opera di Roma</b> con il <b>Nabucco</b> di Verdi in forma di concerto.</p>
<p><dl style="width:218px;" class="image-left captioned">
<dt><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/sleepingbeauty.jpg/image" alt="Spleeping Beauty" title="Spleeping Beauty" height="146" width="218" /></dt>
 <dd class="image-caption" style="width:218px;">Sleeping Beauty</dd>
</dl>L’orchestra Cherubini sarà poi protagonista in altre quattro originali proposte, variamente connesse con il tema del festival, fra le quali la serata dedicata a Secondo Casadei, a cui verrà dedicato un grande concerto con  <b>trasposizioni “sinfoniche”</b> dei suoi evergreen</p>
<p>Non è stato trascurato l’<b>ambito cameristico</b>, per il quale si avranno le presenze straordinarie della pianista argentina <b>Martha Argerich</b>, con un programma dedicato al tango, e del violoncellista <b>Yo-Yo Ma</b>, accompagnato dalla pianista Kathryn Stott, nonché il il recital bachiano del pianista iraniano <b>Ramin Bahrami</b>.</p>
<p>Il tradizionale <b>“Concerto dell’Amicizia”</b> si terrà quest’anno a <b>Mirandola</b>, uno dei paesi più colpiti dal terremoto dell’Emilia, dove <b>Riccardo Muti</b> dirigerà la Cherubini un programma di arie verdiane, con l’apporto di musiisti e coristi dei paesi del territorio.</p>
<p>Confermati i concerti di <b>musica sacra e liturgica</b> nelle basiliche bizantine di Ravenna, incentrati anch’essi sul tema del rapporto tra musiche di tradizione popolare e musica colta.</p>
<p>Impossibile dimenticare che anche la <b>danza</b> rimane presente, con vari appuntamenti internazionali di grande livello, fra i quali la prima italiana di <b>Sleeping Beauty</b>, l’ultima creazione del coreografo e regista inglese <b>Matthew Bourne</b>.</p>
<p>Dopo l’esperienza dello scorso anno, viene riproposta infine una<b> “trilogia verdiana”</b> in autunno, che questa volta si concentra su capolavori tratti dalle opere di Shakespeare: <b>Macbeth</b>, <b>Otello</b> e <b>Falstaff</b>.</p>
<p> </p>
<p><b>Informazioni</b><br /><a class="external-link" href="http://www.ravennafestival.org">Ravenna Festival</a><br />Tel. 0544 249211- email <a class="mail-link" href="mailto:info@ravennafestival.com">info@ravennafestival.com</a></p>
<p><b>Link</b><br /><a class="external-link" href="http://www.orchestracherubini.it">Orchestra Giovanile "Luigi Cherubini"</a><br /><a class="external-link" href="http://www.riccardomutimusic.com">Riccardo Muti</a><br /><a class="external-link" href="http://www.new-adventures.net/">La Compagnia "New Adventures" di Matthew Bourne</a><br /><a class="external-link" href="http://www.casadeisonora.it">Secondo Casadei - Edizioni Musicali Sonora</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Merendi_S</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Ravenna</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>giuseppe verdi</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>ravenna festival</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>verdi 200</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Verdi</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>riccardo muti</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>matthew bourne</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-03-04T11:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
       <media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" type="image/jpeg" url="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/presentato-il-programma-del-ravenna-festival/image"/>
        <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">Presentato il programma del "Ravenna Festival" (23 maggio-14 luglio)</media:title>
        <media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/presentato-il-programma-del-ravenna-festival/image_thumb"/>
      
  </item>


  <item rdf:about="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/febbraio/lorlando-furioso-di-antonio-vivaldi-a-ferrara">
    <title>L'"Orlando furioso" di Antonio Vivaldi a Ferrara</title>
    <link>http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/febbraio/lorlando-furioso-di-antonio-vivaldi-a-ferrara</link>
    <description>
         
             &lt;img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/febbraio/lorlando-furioso-di-antonio-vivaldi-a-ferrara/@@images/fb1a0a66-6546-4380-8a49-96a185bf8f57.jpeg" alt="L'&amp;quot;Orlando furioso&amp;quot; di Antonio Vivaldi a Ferrara" title="L'&amp;quot;Orlando furioso&amp;quot; di Antonio Vivaldi a Ferrara" height="85" width="128" /&gt;
         
       &lt;p&gt;
         Al Comunale, il 6 marzo, l'opera in forma di concerto, presentata dal Coro dell'Accademia di Santo Spirito e dall'Orchestra barocca "Lorenzo Da Ponte"
       &lt;/p&gt;
     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Preziosa e raffinata esecuzione quella in programma al <b>Teatro Comunale di Ferrara</b> il <b>6 marzo</b> prossimo, alle ore 20,30. Va in scena infatti, in forma di concerto, l’<b>”Orlando furioso”</b> di <b>Antonio Vivaldi</b>, dramma per musica in tre atti eseguito dall'<b>Orchestra barocca "Lorenzo Da Ponte"</b> coi suoi strumenti originali, diretta da <b>Roberto Zarpellon</b>, e dal <b>Coro di Santo Spirito</b>, diretto da <b>Francesco Pinamonti</b>.</p>
<p>Il <b>Coro Accademia di Santo Spirito</b>, fondato nel 1986 a Ferrara, è formato da circa quaranta elementi. Fin dagli esordi, grazie alla collaborazione con vari ensemble strumentali ferraresi, ha riscosso unanime consenso di pubblico e critica, fino a diventare uno degli interpreti di rilievo della stagione del Ridotto del Teatro Comunale della città, e a farsi conoscere oltre i confini locali in Emilia-Romagna, Veneto e Puglia.</p>
<p>Il suo repertorio spazia dal XVI secolo al tardo romanticismo, ma nella sua ventennale attività ha sempre privilegiato la musica barocca. Dopo aver eseguito la quasi totalità della produzione corale sacra di Antonio Vivaldi, il coro ha rivolto la propria attenzione ad uno degli autori più significativi e complessi del proprio percorso musicale: Johann Sebastian Bach, senza trascurare il confronto con Haendel e con Mozart.</p>
<p>Fra le sue numerose collaborazioni di prestigio, si è particolarmente consolidata quella con l’<b>Orchestra da camera “Lorenzo Da Ponte”</b> diretta da <b>Roberto Zarpellon</b>, con la quale viene appunto prodotto questo <b>“Orlando Furioso”</b>.</p>
<p>L’opera, datata 1727, è l’esito di un rapporto piuttosto lungo e complesso di Vivaldi col personaggio ariostesco, avviatosi già nel 1713 con la messa in scena di una composizione di Giovanni Alberto Ristori. Il libretto era di Grazio Braccioli, e Vivaldi lo riutilizzò per questo suo “Orlando”, apponendovi però svariati rimaneggiamenti, forse di sua propria mano.</p>
<p><dl style="width:220px;" class="image-left captioned">
<dt><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/febbraio/comunalefe.jpg/image" alt="Teatro Comunale di Ferrara" title="Teatro Comunale di Ferrara" height="172" width="220" /></dt>
 <dd class="image-caption" style="width:220px;">Teatro Comunale di Ferrara</dd>
</dl>La costruzione musicale risente in modo diretto della compagnia di canto che in quel momento Vivaldi potè avere a disposizione, formata da sette cantanti, con una distribuzione dei ruoli che risulta complicata (soprattutto all’osservatore moderno) dalla non congruenza fra il numero dei personaggi maschili (quattro) e femminili (tre), e le voci richieste, che sono femminili per ben sei dei sette ruoli (Orlando compreso, oggi interpretato da Luciana Mancini). All’epoca, alla loro copertura si provvide anche con l’apporto di due contraltisti castrati.</p>
<p>L’<b>Orchestra da camera "Lorenzo Da Ponte"</b> raggruppa alcuni dei migliori musicisti dell’area mitteleuropea, provenienti dal Concentus Musicus Wien, dai Wiener Philharmoniker, Berliner Philharmoniker, dal Teatro dell’Opera di Zurigo, dalla Filarmonica della Scala, dall’Orchestra Mozart, dalla Chamber Orchestra of Europe, dall’Orchestra Sinfonica di Budapest e da altre tra le migliori formazioni europee.</p>
<p>Il gruppo, che ha sede ad Asolo, è specializzato nel repertorio barocco e classico, ed esegue normalmente concerti con strumenti originali.</p>
<p> </p>
<p><b>Informazioni</b><br /><a class="external-link" href="http://www.teatrocomunaleferrara.it">Ferrara - Teatro Comunale</a><br />Tel. 0532 218311 - email <a class="mail-link" href="mailto:teatro@comune.fe.it">teatro@comune.fe.it</a></p>
<p><b>Link</b><br /><a class="external-link" href="http://www.corosantospirito.it">Coro Santo Spirito</a><br /><a class="external-link" href="http://www.realecortearmonica.it/orchestra_contenuto">Orchestra Lorenzo Da Ponte</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Merendi_S</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>vivaldi</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>santo spirito</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>orlando furioso</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>orchestra lorenzo da ponte</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Ferrara</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-02-26T00:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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        <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">L'"Orlando furioso" di Antonio Vivaldi a Ferrara</media:title>
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  </item>


  <item rdf:about="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/nabucco-al-regio-di-parma-nella-stagione-del-bicentenario-4-6-8-10-13-marzo">
    <title>Nabucco al Regio di Parma nella Stagione del Bicentenario (4, 6, 8, 10, 13 marzo)</title>
    <link>http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/nabucco-al-regio-di-parma-nella-stagione-del-bicentenario-4-6-8-10-13-marzo</link>
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             &lt;img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/nabucco-al-regio-di-parma-nella-stagione-del-bicentenario-4-6-8-10-13-marzo/@@images/068c8643-72c3-4f47-a9de-01b59c82413c.jpeg" alt="Nabucco al Regio di Parma nella Stagione del Bicentenario (4, 6, 8, 10, 13 marzo)" title="Nabucco al Regio di Parma nella Stagione del Bicentenario (4, 6, 8, 10, 13 marzo)" height="85" width="128" /&gt;
         
       &lt;p&gt;
         Il capolavoro verdiano con la direzione di Palumbo e con la regia di Abbado
       &lt;/p&gt;
     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>La stagione lirica 2013 del Regio di Parma è dedicata a Giuseppe Verdi nel bicentenario della nascita.</strong> <br />Dopo Un Ballo in Maschera (12-27 gennaio), che ha dato il via alle celebrazioni verdiane in tutta Italia e alla stagione lirica di Parma, <strong>il Regio omaggia il grande maestro con la messa in scena del Nabucco</strong>.</p>
<p><strong>L’opera</strong> che ha segnato la prima e folgorante affermazione di Giuseppe Verdi, <strong>debutta lunedì 4 marzo alle 20,00 nella produzione del Teatro Regio di Parma con la regia di Daniele Abbado, ripresa da Boris Stetka, le scene e i costumi di Luigi Perego e le luci di Valerio Alfieri. <br /></strong>Sul palcoscenico un cast di prestigio, con Roberto Frontali (Nabucco), Sergio Escobar (Ismaele), Michele Pertusi (Zaccaria), Anna Pirozzi (Abigaille), Anna Malavasi (Fenena) e con loro Gabriele Sagona (Il Gran Sacerdote di Belo), Luca Casalin (Abdallo), Elena Borin (Anna).<br />Sul podio della Filarmonica e del Coro del Teatro Regio di Parma, maestro del coro Martino Faggiani, il braccio esperto di Renato Palumbo.<br />Francesco Ivan Ciampa dirige la recita del 13 marzo, nella quale il ruolo di Zaccaria è interpretato da Mattia Denti.</p>
<p>Terza opera del catalogo verdiano, Nabucco è senza dubbio uno dei titoli più popolari e tra i più densi di implicazioni. <strong>Andata in scena per la prima volta il 9 marzo 1842 al Teatro alla Scala di Milano</strong>, dopo soli dodici giorni di prove, l’opera ammaliò il pubblico milanese, il cui entusiasmo crebbe ad ogni replica, tanto che il titolo fu ripreso ben settantacinque volte prima della fine dell’anno. <img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/febbraio/0457NabuccofotodiRobertoRicci.jpg/@@images/999bafc3-aacc-404f-8021-c9e65eab0d6c.jpeg" alt="coro Nabucco - foto di Roberto Ricci" class="image-left" title="coro Nabucco - foto di Roberto Ricci" />Composta su libretto di Temistocle Solera, <strong>l’opera vede stagliarsi in primo piano sullo sfondo dei conflitti individuali, un dramma dal taglio corale</strong>. Ed è proprio <strong>il coro degli ebrei</strong>, sconfitti e prigionieri dei Babilonesi, a farsi personaggio: a lui, non a caso, il maestro assegna <strong>il momento più amato e celebre dell’intera opera, il “Va’, pensiero”, un canto che è insieme sospesa contemplazione della terra amata e sconfortata constatazione del proprio amaro destino.<br /></strong>L’opera è stata spesso letta come la più risorgimentale di Verdi, poiché gli spettatori italiani dell'epoca potevano riconoscere la loro condizione politica in quella degli ebrei soggetti al dominio babilonese. Questo tipo di lettura è tuttavia incentrata soprattutto sul famosissimo coro <i>Va', pensiero, sull'ali dorate</i>, intonato appunto dal popolo ebreo. Il resto del dramma è invece incentrato sulle figure drammatiche del re di Babilonia Nabucodonosor II e della sua presunta figlia Abigaille.<br />In origine, il nome dato da Giuseppe Verdi alla sua opera era Nabucodonosor ma, data la lunghezza dello stesso sulla locandina, venne diviso in due righe e cioè “Nabucco” e, a capo, “Donosor” ma la gente faceva caso solo alla prima riga. Da qui la diffusione del nome dell'opera fino ad oggi nota come del "Nabucco".</p>
<p><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/copy_of_logomagazzinisonori.jpg/@@images/95db930a-64b3-485d-979e-0e812a584a5b.jpeg" alt="logoMagazziniSonori" class="image-left" title="logoMagazziniSonori" /></p>
<p> </p>
<p><a class="external-link" href="http://www.magazzini-sonori.it/esplora/giuseppeverdi/pensiero_sull_dorate_nabucodonosor.aspx">Ascolta su magazzini sonori <em>Va' pensiero, sull'ali dorate</em></a> eseguito dal Coro del Teatro Regio di Parma, diretto da Marco Faelli (Va' Pensiero Day, 2001)</p>
<p> </p>
<p>Si rinnova <strong>al Ridotto del Teatro Regio di Parma</strong> l’appuntamento con <strong>Prima che si alzi il sipario</strong>, ciclo di incontri di presentazione delle opere in cartellone, che vede protagonista Nabucco <strong>sabato 2 marzo, alle 17,00</strong>. Spetta ad <strong>Emilio Sala</strong>, direttore scientifico dell’Istituto nazionale di studi verdiani, introdurre l’ascolto dell’opera con l’<strong>esecuzione dal vivo dei brani più celebri interpretati dal soprano Barbara Aldegheri, il mezzosoprano Akiko Endo e dal baritono Son Dong Chul</strong>, allievi del Conservatorio di Musica “A. Boito” di Parma, accompagnati al pianoforte da Claudia Rondelli e coordinati da Donatella Saccardi (ingresso libero).<br />Proseguendo nella volontà di favorire l’incontro con la musica e di stimolare la passione al belcanto, il Teatro rinnova a tutti gli appassionati l’<strong>invito ad assistere alle prove del Coro</strong>, per scoprire come il complesso artistico affronta la preparazione di un’opera prossima al debutto. L’appuntamento a ingresso libero è per <strong>il 23 febbraio alle ore 18,45 presso la sede dell’Associazione musicale “Parma Lirica”</strong> (Via Gorizia, 2 - telefono 0521 231184 - 206144).<br />Nel corso della prova, l’appassionata direzione del maestro del coro Martino Faggiani ripercorre l’opera, svelandone gli aspetti salienti, con l’accompagnamento al pianoforte di Claudio Cirelli.<br />In occasione della Stagione Lirica 2013 il Teatro Regio di Parma ha inoltre avviato un <strong>progetto di promozione culturale</strong> con l’intento di coinvolgere il pubblico delle scuole, delle associazioni musicali, culturali, sociali e ricreative, per incentivare una partecipazione sempre più consapevole a un momento, quello della prova generale dell’opera, che è prima di tutto occasione di crescita culturale e di stimolare così la ricerca e l’approfondimento. Ad esso è dedicata la <strong>prova aperta di Nabucco</strong>, che si tiene <strong>venerdì 1 marzo alle ore 15,30</strong>.</p>
<p><strong>Dopo il debutto del 4 marzo, l’opera sarà in scena mercoledì 6 e venerdì 8 marzo alle 20,00, domenica 10 marzo alle ore 15,30 e mercoledì 13 marzo alle 20,00</strong>.</p>
<p><b>Nabucco<br /></b>Dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera dal dramma Nabuchodonosor <br />di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu e dal ballo Nabuccodonosor di Antonio Cortesi</p>
<p><strong>Musica Giuseppe Verdi</strong></p>
<p><strong>Personaggi e interpreti<br /></strong><em>Nabucco</em>: Roberto Frontali<br /><em>Ismaele</em>: Sergio Escobar<br /><em>Zaccaria</em>: Michele Pertusi (Mattia Denti,13 marzo)<br /><em>Abigaille</em>: Anna Pirozzi<br /><em>Fenena</em>: Anna Malavasi<br /><em>Il Gran Sacerdote Di Belo</em>: Gabriele Sagona<br /><em>Abdallo</em>: Luca Casalin<br /><em>Anna</em>: Elena Borin<br /><em>Soldati babilonesi, soldati ebrei, Leviti, vergini ebree, donne babilonesi, Magi, grandi del regno di Babilonia, popolo</em></p>
<p><strong>Maestro concertatore e direttore<br /></strong>Renato Palumbo (Francesco Ivan Ciampa, 13 marzo)</p>
<p><strong>Regia<br /></strong>Daniele Abbado<br />ripresa da Boris Stetka</p>
<p><strong>Scene e costumi</strong>: Luigi Perego<br /><strong>Luci</strong>: Valerio Alfieri</p>
<p><strong>Maestro del coro<br /></strong>Martino Faggiani</p>
<p><strong>Filarmonica del Teatro Regio Di Parma<br />Coro del Teatro Regio Di Parma<br />Allestimento del Teatro Regio di Parma</strong></p>
<h3>Informazioni</h3>
<p><strong>Biglietteria del Teatro Regio<br /></strong>Via Garibaldi, 16/A – Parma<br />telefono 0521 039399 - email <a href="mailto:biglietteria@teatroregioparma.org">biglietteria@teatroregioparma.org</a> - web <a href="http://www.teatroregioparma.org/" target="_blank">www.teatroregioparma.org</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>DiSalvo_L</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>celebrazioni</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Parma</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Teatro Regio</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>bicentenario</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>nabucco</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Verdi</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-02-21T08:00:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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  <item rdf:about="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/der-fliegende-hollander-di-wagner-al-comunale-di-bologna">
    <title>"Der Fliegende Holländer" di Wagner al Comunale di Bologna</title>
    <link>http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/der-fliegende-hollander-di-wagner-al-comunale-di-bologna</link>
    <description>
         
             &lt;img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/der-fliegende-hollander-di-wagner-al-comunale-di-bologna/@@images/9859ef4d-5a3d-4325-84f4-eeeb855f0fae.jpeg" alt="&amp;quot;Der Fliegende Holländer&amp;quot; di Wagner al Comunale di Bologna" title="&amp;quot;Der Fliegende Holländer&amp;quot; di Wagner al Comunale di Bologna" height="85" width="128" /&gt;
         
       &lt;p&gt;
         Dal 13 al 21 marzo, con regia, scene e costumi di Yannis Kokkos e la direzione del tedesco Stefan Anton Reck
       &lt;/p&gt;
     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si ripresenta al <b>Teatro Comunale di Bologna</b>, <b>dal 13 al 21 marzo</b>, uno dei suoi titoli storici di maggiore prestigio. E’ infatti nell’antico teatro bolognese che venne eseguita in Italia per la prima volta, nel lontanissimo 1877, questa opera romantica in tre atti di Richard Wagner, <b>“Der Fliegende Holländer”</b> di <b>Richard Wagner</b>, oggi riproposta in un allestimento anch’esso bolognese, con regia, scene e costumi di <b>Yannis Kokkos</b>, ammirato da anni nei più importanti teatri italiani.</p>
<p>Secondo titolo della sua stagione d’opera, <b>Der Fliegende Holländer </b>è l’omaggio che il teatro lirico bolognese rende al grande compositore tedesco, cittadino onorario di Bologna, di cui quest’anno si festeggia, in perfetto sincronismo con quello di Giuseppe Verdi, il 200° anniversario della nascita.</p>
<p>Realizzato su un libretto dello stesso compositore, questo capolavoro, scritto a Parigi fra 1840 e il 1841, è considerato <b>la prima opera di Wagner</b>, ma si distingue, per alcune particolarità, da tutte quelle che seguirono. Vi si trovano arie chiuse, duetti, terzetti, cori e controcori, che vennero del tutto eliminati dalle opere successive, e vi sono anche i temi legati ai singoli personaggi, in questo caso avvicinabili ai Leit-motiv dei lavori successivi.</p>
<p><dl style="width:188px;" class="image-left captioned">
<dt><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/febbraio/yanniskokkos.jpg/image" alt="Yannis Kokkos" title="Yannis Kokkos" height="199" width="188" /></dt>
 <dd class="image-caption" style="width:188px;">Yannis Kokkos</dd>
</dl>Il dramma tratta fondamentalmente del tema dell’amore senza riserve né confini, che costituisce lo strumento col quale si può raggiungere la purificazione e la salvezza.</p>
<p>La storia, ispirata ad antichissime leggende nordeuropee, si collega a un episodio tratto dalle "Memorie del signor di Schnabelewopski" di Heinrich Heine, e narra di un capitano, condannato a navigare sino al giorno del giudizio universale, che può salvarsi dalla sua maledizione solo trovando una moglie che gli rimanga fedele per l'eternità.</p>
<p>Sul podio, torna a dirigere <b>Orchestra e Coro del Teatro Comunale</b> il direttore tedesco <b>Stefan Anton Reck, </b>già assistente di Claudio Abbado e grande conoscitore della musica di Wagner.</p>
<p><b>Yannis Kokkos</b>, scenografo e regista greco naturalizzato francese, dopo avere esordito come costumista nel 1967, ha curato le scene e i costumi dei principali spettacoli di Antoine Vitez, collaborando in seguito con Jacques Lassalle e conquistando grande successo nella regia teatrale e lirica.</p>
<p>L’impianto scenografico è basato su un grande fondale inclinato di plexiglass, che funge di volta in volta da specchio o da schermo per proiezioni, suggerendo quella che si delinea come l’idea portante della lettura registica, particolarmente intimista e psicologica: tutta la vicenda sembra svolgersi nella mente convulsa del personaggio di Senta, e l’”Olandese” altro non sarebbe che una proiezione delle sue fantasie giovanili. Senta infatti non vede e non si relaziona con altri che con questa sua visione, questo suo fantasma, l’Olandese.</p>
<p>Nel cast: <b>Mark S. Doss </b>e <b>Thomas Hall </b>si alternano nel ruolo di <i>Der Holländer, </i><b>Mika Kares </b>e <b>Duccio Dal Monte </b>danno voce e corpo a <i>Daland, </i><b>Anna Gabler </b>ed <b>Elena Popovskaya </b>si alternano nel ruolo di <i>Senta,</i><b> Marcel Reijans </b>e <b>Charles Workman</b><b> </b>si alternano nel ruolo di <i>Erik, </i><b>Gabriele Mangione </b>è il <i>Timoniere di Daland </i>mentre <b>Monica Minarelli </b>interpreta <i>Mary.</i></p>
<p>La regia dell’opera è oggi ripresa da Stephan Grögler.</p>
<p> </p>
<p><b>Informazioni</b><br /><a class="external-link" href="http://www.tcbo.it">Bologna - Teatro Comunale</a><br />Tel. 051 529019 - email <a class="mail-link" href="mailto:teatro@comunalebologna.it">teatro@comunalebologna.it</a><br /><br /></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Merendi_S</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Bologna</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>yannis kokkos</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-02-03T00:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
       <media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" type="image/jpeg" url="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/der-fliegende-hollander-di-wagner-al-comunale-di-bologna/image"/>
        <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">"Der Fliegende Holländer" di Wagner al Comunale di Bologna</media:title>
        <media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/marzo/der-fliegende-hollander-di-wagner-al-comunale-di-bologna/image_thumb"/>
      
  </item>


  <item rdf:about="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/gennaio/il-barbiere-di-siviglia-al-comunale-di-ferrara-e-di-modena">
    <title>Il Barbiere di Siviglia al Comunale di Ferrara e di Modena</title>
    <link>http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/gennaio/il-barbiere-di-siviglia-al-comunale-di-ferrara-e-di-modena</link>
    <description>
         
             &lt;img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/gennaio/il-barbiere-di-siviglia-al-comunale-di-ferrara-e-di-modena/@@images/74f5a0ca-1db8-4a2a-b113-2bb5b4395e8b.jpeg" alt="Il Barbiere di Siviglia al Comunale di Ferrara e di Modena" title="Il Barbiere di Siviglia al Comunale di Ferrara e di Modena" height="85" width="128" /&gt;
         
       &lt;p&gt;
         L’opera buffa di Rossini, dopo avere aperto la stagione d’opera 2013 di Reggio Emilia, fa tappa a Ferrara (8 e 10 febbraio) e a Modena (15 e 17 febbraio)
       &lt;/p&gt;
     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>Il barbiere di Siviglia, che ha</strong> <strong>aperto la stagione d’opera 2013 della Fondazione I Teatri Reggio Emilia</strong> (18 gennaio e 20 gennaio, Teatro Valli) <strong>è la più celebre delle opere buffe di Rossini</strong>, un classico dei classici, <strong>coprodotto da Teatri di Reggio, Teatro Comunale di Modena in collaborazione con Accademia del Teatro alla Scala, che porta la firma del regista Damiano Michieletto</strong>, nel 2008 vincitore del Premio Abbiati, <strong>con Orchestra e Coro dell'Accademia del Teatro alla Scala, diretti da Francesco Angelico.</strong></p>
<p><b>Il Barbiere di Siviglia (1816)<br /></b>Nell’opera, Rossini mette in scena gli ‘assalti’ amorosi escogitati dal Conte di Almaviva e dal suo aiutante tuttofare, il barbiere Figaro, per espugnare la casa del vecchio don Bartolo e sposare la giovane Rosina. <img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/gennaio/2013A.Anceschi0205.jpg/@@images/5025e95a-4aa0-4f72-9592-1930a2491eee.jpeg" alt="barbiere di siviglia - foto di anceschi" class="image-left" title="barbiere di siviglia - foto di anceschi" />Scevro delle mordaci allusioni alla lotta di classe presenti nelle <em>Nozze di Figaro</em>, <strong>Il Barbiere di Siviglia, trent’anni dopo il testo mozartiano, si concentra sulla comicità dello scontro fra l’irrefrenabile vitalità dei giovani innamorati e le ridicole velleità dei vecchi tutori</strong>. <br />Quello che Rossini traduce in musica, combinando il raffinato sinfonismo tedesco alla irresistibile cantabilità di tradizione italiana, sono un gustoso e spensierato umorismo e un infallibile senso dell’azione drammatica. Ma l’opera è anche uno scrigno di spassose prove vocali, dal vanitoso <em>Largo al Factotum</em> di Figaro, il “barbiere della città”, al capriccio amoroso di Rosina in <em>Una voce poco fa</em>.</p>
<p><em>Le Barbier de Séville</em> e <em>Le Mariage de Figaro</em> sono due episodi successivi della trilogia che il drammaturgo francese Beaumarchais scrisse nella seconda metà del Settecento. Ritmo, gaiezza, piglio e un linguaggio spontaneo e autentico caratterizzano questi testi che divennero non solo notissimi al pubblico ma anche un punto di riferimento per il teatro francese dell’Ottocento, dalla commedia al vaudeville.</p>
<p>Questa produzione del Barbiere di Siviglia (2013) appartiene al <strong>progetto dedicato ai giovani</strong>, affermati allievi delle migliori scuole musicali italiane, e vede in scena <strong>interpreti formatisi all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano</strong>. <br />I cantanti: Enrico Iviglia (Il conte d’Almaviva), Filippo Polinelli (Don Bartolo), Natalia Gavrilan (Rosina), Christian Senn (Figaro), Simom Lim (don Basilio), Na Hyun Yeo (Berta), Davide Pelissero (Fiorello/ Un ufficiale).</p>
<p>Cardine dell’intera idea registica è la sinfonia, leit-motiv di un viaggio in treno evocato dai personaggi che si muovono sulle sedie a ritmo di rotaia durante la musica chiacchierando e leggendo. Sul primo fortissimo, i bagagli cominciano a cadere in terra, sul secondo il contenuto vola per aria, finché anche i passeggeri vengono trascinati via dal vento aggrappati a ombrelli colorati, e si ritrovano catapultati nella dimensione della storia di Figaro, Rosina, Almaviva, Don Bartolo e Don Basilio, truccati come animali dai tratti antropomorfi legati ai loro caratteri salienti - Figaro una volpe, Bartolo un bulldog, Don Basilio un serpente.<br />Alla fine, con tanto di annuncio da stazione, sulla musica del finalino secondo i personaggi si riaccomoderanno sulle sedie, pronti a riprendere il loro viaggio nella dimensione “normale”. </p>
<p><b>L’opera nelle parole del regista<br /></b><i>Questa regia  è un gioco di fantasia e di evocazione. <img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/gennaio/2013A.Anceschi0553.jpg/@@images/9c912a3f-f388-4bad-93ba-fcf6f29dff98.jpeg" alt="barbiere di siviglia - ombrelli - foto di anceschi" class="image-right" title="barbiere di siviglia - ombrelli - foto di anceschi" />Gli spazi della storia sono sempre evocati, mai rappresentati. La possibilità di evocare la presenza di qualcosa sul palcoscenico è uno degli aspetti affascinanti del teatro. Perciò ho cercato di usare degli oggetti normali e semplici e di farli diventare l’ingrediente unico della scenografia. Il risultato è che mi sono trovato con un palcoscenico in cui una ventina di sedie rosse, una scala blu, degli ombrelli e alcuni enormi palloni erano tutto quello che bastava. I personaggi sono come esplosi nelle loro caratteristiche fisiche e caricaturali. Ecco perciò dei costumi fantastici, di pura immaginazione, con marcati riferimenti a tratti animaleschi, quasi da Commedia dell’Arte.<br /></i><strong>Damiano Michieletto</strong></p>
<p><strong>L’opera è rappresentata al Comunale di Ferrara l’8 e il 10 febbraio</strong> e presentata al pubblico in un <strong>incontro, a cura di Dario Favretti, il 6 febbraio</strong> presso il Ridotto del Teatro. Il pubblico può inoltre prenotare, con ingresso a pagamento, un <strong>percorso guidato all’allestimento scenico, a cura di Lorenzo Cutuli, il 9 febbraio dalle 10,15 alle 11,30</strong>.</p>
<p><strong>Il 15 e il 17 febbraio, l'opera va in scena al Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena</strong>. <strong>La guida all’opera, con proiezioni video, è a cura di Saverio La Macchia</strong>, docente dell’Università degli Studi di Udine e autore del libro <em>Il vero Figaro o sia il falso factotum</em> <strong>ed è in programma il 9 febbraio, alle 17,00 presso il Ridotto del Teatro.</strong></p>
<h3>Informazioni</h3>
<p><strong>Teatro Comunale<br /></strong>Corso Martiri della Libertà, 5 - Ferrara<br />telefono 0532 218311 - email <a href="mailto:teatro@comune.fe.it">teatro@comune.fe.it</a> - web <a href="http://www.teatrocomunaleferrara.it">www.teatrocomunaleferrara.it</a></p>
<p><strong>Teatro Comunale "Luciano Pavarotti"<br /></strong>Via del Teatro, 8 - Modena<br />telefono 059 2033021 - email <a href="mailto:info@teatrocomunalemodena.it">info@teatrocomunalemodena.it</a> - web <a href="http://www.teatrocomunalemodena.it">www.teatrocomunalemodena.it</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>DiSalvo_L</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Comunale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>barbiere di siviglia</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Modena</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Reggio Emilia</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>figaro</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Ferrara</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-01-29T08:00:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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        <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">Il Barbiere di Siviglia al Comunale di Ferrara e di Modena</media:title>
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  <item rdf:about="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/gennaio/allalighieri-di-ravenna-litaliana-in-algeri-di-rossini">
    <title>All'Alighieri di Ravenna "L'italiana in Algeri" di Rossini</title>
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             &lt;img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/gennaio/allalighieri-di-ravenna-litaliana-in-algeri-di-rossini/@@images/47094ab9-9606-4315-a962-432fc1a4f843.jpeg" alt="All'Alighieri di Ravenna &amp;quot;L'italiana in Algeri&amp;quot; di Rossini" title="All'Alighieri di Ravenna &amp;quot;L'italiana in Algeri&amp;quot; di Rossini" height="85" width="128" /&gt;
         
       &lt;p&gt;
         Il 2 e il 3 febbraio il capolavoro rossiniano viene presentato nello storico allestimento con  regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi
       &lt;/p&gt;
     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Va in scena al <b>Teatro Alighieri di Ravenna</b>, <b>il 2 e il 3 febbraio</b>, <b>“L’italiana in Algeri”</b>, dramma giocoso in due atti di <b>Gioachino Rossini</b>, presentato nell’allestimento del Circuito Lirico Lombardo, con la coproduzione del Teatro Coccia di Novara e dell’Alighieri stesso. In questa occasione, è stata ripresa, a cura di Paolo Panizza, la storica regia che <b>Pier Luigi Pizzi</b> realizzò per l’Opéra di Montecarlo all’inizio degli anni Novanta</p>
<p>Alla guida dell’<b>Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano</b> sarà il giovane <b>Francesco Pasqualetti</b>, che ha studiato presso l'Accademia Chigiana perfezionandosi poi alla Royal Academy of Music di Londra. Dopo essere stato assistente di direttori quali Gianluigi Gelmetti, Gianandrea Noseda, Sir Colin Davis e Trevor Pinnock al Teatro dell’Opera di Roma, presso la Sydney Symphony Orchestra, presso l’Opéra di Monte Carlo, per lo Stresa Festival e per la Royal Academy Opera a Londra, è stato recentemente chiamato a dirigere la BBC Philharmonic di Manchester e si è distinto lo scorso anno in una Traviata “pocket”, realizzata da As.Li.Co.</p>
<p>Definita da Stendhal, grande appassionato di opere rossiniane, una <b>“folie organisée et complète”</b>, <b>“L’italiana in Algeri”</b> è considerata uno dei maggiori capolavori di Rossini, che la realizzò su un preesistente libretto di Angelo Anelli. Di straordinario <b>equilibrio</b> la sapiente mescolanza che Rossini riuscì ad immettervi fra la <b>dimensione buffa</b> e quella <b>dolcemente languida</b> che insieme caratterizzano l’intera composizione.</p>
<p><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/gennaio/italianaalgeri2.jpg" alt="" class="image-left" title="" />Scritta in pochissimi giorni,<b> “L’italiana in Algeri”</b>, ispirata ad un episodio di cronaca che aveva riguardato una signora milanese, rapita e condotta in un harem,  narra la vicenda di Mustafà, “bey” di Algeri (così si chiamava il capo della città), che, stanco della moglie Elvira, la dà in sposa allo schiavo italiano Lindoro, che, dovendo così tornare in Italia, potrà procurare al bey una moglie italiana. Viene trovata Isabella, che in realtà era alla ricerca proprio di Lindoro, suo fidanzato. Donna di incredibile astuzia, Isabella riesce ad ottenere Lindoro come proprio schiavo, e ad accingersi alla fuga. Lindoro, insieme a Taddeo, spasimente di Isabella, tende a Mustafà un tranello: gli viene fatto credere che Isabella lo voglia nominare suo Pappataci, titolo che designava gli amanti più instancabili. Si organizza così una cerimonia, con la presenza degli schiavi italiani, alla quale Mustafà deve presenziare, gli dicono, solo mangiando, bevendo e tacendo, mentre gli amanti e gli schiavi italiani si imbarcano su un vascello. Non gli resterà che tornare con la moglie Elvira, ormai non più disponibile ad un ruolo di sottomessa.</p>
<p>Nei ruoli vocali principali vedremo <b>Carmen Topciu</b> (Isabella), <b>Enea Scala</b> (Lindoro) e <b>Bruno Taddia</b> (Taddeo). Accanto a loro <b>Abramo Rosalen</b>, <b>Sonia Ciani</b>, <b>Alessia Nadin</b>, <b>Davide Luciano</b>.</p>
<p> </p>
<p><b>Info</b><br />Teatro Alighieri - Ravenna<br />Tel. 0544 249244<br />Email <a class="mail-link" href="mailto:info@teatroalighieri.org">info@teatroalighieri.org</a></p>
<p><b>Link</b><br /><a class="external-link" href="http://www.teatroalighieri.org">Teatro Alighieri - Ravenna</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Merendi_S</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>rossini</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>pomeriggi musicali</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Ravenna</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-01-22T00:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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        <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">All'Alighieri di Ravenna "L'italiana in Algeri" di Rossini</media:title>
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  </item>


  <item rdf:about="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/gennaio/un-ballo-in-maschera-inaugura-la-stagione-lirica-2013-del-regio-di-parma">
    <title>Un ballo in maschera inaugura la stagione lirica 2013 del Regio di Parma</title>
    <link>http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/gennaio/un-ballo-in-maschera-inaugura-la-stagione-lirica-2013-del-regio-di-parma</link>
    <description>
         
             &lt;img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/gennaio/un-ballo-in-maschera-inaugura-la-stagione-lirica-2013-del-regio-di-parma/@@images/bc9ccc93-e463-4916-ab23-f773b46639b0.jpeg" alt="Un ballo in maschera inaugura la stagione lirica 2013 del Regio di Parma" title="Un ballo in maschera inaugura la stagione lirica 2013 del Regio di Parma" height="85" width="128" /&gt;
         
       &lt;p&gt;
         Il capolavoro verdiano apre ufficialmente le celebrazioni del bicentenario della nascita di Verdi (12, 15, 18, 23, 27 gennaio)
       &lt;/p&gt;
     </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><b>L'inizio ufficiale delle celebrazioni del bicentenario della nascita del grande compositore parmense, nato nel 1813, cade il 12 gennaio nella sua città natale con “Un ballo in maschera” in programma al Regio il 12, 15, 18, 23 e 27 gennaio.</b></p>
<p>La direzione della <b>Filarmonica del Teatro Regio di Parma</b>, al suo debutto, è affidata a <b>Massimo Zanetti</b>, mentre<b> Martino Faggiani</b> è il maestro che dirige il <b>Coro del Teatro Regio di Parma</b>.</p>
<p>Lo spettacolo, creato dal <b>regista Massimo Gasparon</b>, con le luci di Andrea Borelli e le coreografie di Roberto Maria Pizzuto, è ispirato alle affascinanti scene e agli splendidi costumi della <b>storica produzione di Pier Luigi Samaritani, presentata a Parma nel 1989</b> e assurta a modello della più alta tradizione teatrale italiana.</p>
<p>Inizialmente l'opera doveva essere rappresentata al Teatro San Carlo di Napoli e si doveva intitolare <i>Una vendetta in domino</i>, su libretto di Antonio Somma, da “Gustave III ou Le bal masqué” di Eugène Scribe, ma il soggetto non fu accettato dalla censura borbonica. La storia di un marito che uccide il presunto rivale, niente meno che il re di Svezia, fu considerata troppo oltraggiosa, soprattutto in pieno clima risorgimentale. Di conseguenza <b>Verdi introdusse alcune modifiche, spostando in particolare l'azione dall’Europa all’America e facendo del sovrano protagonista il governatore di una colonia inglese</b>. Con queste e altre significative modifiche, <b>l’opera debuttò nel febbraio 1859 al Teatro Apollo di Roma</b> segnando un brillante successo nella carriera di Verdi.</p>
<p><b>Lo spettacolo nelle parole del regista Massimo Gasparon</b><br /><i>Potremmo definire questa ripresa con alcuni nuovi elementi scenografici e drammaturgici, un’occasione importante per ritrovare la modernità attraverso lo stile e la tradizione, dove il nuovo deve nascere dal nucleo classico della tradizione melodrammatica. Una possibile via è quella della ricerca profonda di una sensibilità più attuale. Sondare i meccanismi del nostro emozionarsi e trasmetterli ai cantanti. In bilico tra tradizione e creazione, senza mai escludere alcun possibile cambiamento. E la compagnia di canto, straordinaria e vivace, dà un apporto preziosissimo. Il maestro Zanetti, partecipando con entusiasmo alle prove di regia, ha permesso la ricerca di una sintesi tra intuizioni musicali ed esigenze drammaturgiche, secondo la migliore tradizione operistica italiana. Sono onorato di avere ridato vita e ripreso ora questo allestimento, in quanto ho potuto studiare da vicino i bozzetti e le scene realizzate, ho scoperto dettagli preziosi e nascosti: una straordinaria occasione in termini professionali ed umani, in questo affettuoso e sincero omaggio ad un grande Maestro del nostro teatro.</i></p>
<p><img src="http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2013/gennaio/unballoinmascherafotodirobertoricci3.jpg/@@images/77e09404-e630-4c82-a7a4-475877b3d677.jpeg" alt="Un ballo in maschera" class="image-left" title="Un ballo in maschera" />Ad interpretare il capolavoro verdiano ci sono il giovane e talentuoso <b>tenore Francesco Meli</b> nel ruolo di Riccardo, il <b>baritono Luca Grassi </b>nei panni di Renato, <b>il soprano Anna Pirozzi</b> (Amelia), affiancata da <b>Julia Gertseva, mezzosoprano</b> e <b>Serena Gamberoni, soprano</b>, rispettivamente nelle vesti di Ulrica e Oscar. Completano il cast Sergio Vitale (Silvano), Enrico Turco (Samuel), Francesco Palmieri (Tom), Gian Marco Avellino (Un giudice), Enrico Paolillo (Un servo).<br />Nelle recite del 23 e del 27 gennaio il ruolo di Amelia è interpretato da Virginia Tola e la direzione è affidata al maestro Francesco Ivan Ciampa.</p>
<p>Si rinnova al Ridotto del Teatro Regio di Parma l’appuntamento con <b>Prima che si alzi il sipario</b>, ciclo di incontri di presentazione delle opere in cartellone, che vede protagonista Un ballo in maschera <b>venerdì 11 gennaio 2013, alle ore 17,00</b>. Introduce <b>Marco Capra </b>all’ascolto dell’opera con l’esecuzione dal vivo dei brani più celebri interpretati dagli allievi del Conservatorio di Musica “A. Boito” di Parma, coordinati da Donatella Saccardi (ingresso libero).</p>
<p>Proseguendo nella volontà di favorire l’incontro con la musica e di stimolare la passione al belcanto, il Teatro Regio di Parma rinnova a tutti gli appassionati l’<b>invito ad assistere alle prove del Coro</b>, per scoprire come il complesso artistico del Regio affronta la preparazione di un’opera prossima al debutto. L’appuntamento, a ingresso libero, è per <b>martedì 8 gennaio alle ore 18,30 presso la sede dell’associazione musicale “Parma Lirica”</b> (Via Gorizia, 2 – telefono: 0521 231184 / 206144). Nel corso della prova, l’appassionata direzione di Martino Faggiani ripercorre l’opera, svelandone gli aspetti salienti, con l’accompagnamento al pianoforte di Simone Savina.</p>
<p>In occasione della stagione lirica 2013 il Teatro Regio di Parma ha inoltre avviato un <b>progetto di promozione culturale</b> <b>con l’intento di coinvolgere il pubblico delle scuole, delle associazioni musicali, culturali, sociali e ricreative</b>, per incentivare una partecipazione sempre più consapevole a un momento, quello della prova generale dell’opera, che è prima di tutto occasione di crescita culturale e di stimolare così la ricerca e l’approfondimento. A loro è dedicata la <b>prova aperta in programma giovedì 10 gennaio 2013 alle 15,30</b>.</p>
<h3>Informazioni</h3>
<p><b>Biglietteria del Teatro Regio di Parma</b><br />Via Garibaldi, 16/A - Parma<br />telefono 0521 039399 - email <a href="mailto:biglietteria@teatroregioparma.org" title="mailto:biglietteria@teatroregioparma.org">biglietteria@teatroregioparma.org</a> - web <a href="http://www.teatroregioparma.org/" target="_blank" title="http://www.teatroregioparma.org/">www.teatroregioparma.org</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>DiSalvo_L</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Zanetti</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>celebrazioni</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Parma</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Teatro Regio</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>bicentenario</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>un ballo in maschera</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Gasparon</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Verdi</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-01-08T13:50:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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